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L'onda nera del golfo del Messico e il fallimento della tecnoindustria.

Giovedì 6 Maggio 2010, 11:27 in Catastrofi, Impatto ambientale, Petrolio&Fossili, inquinamento e rifiuti di

Louisiana%20Oil%20spill%205-5.JPG

Essendo piuttosto impegnato sul fronte della difesa del suolo, non ho avuto molto tempo da dedicare alla vicenda del petrolio nel golfo del Messico.

Si tratta davvero di un increscioso incidente? O piuttosto di un cumulo di arroganza tecnologica, pressapochismo/gioco al risparmio, volontà di disinformare e rimedi peggiori del male?

  • Arroganza tecnologica. Homo sapiens ha una fiducia assoluta nella sua tecnologia infallibile, al punto da non approntare piani e misure di sicurezza adeguate. E' la cosiddetta sindrome del Titanic: se la nave è inaffondabile, non ci si preoccupa troppo di avere posto per tutti nelle scialuppe.
  • Pressapochismo  gioco al risparmio: oggi dovrebbe essere arrivata in loco la cupola di contenimento, che dovrebbe raccogliere il greggio e convogliarlo in superficie. Ciò avviene ben 17 giorni dopo l'inizio della crisi. 17 giorni sono un tempo infinito nella nostra società supertecnologica. Occorre fabbricare apposta la cupola? Non ci si poteva pensare prima, e tenerne un esemplare a portata di mano? I dirigenti della BP hanno candidamente affermanto che non sanno se funzionerà, perchè non hanno mai fatto dei test a 1500 m di profondità. E questi sarebbero ingegneri seri? Per andare sulla luna, la NASA ha testato tutte le procedure con l'Apollo 9 e l'Apollo 10, prima di procedere all'allunaggio. Possibile che non si sia mai provato ad usare la cupola in una esercitazione? Ovvio, queste prove costano, ma come sempre, un punto in tempo ne salva cento.
  • Volontà di disinformare. Per almeno due giorni si è cercato di nascondere la verità, affermando che non c'erano perdite di greggio. Anche la guardia costiera USA ha creduto alla versione BP.
  • Rimedi peggiori del male. Sembra che la cupola di contenimento potrebbe persino peggiorare la situazione se dovesse, a causa del suo peso, creare altre perdite nelle tubature. I solventi usati per ridurre il petrolio in goccioline sono altamente tossici e creeranno danni imprevedibili all'ecosistema marino.

Ci sarebbe molto da imparare sui fallimenti del sistema tecnoindustriale. Peccato che una volta passato il clou dell'emergenza, tutto ritorni come prima e l'arroganza tecnologica riparta a mille.

Io spero francamente che l'amministrazione Obama riesca a fare pagare alla BP un conto così salato da portarla sull'orlo del fallimento, in modo da mandare a tutti un segnale forte sulla necessità di cambiare rotta.

14
14 commenti
14
01 Dic 2010
alle 15:59

Maurizio

Se anche a te sta a cuore il mare Vai eMPOWER della Commissione Europea e firma la petizione

 

http://www.ep-empower.eu/epetitions/it/Mercurio.aspx?cat=Mercury

13
07 Ago 2010
alle 15:48

falco alato

Questa stramaledetta accozzaglia di pidocchiosi massoni-mafiosi-capitalisti-finanzieri-banchieri-politicozzoli-petrolieri-borghesi-clericali di merda,  impediscono da chissà quanti decenni lo sganciamento dell'attività umana dal "cancro"  petrolio e l'uso di fonti alternative. Per i loro luridi interessi, condizionano la vita e la morte dell'intero genere umano. C'e solo una cosa da fare,  eliminarli fisicamente e cancellarne la stirpe dall'intero pianeta. Qualsiasi mezzo è valido pur di raggiungere lo scopo. Se non vediamo i segni tangibili della fine della nostra civilta, non fa niente ci pensa madre natura  a spazzarci via. Vale la pena di pagare un prezzo cosi alto per continuare a vivere in mondo demenziale, perche lo vuole  questa minoranza di banditi in cravatta ??? Forza con gli altiforni facciamo pulizia, resta poco tempo.  

12
23 Lug 2010
alle 16:28

Leonardo

Io penso che bisognerebbe confiscare tutti i beni di questi spocchiosi e arroganti Manager,e anche quelli dei loro Famigliari e farli vivere come loro fanno vivere i loro Lavoratori,l'incompetenza e il menefregismo dimostrato in questa occasione grida vendetta,ma chi sceglie sta gente,come la scelgono? 

