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Specialità italiane: la diossina

Lunedì 28 Giugno 2010, 11:52 in Impatto ambientale, inquinamento e rifiuti di
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Le mappe qui sopra (clicca per ingrandire) mostrano la deposizione di diossina sui territori di Italia, Francia, Germania e RegnoUnito (le unità sono nanogrammi per m² all'anno). (1)

La diossina è un composto estreamente tossico e cancerogeno, che si sviluppa durante la combustione, soprattutto dei rifiuti; rame e ferro (spesso presenti nei rifiuti indfifferenziati) agiscono infatti da catalizzatori.

Le mappe  sono confrontabili perchè i colori corrispondono agli stessi livelli di scala.

E' appena il caso di notare che l'italia è il paese più inquinato dalla Diossina: la pianura padana è più contaminata dei grandi distretti industriali delle altre nazioni.

I massimi valori di contaminazione (quadretti rosso scuro, valori doppi rispetto ai massimi di Francia e Germania) si osservano in corrispondenza di Brescia e di Taranto.

Cosa c'è a Brescia? Uno dei più grandi inceneritori di rifiuti d'Italia.

Cosa c'è a Taranto? L'ILVA, la più grande acciaieria d'Europa, che si ritiene "produca"circa 1200 morti all'anno (che non vengono quasi mai ricordati).

Milano, Torino e la pianura veneta non sono però da meno, perchè registrano valori nettamente  superiori a quelli delle altre regioni d'Europa.

Così avveleniamo lentamente il Bel Paese.

(1) Le mappe provengono dal Meteorological Sinthesizing (sic) Centre- East di Mosca. Dopo aver selezionato il paese, si seleziona in fondo alla pagina "Deposition to the country" relativo a PCDD (Polychlorinated dibenzodioxin). E' possibile variare i livelli di scala.
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4 commenti
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21 Ago 2010
alle 10:52

fausto

Le prove?? Le diossine, classe di composti assai variegata, sono usualmente associazioni di anelli benzenici, ossigeno e cloro. la loro pericolosità aumenta a causa della persistenza nell'ambiente: sopravvivono per tempi molto lunghi, sono scarsamente degradabili.

Si producono al naturale in tracce trascurabili anche negli incendi; la disgrazia moderna nasce dalle plastiche clorurate, come il PVC. Quando bruciate, queste sostanze ne emettono in quantità abnorme. Altra fonte notevole è la siderurgia, particolarmente quella a ciclo del minerale.

Notate che la panzana secondo cui questi composti sarebbero originati soprattutto da attività come la combustione di legna si possono smentire con grande facilità: se così fosse, i rilevamenti non osserverebbero differenza tra aree rurali e distretti industriali. Differenze che invece sono ben note.

Logica vorrebbe che i materiali pericolosi venissero banditi. E invece no: si è preferito innalzare a dismisura la temperatura nei forni di incenerimento. Questo distrugge diossine e PCB, ma aumenta la produzione di polveri sottili. Una soluzione che potrebbe rivelarsi peggiore del male.

Altre fonti, come la siderurgia, rappresentano rischi analoghi se non maggiori; in prospettiva però, in Italia il problema più grave resterà l'incenerimento, dato che la nostra siderurgia sta morendo da anni. Da notare che danni gravissimi vengono prodotti dalle combustioni incontrollate: bisognerebbe bastonare a morte gli idioti che accendono falò di plastica nel cortile. L'unica soluzione, temo, sarà la riduzione del consumo di plastiche clorurate.

3
31 Lug 2010
alle 11:29

elio

l'inceneritore di brescia e il piu sicuro e non scarica diossina e sempre meglio delle discariche se qualcuno a le prove della diossina colpa dell' inceneritore vorrei vedere le prove

2
08 Lug 2010
alle 21:57

Luciana Cepich

E su Brescia aggiungerei altri due gravi problemi: l' inquinamento da pcb ( vedi caso Caffaro), e la discarica di amianto che si sta costruendo in zona S. Polo, dove molto recentemente le indagini  promosse dall'Asl con il Comune hanno rilevato questi sconcertanti dati: ricoveri e mortalità sopra la media per guai respiratori e patologie oncologiche. Chi risiede in zona si ammala di più rispetto ai vicini.

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02 Lug 2010
alle 08:53

Roberto

Una piccola precisione su Brescia: oltre all'inceneritore (che sicuramente è il maggior contribuente) sono presenti nel tessuto urbano: una grande acciaieria, una tangenziale 3 corsie con limite di 110 km/h e alla quale in parte scorre anche una autostrada (A4).

Il tutto è concentrato in una zona della città. Inutile dire che in questa parte della città è stato severamente vietata la coltivazione di orticelli e che il numero di funerali è più alto rispetto al resto della città.

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