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Lo "Stop al consumo di territorio" inizia a contagiare l'Italia

Mercoledì 17 Marzo 2010, 10:48 in Buone notizie dal mondo, Decrescita sostenibile, Economia e ambiente di

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Non siamo così utopisti, dopotutto.

La campagna del movimento Stop al consumo di territorio sta iniziando a cogliere i primi frutti. Hanno infatti aderito alla campagna

  • la provincia di Torino
  • il VI municipio di Roma
  • l' associazione Donne in campo della confederazione italiana agricoltori. E' interessante che nel mondo agricolo, la difesa del territorio inizi proprio dalle agricoltrici (che rappresentano ben il 31% della categoria).
  • il comune di Camigliano (CE)
Scrive Alessandro Mortarino sul blog di Domenico Finiguerra:
«Sta forse esplodendo una nuova “cultura” del territorio ?
La domanda è un po’ “epocale”, ce ne rendiamo conto. Ma permetteteci di formularla ugualmente: abbiamo tutti idea di quante “mazzate” ci sono state dispensate dall’ormai lontano Dicembre 2008, cioè da quando la volontà popolare diede il via alla campagna ed al Movimento nazionale per lo “Stop al Consumo di Territorio”.

Dissero di noi: iniziativa naif. Utopia allo stato puro. Semplicità eccessiva dispensata in un mondo complesso. Voce pura ad opporsi ad un coro paludato.
Oggi l’esempio della “crescita zero” del coraggioso Comune di Cassinetta di Lugagnano è un metro di confronto per innumerevoli altri Sindaci e ciò che il VI° Municipio di Roma la Provincia di Torino hanno appena deciso è l’effetto-domino che noi avevamo in mente (e in cuore).

Leggete e diffondete. La salvezza del nostro suolo dipende da tutti.

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6 commenti
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22 Mar 2010
alle 07:00

Marco85

@ Marco Pagani

e che a Romagnano sono 4 gatti

5
21 Mar 2010
alle 23:52

Marco Pagani

@ Jò e Mgmonte

[Credevo di avere già risposto a questo commento, ma evidentemente mi sono sbagliato] Credo sia importante comunque che si inizi a parlare di consumo di suolo e  che qualche ente locale inizi a dire stop! Poi ci saranno i soliti sotterfugi all'italiana, ma intanto si cominciano a mettere dei paletti. Sta a noi farli rispettare.

Forse i 50 ettari di Mediapolis sono già stati approvati e quindi non rientrano ahimè nella moratoria. Forse bisognerebbe fare una battaglia comune contro tutti questi ecomostri, almeno a livello regionale, in modo da fare capire che non si tratta di NIMBY, ma della contestazione di un modello di sviluppo sbagliato.

4
21 Mar 2010
alle 23:39

Marco Pagani

@ Marco 85

A Romagnano sono rimasti solo 142 ha di superficie agricola utilizzata, più o meno sufficienti a coprire i fabbisogni del 15% della popolazione. Se si iniziassero a fare girare queste cifre, forse qualcuno comincerebbe a preoccuparsi.

3
20 Mar 2010
alle 20:17

Marco85

Non è fra le provincie in discussione ma anche il novarese fa pietà.

Basta vedere a Romagnano dove la strada che fra ghemme e romagnano che ogni 6 mesi tirano su un nuovo capannone dove fare un nuovo qualche megacentro vendite di cose a caso.

Risultato: oltre a riempire il territorio di cose che ci sono già ma più grandi (sempre di più assomigliamo agli Americani), la stada è impraticabile dal sabato pomeriggio alla domenica sera perchè tutti come i caproni vanno in questi centri dove credono di trovare la manna che cola dal cielo a basso prezzo con l'aggiunta di tutti i bauscia che vengono in valsesia la domenica per fare weekendcol suv. F*****o

Poi se proprio si vuole parlare la cosa che mi fa + incazzare sono quei capannoni che sono anni che sono stati costruiti e che hanno il cartello con scritto vendesi o affittasi e non riescono a fare una delle due cose. Sempre e dico sempre dopo qualche tempo ne fanno uno a fianco uguale e nell'altro crescono le piante perchè nessuno lo prende. Totale doppio territorio usato male per ottenere un capannone usato e un con la giungla al suo interno.

2
18 Mar 2010
alle 22:50

Mgmonte

Lo scempio e' stato fatto ed anzi continua ! Nonostante le dichiarazioni ... in provincia di Torino e' stata autorizzata una enorme speculazione edilizia : il cosiddetto parco Mediapolis, che se va bene, si risolvera' in un paio di mega OutLets, il tutto in una zona ancora incontaminata del Canavese, sotto il castello di Masino... E' facile fare dichiarazioni, ma poi i fatti parlano chiaro! Gli attuali politici sono tutti al servizio del puro business ! Aprite gli occhi !

 

1
17 Mar 2010
alle 18:30

La politica di certi enti locali (o di certi politici) sembra quella del pastore che chiude la porta dell'ovile dopo che le pecore sono scappate... Inadeguata, nella migliore delle ipotesi. Ipocrita e di facciata negli altri.

Ormai, nella Provincia di Torino - e in Torino - lo scempio è stato fatto: dove c'erano aree dismesse dall'uso industriale, è stata fatta tabula rasa, costruendo interi quartieri come cattedrali nel deserto, quasi completamente disconnessi dalla maglia viaria e urbanistica circostante, dove l'unico centro non è la piazza, luogo d'incontro e decisioni, ma l'ipermercato, tempio del consumo e dell'identità contemporanea. Si sono favorite le speculazioni edilizie, invece che il recupero del territorio ad uso della memoria, della qualità della vita, e di nuove modalità di riuso per fini sociali dell'esistente. Risultato: non più storia, non più riferimenti, migliaia di case vuote, servizi inadeguati ai nuovi insediamenti, congestione viaria. Tanto che stare a Torino, ora, è una pena, prende l'ansia a passare in certi luoghi.

La stessa cosa, e forse più grave, è stata perpetrata ai danni dei paesi dell'hinterland, dove fino a pochi anni fa esisteva una campagna dove pascolavano animali, orti, campi coltivati, alberi, acqua, paesaggi ancora gradevoli. Un territorio che poteva alimentare la città, un suolo che era di qualità altissima, che contribuiva a sottrarre C02 all'atmosfera (si veda lo scritto di Mercalli sull'area di Collegno TRA SUV E TAV CI PERDIAMO IL SOL Riflessioni sul rapace uso del suolo e dell’energia e le conseguenze irreversibili sul clima e sul territorio http://www.meteoshop.it/effettoserra/2004/040608SuVTav_02.htm)
Il consumo di territorio è stato folle, miope e finalizzato a fare cassa, nella migliore delle ipotesi.

Ora si tenta di mettere un freno... Se non fosse tragica la situazione, verrebbe da ridere...

Dove si può ancora costruire, in questa città, nella cintura? Intanto, anche nelle valli della Provincia, tra Tav e autostrade si continua a fare un bel servizio alle popolazioni, agli altri animali, all'ambiente, alla democrazia.

Cosa dire di più? Che è chiaro occorra un nuovo paradigma di vita sociale, produttivo, culturale. E, soprattutto, persone nuove che siano portatori di nuovi valori e che sappiano interpretare l'azione nell'ambito pubblico come una missione e non un mestiere.

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