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Realtà OGM /1 Semi "legalmente" sterili

Venerdì 24 Settembre 2010, 10:48 in Genetica e ambiente di

Contratto Monsanto.jpg Dario Bressanini, curatore del blog Scienza in Cucina per l'Espresso, è un vero fan degli OGM, al punto da avere aperto un blog su Il fatto quotidiano dedicato all'argomento.

Il compito che si prefigge è quello di sfatare i miti sugli OGM. Il primo mito sarebbe che i semi OGM sono sterili.

Qui occorre un po' di chiarezza. E' verissimo, i semi OGM in commercio non sono sterili; tuttavia la Delta and Pine Land Company possiede un brevetto per il cosiddetto seme terminator. Non si tratta di fantascienza, ma di realtà.

Se non è mai stato messo in commercio, è forse per la fortissima opposizione della società civile all'idea di un seme sterile che non può essere riseminato, in modo da costringere i contadini ad acquistarlo tutti gli anni (ricordo che persino Dulbecco, con tutto il suo appoggio al biotech, manifestò contrarietà per questo progetto).

Ciò che è stato lasciato fuori dalla porta è comunque rientrato dalla finestra; se non bilogicamente, i semi Monsanto sono legalmente sterili, come si evince leggendo il modello di contratto che deve essere sottoscritto dagli agricoltori (la prima pagina è riprodotta in alto; non si tratta di un documento segreto, perchè si trova sul sito della Monsanto).

Contratto Monsanto particolare.jpg

Qui sopra ho ingrandito una parte del contratto. All'articolo 4 si dice che il "grower" (attenzione alle parole: il "farmer" è sparito dalla circolazione!) accetta di:

  • non piantare i semi Roundup Ready per la produzione di grermogli o semi;
  • usare i semi per un singolo raccolto commerciale
  • non conservare semi del raccolto per la risemina o per rifornire altri;
  • di usare pesticidi Monsanto (se se ne usano altri, la multinazionale non si assume nessuna responsabilità);
  • di pagare tutte le tariffe tecnologiche.

Se qualcuno infrange le regole (Art. 8)  il contratto verrà rescisso e si adirà alle vie legali.

Da secoli gli agricoltori hanno conservato parte del raccolto come semenza. Solo in certi casi acquistavano semenza da ditte specializzate, ma senza alcun obbligo o divieto.

Monsanto e soci sono riusciti nell'impresa di brevettare il seme; la biotecnologia è una "scusa" come un'altra per poter depositare il brevetto in modo da vincolare gli agricoltori, pardon i crescitori, a comprare i semi ogni anno. In questo modo è possibile avere il monopolio assoluto del mercato dei semi (per diverse varietà, come la soia, sono ormai vicini al 90%).

Questo, come mostrerò in un post successivo si è tradotto negli ultimi dieci anni in spese crescernti per i coltivatori e in guadagni crescenti per la multinazionale.

Invito tutti quanti lavorano nel biotech ad aprire gli occhi su questo semplice fatto.

Leggi anche:

15
15 commenti
15
27 Set 2010
alle 06:32

Biolà

@Medo

@Catine

In altre parole scrollarsi di dosso l'attuale logica di mercato del produrre sempre di piu' in termini quantitativi con redditi sempre piu' incerti in filiere sempre piu' globali

produrre di meno a costi nettamente inferiori e trovare canali alternativi di vendita diretta locali rappresenta una aspettativa di sopravvivenza

non sara' la soluzione per tutti , ma per molti funziona

14
26 Set 2010
alle 17:41

medo

Cara Catine, il sottoscritto in Francia (paese al totale collasso dell'agricoltura) lavora solo con contadini che riseminano la loro semente e sono gli unici che hanno un futuro! Purtroppo è dura da digerire, ma chi lavora con gli ibridi, prima o poi crepa. 