RIDICOLI,sono Ridicoli una delle più grandi compagnie petrolifere del Mondo non sà che pesci prendere,fanno utili faraonici e non spendono in sicurezza...ma e possibile che per il profitto di pochi si possa rovinare un intero pianeta...ma possibile che nessuno riesca a fermare sta gente,eppure sono esseri umani come tutti,o no?

 

11
14 Mag 2010
alle 08:17

De Rosa Gigi

Io credo che per fermare la fuoriuscita del petrolio dovrebbero perforare 2 0 3 volte il terreno  vicino  allo sbocco dove adesso e spaccato , così riducono già la forza della pressione ed il petrolio, in quel modo verrà estratto da diverse parti, e dopo possono mettere quella gabbia di ferro al vecchio foro.

10
12 Mag 2010
alle 12:42

clemente luigi

io penso che le generazioni future se si continua di questo passo haimè comincerà la fine dei tempi, ci vorrebbero politici più responsabili per fare delle leggi più severe in materia sia di ambiente e sociale.

si potrebbe sfruttare l'energia alternativa creando posti di lavoro e inquinando il 60% di meno, perchè non lo fanno? questi disgraziati ?

9
12 Mag 2010
alle 12:30

clemente luigi

credo che l'uomo  in linea di massima per sua natura è distruttivo in quanto egoista, infatti pensa solo a fare soldi e se ne frega della natura, i responsabili di questo pianeta sono i politici che autorizzano questi ricchi in maniera superficiale sotto forma di regali e soldi, anche noi abbiamo la colpa perchè non abbiamo capito che la politica è una cosa seria, infatti da me a palermo x €10.00 danno i voti a chi si presenta x primo dx o sx 

8
12 Mag 2010
alle 12:21

clemente luigi

io credo che per fermare la fuoriuscita del petrolio dovrebbero tapparlo con dei massi e successivamente mettere sopra i massi una gabbia di ferro e poi fare una colata di cemento

7
10 Mag 2010
alle 13:31

nora

Definire l'accaduto "INCIDENTE è come definire incidente l'investimento di un pedone da parte di un ubriaco al volante di una macchina che in città va a 140.........

6
07 Mag 2010
alle 10:25

Arturo

Riguardo al punto 3 - "Volontà di disinformare", sembra di essere in Unione Sovietica, quando si teneva volutamente tutto nascosto, anche quando esplode una centrale nucleare in Ucraina ...

5
07 Mag 2010
alle 00:48

Alessandro P.

Beh, quando si progettano piattaforme di queste dimensioni, si calcolano sempre i rischi, ma spesso una presentazione in power point non smuove chi poi deve investire qualche milione di euro per i test e la realizzazione di sistemi di sicurezza o di emergenza.

In pratica, per ottusa miopia, nell'industria petrolifera si preferisce accantonare grandi quantità di denaro per pagare i danni di un eventuale incidente (che si sa accadrà per certo, solo non si sa quando) anzichè investire una frazione di questo denaro per rendere le possibilità di un incidente (per lo meno quelle imputabili ad incidenti da scarsa manutenzione o sicurezza) pressapoco nulle (mai ovviamente escludibili, sia per errore umano che per "fatalità"). Spesso si lavora così, costringendo poi l'ingegnere a mettere una pezza al lavoro, ma se il lavoro non era stato progettato in modo da prevedere un qualche sistema estremo, difficilmente questa pezza potrà funzionare (soprattutto a 1500 m sotto il livello del mare, con forti correnti). Penso - per fare un esempio spiccio -  a punti di ancoraggio sul fondale, che sarebbero potuti essere utili per calare una di queste campane (magari ci sono, non so) che a trascinarla giu con le correnti sfido a centrare la falla...

La prima cosa che si insegna - almeno, parlo per quanto mi hanno insegnato - è che non c'è nulla di infallibile, incrollabile o inaffondabile. Anzi, ad esempio i ponti sono progettati per resistere a certi eventi sismici, in modo statistico si analizza la storia del territorio e si progetta per fare in modo che un evento distruttivo possa capitare una volta ogni x-mila anni. Purtroppo si sa già in partenza che prima o poi ci sarà un terremoto così devastante da far crollare anche il miglior ponte...

Poi certo, non escludo affatto responsabilità da parte dei progettisti, assolutamente, ma in quel caso si tratta di colpevole e miope complicità, non di cieca fiducia.

4
06 Mag 2010
alle 18:07

Marco Pagani

@ Alessandro

Concordo pienamente sulle responsabilità di manager e CEO vari, ma la mia critica si sposta un po' più in là coinvolgendo anche gli ingegneri, non per disonesta o incompetenza, ma spesso per arroganza tecnologica.

