Ambienti, scienza e varia umanità
Sappiamo bene che esistono dei limiti planetari alle possibilità di crescita delle società umane, ma quanti sono? dove sono situati? come misurarli?
Fino ad ora nessuno ne aveva mai dato una classificazione completa. Ci viene però in aiuto un fondamentale articolo pubblicato recentemente da Ecology and society.
Scrivono nell'abstract gli autori (ben 29!) dell'articolo:
«La pressione antropogenica sul Sistema Terra ha raggiunto un punto in cui non sono da escludere bruschi cambiamenti ambientali globali.
Proponiamo un nuovo approccio alla sostenibilità globale in cui definiamo limiti planetari all'interno dei quali riteniamo che l'umanità possa operare in sicurezza.
Superare uno o più di questi limiti può essere dannoso o persino catastrofico per il rischio di oltrepassare livelli di soglia che possono fare scattare cambiamenti ambientali bruschi e non lineari, sia a livello continenatale che planetario.
Abbiamo identificato nove limiti planetari, di cui sette quantificabili. [...] Questi limiti definiscono l' "area di gioco" dell'umanità per evitare cambiamenti ambinetali a livello globale.»
Quali sono questi limiti? Come si misurano? Quanto valgono? Ecco un primo tentativo di risposta da parte dell'articolo. Per ogni limite viene fornito un indicatore e un "valore di sicurezza" da non sforare.
Il n. 2 e il n. 3 sono al livello di guardia.
I limiti planetari sono interdipendenti: superarne potrebbe spostare la posizione degli altri o agevolarne il superamento.
Si tratta di passare da un' analisi settoriale dei limiti della crescita ad un approccio sistemico che ci permetta di definire il nostro spazio di manovra.
Perchè ho la netta sensazione che il nostro spazio di manovra sia quello di una balena in una piscina?
Seguiranno approfondimenti
Credo che occorra un miracolo, ciòe un evento raro e inspiegabile secondo i paradigmi ordinari, affinchè la condotta umana prenda la decisione di guarire dalla propria ingordigia.Intrinsecamente siamo una specie insaziabile, ma a differenza delle formiche sappiamo di esserlo, almeno, pare.
Se le formiche avessero una coscienza come la nostra, pur mantenendo il loro corpo, credo che divorerebbero tutto quanto.
Non so che cosa potrebbe farci cambiare coscienza, ma evidentemente la possibilità concreta di estinguerci con le nostre azioni non è poi così antagonista alla malriposta speranza di risolvere ogni problema derivante dalla nostra insaziabilità.
Quanti di noi dovrebbero perire in modo improvviso e catastrofico perchè il terrore dell'evento ci fermi sulla strada dell'autodistruzione?
Alcuni milioni in un anno sarebbero sufficienti o ne occorrerebbero alcune decine o centinaia di milioni?
E anche così, quali di questi morti sarebbero più esemplari degli altri?
Sono domande spaventose, lo so, ma la necessità di dovervi rispondere si sta facendo, letteralmente parlando, d'importanza quotidiana.Eppure miliardi di persone non hanno ancora perso il senso della misura, saranno loro che decideranno la direzione definitiva del cambiamento?. O siamo formiche che s'illudono di essere degli umani?
Adesso che sappiamo fare molti e più complessi calcoli, sappiamo anche quanto la coscienza in senso lato, che si tratti di insetti o d'umani, sia di arduosissima indagine.Ma lì, lì dentro è custodito il verdetto del prosieguo della nostra specie.Dobbiamo scoprire chi veramente siamo, tutti insieme e alla svelta.Da sempre abbiamo questa necessità, ma in questo secolo s'è fatta assoluta.Questo è il fine dell'uso dell'energia dell 'uso della materia, e di tutto ciò che ci circonda.
Se mangiare un bue ci permette di conoscere di più dei buoi e di noi, si può anche sacrificarlo, cioè compiere un'azione sacra.
Ma se divorato il bue, diventiamo meno dei due messi insieme, abbiamo commesso un abominio.
Marco Sclarandis
alle 10:14
Paolo Marani
L'unica cosa in cui possiamo realisticamente sperare... è una grossa crisi che ci raddrizzi in tempo prima del probabile collasso degli ecosistemi.
Penso che l'umanità si possa salvare il benessere per le future generazioni solamente così.