Se uno è in un settore dove è costretto alla semenza ibrida, grandi cerealicolture moderne, prima o poi è destinato ad essere tagliato fuori dalla competizione del mercato.

Chi invece resta "fuori", guadagna meno, ma guadagna meglio e sempre, con meccanismi di vendita locale, cooperazione tra produttore e acquirente, banca locale della semente (che è ufficialmente illegale).

Purtroppo, solo chi si documenta sul non-ibrido e chi mette il proprio tempo e disponibilità su questo ce la farà. E' un verdetto del mercato, che ha deciso che solo l'industria deve resistere. Ed infatti dove ora ci sono 5 contadini, tra un paio d'anni ne resteranno un paio e cosi' via, ad esclusione.

Uscire dal mercato, con cooperazione e regolazione locale del mercato, dal seme alla vendita del prodotto finito. Unica soluzione.

Sorry.

13
25 Set 2010
alle 23:31

Dathon

A me pare che i primi a pensare che qualche agricoltore metta da parte i semi per l'anno successivo, siano quelli della Monsanto. Altrimenti non sentirebbero il bisogno di proibire tale pratica. Che se è così assurda qui, magari non lo è altrove.

Se tutti i miti anti-OGM sono stati sfatati come questo...

12
25 Set 2010
alle 22:28

Catine

Ma io sono veramente perplessa! Non ho letto tutti i commenti e mi scuso a priori. Sono rimasta scioccata del fatto che ancora si pensi che qualche agricoltore di professione (nel senso che lavora i campi per produrre un reddito per sopravvivere) metta da parte i semi per rimpiantarli l'anno successivo. Forse qualche hobbista... Sono contadina e appartengo ad una famiglia di contadini da generazioni e le due ultime generazioni usano solo ed esclusivamente sementi ibride. Basta con queste visioni emozionali dell'agricoltura. I terreni hanno costi elevati, sono tassati in base al reddito dominicale ed agrario, seminare e concimare costa, lavorare i campi è fatica e sudore e il lavoro va remunerato in modo equo.

11
25 Set 2010
alle 15:05

Elvira Di Donato

Se parliamo di pratica monopolistica e illiberale, mi viene in mente il grano kamut, venduto nella maggior parte dei negozi bio, in chicchi, farina e soffiati. Kamut non è una varietà di grano, come molti credono, ma è il suo nome commerciale, coperto da brevetto. Chi produce farina di kamut deve importare il grano dal Montana e pagare per poterlo utilizzare. Chi è riuscito ad avere i semi e lo coltiva in Italia è costretto a dargli nomi di fantasia. Il più usato è grano del faraone. Io ho scoperto qui http://solleviamoci.wordpress.com/2010/03/08/alimentazione-salute-kamut-un-mito-da-sfatare/ che il Kamut è molto simile alla Saragolla, che i miei genitori mi raccomandavano di comprare al paesello, nel Sannio. Ma se parlo di Saragolla fuori dall'appennino centro meridionale, nessuno sa cosa sia e molti molitori non lo conoscono. Mentre al paesello, la saraòlla (in dialetto) è come le pere col formaggio: al contadino non far sapere...

10
25 Set 2010
alle 11:28

Gigi

Mio suocero i semi li ricava autonomamente dall'ultima produzione tranne solo finocchio e pressemolo!

9
25 Set 2010
alle 10:20

Paolo C.

Che si tratti di OGM o no, il problema rimane sempre la speculazione dissennata:

http://www.guardian.co.uk/environment/2010/sep/24/food-crisis-un-emergency-meeting-rome

8
25 Set 2010
alle 00:28

Gifh

Tra un seme sterile e uno che diventa inutilizzabile per legge o per improduttività delle generazioni successive non c'è molta differenza, tranne forse che nel caso di infrazione delle clausole la multinazionale può ricavare altri utili.

Anche nel caso degli OGM, per me il principio di precauzione prevale sul metodo scientifico, non importa se vengo taggato per ideologia. 