Gli ingegneri programmano tutto a dovere, OK, ma il punto è definire bene il "dovere". Questo dovrebbe spettare alla collettività e non a pochi individui chiusi nelle stanze del potere.

Mi chiedo se gli ingegneri abbiano ipotizzato l'eventualità di un incidente come quello della Deepwater Horizon; come intervenire subito per contenere e riparare i danni? si è pensato a un piano B o si è continuati orgogliosi del fatto che la nostra tecnologia "non può fallire"?

Nel caso della NASA, ho fatto riferimento alla missione Apollo, perchè per lo shuttle la situazione è diversa, dal momento che non è stato programmato alcun dispositivo di salvataggio in caso di incidente (cosa che invece aveva l'Apollo); anche qui, si confidava sul fatto che il sistema non poteva fallire. Peccato che sia fallito per ben 2 volte.

3
06 Mag 2010
alle 11:47

Alessandro P.

Condivido pienamente quello scritto nell'articolo. Il punto su cui non sono d'accordo è questo:

"E questi sarebbero ingegneri seri?".

L'ingegnere, di solito, per vocazione, e per missione, avrebbe programmato tutto come per dovere. Lo dimostra appunto che quando una sfida ingegneristica deve essere vinta, come per la conquista della Luna, gli ingegneri sono capaci e competenti.

Il problema è che spesso da ingegneri, ci si deve scontrare con chi prende le decisioni, spesso manager laureati in importanti università private, spocchiosi, odiosi, e per nulla interessati a quello che succederà tra 3-4-5 anni, perchè sanno che probabilmente faranno le "meteore" (ragazzi di 30anni che l'anno prima comprano macchine da 200.000€, e l'anno dopo, per mancato raggiungimento obiettivi, sono costretti a rivenderla a un decimo. Se fai un salto in svizzera, vedrai che ne è pieno...). In questo caso, anche il "risparmio"  di qualche milione di euro è visto come un traguardo, mentre in realtà si sta solo facendo avvicinare irrimediabilmente il punto di rottura. Purtroppo non è ancora stato insegnato correttamente nelle Università prestigiose, come in realtà esistano delle precise componenti di costo che non possono essere eliminate, pena distruzione del valore. 

Come a dire, per rendere più leggera una catena, posso limarla ovunque, anche vicino a quelli che le simulazioni indicano essere i punti di rottura. Poi posso continuare a limarla oltre, e lei non si romperà mai, almeno finchè ne sono responsabile io... fino a che arriva qualcuno a cui il cerino rimane in mano... 

Comunque ancora complimenti per gli interessanti spunti che fornisci!! 

2
06 Mag 2010
alle 11:46

Alessandro P.

Condivido pienamente quello scritto nell'articolo. Il punto su cui non sono d'accordo è questo:

"E questi sarebbero ingegneri seri?".

L'ingegnere, di solito, per vocazione, e per missione, avrebbe programmato tutto come per dovere. Lo dimostra appunto che quando una sfida ingegneristica deve essere vinta, come per la conquista della Luna, gli ingegneri sono capaci e competenti.

Il problema è che spesso da ingegneri, ci si deve scontrare con chi prende le decisioni, spesso manager laureati in importanti università private, spocchiosi, odiosi, e per nulla interessati a quello che succederà tra 3-4-5 anni, perchè sanno che probabilmente faranno le "meteore" (ragazzi di 30anni che l'anno prima comprano macchine da 200.000€, e l'anno dopo, per mancato raggiungimento obiettivi, sono costretti a rivenderla a un decimo. Se fai un salto in svizzera, vedrai che ne è pieno...). In questo caso, anche il "risparmio"  di qualche milione di euro è visto come un traguardo, mentre in realtà si sta solo facendo avvicinare irrimediabilmente il punto di rottura. Purtroppo non è ancora stato insegnato correttamente nelle Università prestigiose, come in realtà esistano delle precise componenti di costo che non possono essere eliminate, pena distruzione del valore. 

Come a dire, per rendere più leggera una catena, posso limarla ovunque, anche vicino a quelli che le simulazioni indicano essere i punti di rottura. Poi posso continuare a limarla oltre, e lei non si romperà mai, almeno finchè ne sono responsabile io... fino a che arriva qualcuno a cui il cerino rimane in mano... 

Comunque ancora complimenti per gli interessanti spunti che fornisci!! 

1
06 Mag 2010
alle 11:39

gallago

Il termine Homo sapiens penso sia una delle definizioni più false che ci siano perchè di sapiens ha ben poco. Forse era meglio Homo virus.

Ugo Bardi ieri su Petrolio ipotizzava un probabile fallimento di BP dopo questo disastro. Su Obama non ci conterei poi tanto...

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