Ambienti, scienza e varia umanità
Una notte ho fatto un sogno.
All'IKEA i mobili erano gratis.
I primi che l'hanno saputo si sono precipitati, poi la voce si è sparsa e si è creato un enorme ingorgo. Pochi però avevano furgoni e autocarri per portare via i pezzi più grandi e di maggior valore e la maggioranza si è dovuta accontentare delle carabattole. Non molti avevano le competenze tecniche per montare perfettamente le strutture più complesse, come le cucine.
Chi aveva mezzi e competenze, o soldi per comprarle, ha fatto fortuna.
Poco per volta, davanti ai grandi magazzini si è formata una coda fatta solo da TIR, autocarri e furgoni; bande armate tenevano alla larga la gente comune. I pezzi venivano caricati da lavoratori immigrati pagati una miseria, portati nelle città e fatti montare da altri immigrati pagati solo poco di più.
La gente era comunque soddisfatta perchè pagava i mobili a un buon prezzo, visto che in partenza erano gratis.
Dopo un po' di giorni, i pezzi migliori erano finiti: restavano solo comodini, abat-jour, appendiabiti, sedie a dondolo e peluches dai colori improbabili.
Ad un certo punto il grande magazzino si prosciugò. Rimase solo lo scheletro vuoto dell'edificio pieno di immondizie e detriti. I lavoratori furono licenziati. In città i prezzi dei mobili salirono alle stelle e scoppiò una crisi economica.
I padroni dei TIR stanno afcendo prospezioni e si stanno dando da fare per cercare altre IKEE...
Incubo sublime
Marco Sclarandis.
alle 23:22
Attilio
Bello il racconto :) !
Ora un quesito: stando seduti sulle torrette dell'alta tensione alla frontiera tra Messico e Guatemala nel 2030 vedremmo l'energia scorrere verso nord o verso sud?
Come forse saprai mi trovo in Guatemala come volontario per un'organizzazione di diritti umani e uno dei temi piu' in voga e' lo sfruttamento delle risorse naturali per la produzione di energia idroelettrica. A un lato ci sono le imprese transnazionali con le loro dighe e l'energia rinnovabile; all'altro lato centinaia di migliaia di contadini che vengono sfrattati con l'uso della forza pubblica e non vengono neanche indennizzati.
Uno degli argomenti utilizzati dai leader contadini e' che l'energia elettrica cosi' prodotta non beneficia le comunita' locali bensi' viene venduta agli Stati Uniti. Ora, considerando la dispersione dovuta alla notevole distanza tra una centrale in Guatemala e un punto medio negli USA, quale dovrebbe essere la differenza di prezzo di un Kwh affinche' l'affare risulti comunque redditizio?
E' interessante notare che rispondere alla prima domanda significa stimare il prezzo dell'energia tra 20 anni, e provare questo esperimento di preveggenza significa soppesare diverse variabili sociali molto incerte, interdisciplinari e "socialmente conflittive", come ad esempio:
- percentuale di energia fossile VS rinnovabile negli USA e in Guatemala tra 20 anni (attualmente in Guatemala siamo al 47% circa di idroelettrica)
- fattore "Messico" come produttore prosciugato e potenziale consumatore dell'energia guatemalteca
- politiche governative, politiche degli investitori stranieri e forza dei movimenti sociali e contadini in Guatemala
- fattore "Medio Oriente" e capacita' di approvvigionamento (o rapina) del petrolio in questa area
- fattori "Venezuela" e "Russia" come altri potenziali fornitori della materia prima.
Stuzzicante, no?
Saluti!