7
24 Set 2010
alle 19:22

Massimilla Manetti Ricci

Hai ragione Dario quando parli di motivazioni valide scientifiche, per danni PROVATI all'ambiente e all'uomo. Appunto, provati, ma non è affatto provata un'innocuità biologica a livelli delle nostre cellule e le interazioni con esse, per non parlare del rischio neanche tanto remoto della resistenza antibiotica con l'introduzione della patata amflora.

Chi manifesta prudenza verso questi punti interrogativi non è sempre ideologico contro le multinazionali. Se tu avessi completamente ragione non saremmo qui a parlarne, ma  ripeto: effetti sperimentati e provati a livello biologico nel lungo termine non ce ne sono. Non può essere che solo tu sia detentore della verità illuminata.

Se poi saranno davvero innocui sull'uomo e l'ambiente li accetteremo. 

6
24 Set 2010
alle 18:33

Biolà

Da grower , agricoltore, allevatore o come preferite , ho fatto da tempo la scelta di riseminare quando posso le mie sementi cosi' come quella di vendere direttamente la maggior parte delle mie produzioni , non per ideologia ma per sfuggire ad una filiera perversa che ti spinge a produrre sempre di piu' in una totale assenza di certezza di REDDITO ( non profitto ) per i propri prodotti .

Poi se per tutto cio' la definizione per alcuni e' quella di una romantica minoranza arcaica , sinceramente non mi preoccupa + di tanto, le minoranze e le nicchie possono solo crescere ed allo stesso tempo fare qualcosa di sostenibile per il pianeta ! :-) 

5
24 Set 2010
alle 17:14

Dario Bressanini

Posto che contratti come quello li ritengo particolarmente odiosi, anche perché danno "armi" a chi è contro gli OGM per gettare una cattiva luce su tutti, senza invece trattarli caso per caso, io penso che, alla fine, sia l'agricoltore che deve decidere se la cosa gli conviene. L'agricoltore cerca il profitto, come tutti. E giustamente. Tu lavori gratis? Io no.

La situazione non è diversa da quella degli ibridi (che NON sono stati inventati da una perfida macchinazione delle multinazionali). Semplicemente i semi ibridi godono del "vigore dell'ibrido" per cui hanno caratteristiche migliori delle due linee pure genitrici. E se gli agricoltori li usano è perché gli conviene.

In più, anche i semi normali, non ibridi, sono normalmente registrati e solo il costitutore può venderli.

Posso capire che chi ha una idea romantica e passata dell'agricoltura non apprezzi queste cose, ma a mio parere non ci vedo motivazioni valide per VIETARLI. A mio parere le uniche motivazioni valide dovrebbero essere scientifiche, per danni PROVATI all'ambiente o all'uomo. Se questo non c'è, in un libero mercato ognuno è libero di fare quello che vuole.

Ecco perché io e altri continuiamo a sentire "odore" di ideologia, nonostante dall'altra parte ci si sforzi di negare :-D . Per molti gli OGM sono un simbolo (delle multinazionali, dell'agricoltura moderna , dell'america, etc...) e quindi sono ideologicamente contro.

Aspetto il post con cui cercherai di smontare le migliaia di pagine ormai pubblicate che dimostrano che gli agricoltori ne hanno tratto beneficio, in media :-)

Comunque mi fa piacere che dopo anni in cui si credeva ciecamente alle balle che Vandana Shiva andava a raccontare ora almeno si riconosce che gli OGM non sono "biologicamente" sterili. Un po' alla volta e si smontanoo tutti i vari miti :-) Basta avere un po' di pazienza

Ciao Dario

4
24 Set 2010
alle 15:03

Marco Pagani

Grazie medo per il commento e la precisazione; intuivo ci fosse una "truffa evoluzionistica" in questi ibridi miracolosi, ma non essendo del settore non ne conoscevo i dettagli.

I contadini che riseminano la loro semente sono autosufficienti, anche sehanno rese più basse. Chi non ha l'abitudien o le competenze necessarie  salvaguardare i propri semi, deve dipendere da un complesso sistema di fornitura, che in caso di crisi potrebbe collassare.

Una nota per Dario B. Questo non è in prima battuta un post contro i semi OGM, ma bensì un post contro la pratica monopolistica e illiberale di vincolare gli agricoltori (pardon, crescitori) a dipendere da un unico fornitore multinazionale e di vietare loro la cosa più naturale del mondo, cioè seminare.

3
24 Set 2010
alle 14:20

medo

C'è un problema sul concetto di sterilità della semente. Se fossero sterili, non produrrebbero nemmeno la prima volta infatti. E non avrebbe senso.

Il fatto è che le piante da semente ibrida F1, le più commercializzate da anni in Europa e nel mondo, alla prima generazione ti danno una pianta con il top delle caratteristiche attese dal prodotto, ma alla seconda generazione, alla risemina, danno vita ad una pianta "nana" o comunque che non ha più quelle caratteristiche di partenza e che bisognerebbe riselezionare daccapo.

Questo è stato fatto per forzare l'agricoltore ad acquistare semenza scelta e selezionata in un determinato modo.

Il risultato è che la semente è sicura, ma il 98% della biodiversità agricola è scomparso perchè le sementi non sono state tutte supportate dal marketing e tutto cio' che è "locale" ed adattato ad un certo clima, terreno, ad un certo stile di cucina anche è via via sparito dalle liste dei semenzieri, anche in Italia. Negli anni '80 furono semplicemente depennate, scartate e poi distrutte, per "non economicità" dei brevetti e della loro commercializzazione, sementi che i contadini di tutto il mondo avevano selezionato in secoli di paziente ed umile lavoro. Ed è solo grazie al loro lavoro che ancora mangiamo, se fosse per i signori che gestiscono la semente come brevetto............

Ormai il mondo gira cosi, dobbiamo dire grazie? Chi appoggia questo tipo di operazioni industriali volte alla centralizzazione della produzione, controllo e selezione non solo è pazzo, ma tifa "morte", tifa un mondo di gente che deve puntare solo al denaro ed al profitto per "restare" sul mercato. 

2
24 Set 2010
alle 14:06

Marco Pagani

Innanzitutto, chi sono i "contadini moderni"? Quelli che praticano l' agricoltura industriale o quelli che provano a praticare un'agricoltura sostenibile?

Inoltre, c'è una bella differenza tra i semi ibridi e i semi ogm:

  • comprare ibridi ha vantaggi e svantaggi (ad esempio si riduce la biodiversità delle colture); si tratta comunque di un servizio, a cui l'agricoltore per vari motivi può rinunciare;
  • comprare ogm vincola a un contratto in cui è proibito tenere da parte i semi: l'agricoltore si trova a dipendere da un fornitore unico, che, come mostrerò prossimamente, anno dopo anno è divenuto sempre più esoso.

Vietare di riseminare è un atto perverso e contro natura, che prima o poi finirà nel magazzino delle stranezze dimenticate. Il seed saving è una pratica che si sta diffondendo (mi piacerebbe avere statistiche, ma al momento, non ne dispongo) proprio per tutelare la biodiversità e le tradizioni locali.

1
24 Set 2010
alle 12:11

Dario Bressanini

O mamma, se anche tu sei di quelli che crede che i contadini moderni (che non seminano ogm) si facciano ancora i semi da soli siamo messi male ;-)

Per vari motivi, sono una piccolissima minoranza.

A quando un articolo contro i semi ibridi ? ;-) (che vanno ricomprati ogni anno e che gli agricoltori usano da almeno mezzo secolo senza grossi problemi)

Comunque, qui ho raccontato la storia del Terminator http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/06/ogm-terminator/57194/

ciao Dario

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