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Conservation grade: come produrre cibo e biodiversità

Martedì 19 Ottobre 2010, 10:46 in Alimentazione, Buone notizie dal mondo, Ecosistemi e complessità di

Conservation grade.jpg

L'altro giorno, gironzolando per un supermercato (1) ho notato che una confezione di cereali per la colazione portava in un angolo il marchio conservation grade.

E' un'idea piuttosto interessante nata da un produttore inglese. I cereali possono avere il marchio conservation grade se:

  1. CG logo.jpgnon sono acquistati sul mercato mondiale, ma provengono da piccoli produttori
  2. non fanno uso di colture ogm
  3. fanno un uso ridotto di pesticidi, secondo il codice di autodisciplina voluntary initiative
  4. gli agricoltori devono lasciano il 10% dell'area agricola a tutela della biodiversità, creando un habitat favorevole ai tradizionali abitanti non umani della campagna inglese (per questo intervento gli agricoltori ricevono un surplus sul prezzo dei cereali).

Questa è forse la caratteristica più importante di questo progetto: lasciare spazio alle altre specie viventi non umane. Oltre 10 mila ha di terra coltivabile inglese sono già conservation grade.

E' un'utopia in un pianeta sempre più affamato?

Penso di no, soprattutto per due motivi:

  • la fame nel mondo non è dovuta alla penuria di cibo, ma alle ingiustizie e al colonialismo dei paesi ricchi e delle multinazionali;
  • mettere a coltura per il consumo umano ogni singolo centimetro quadrato di terra coltivabile uccidendo la biodiversità non è esattamente una buona idea e ne stiamo già pagando le conseguenze.

(1) Ebbene sì, ogni tanto mi tocca frequentare questi templi della modernità.

A mia discolpa :-) posso solo aggiungere che negli ultimi cinque anni non compro più nei supermercati di grande distribuzione i seguenti prodotti:

  • pasta e farine
  • riso
  • altri cereali in grani (farro, avena ecc)
  • legumi in grani
  • tofu e seitan
  • verdura fresca
  • mele e ciliegie
  • vino
  • olio
  • latte di soia e caffè

e l'elenco tende ad allungarsi con il passare del tempo.

(2) Nello specifico il 10% di area non coltivata, ma riservata ad habitat naturale, è così suddivisa: 

 

  • 4% fiori e trifoglio per polline e nettare per gli insetti.
  • 2% piante che provvedono cibo per uccelli
  • 2% zone erbose come rifugio per ragni, coleotteri e piccoli mammiferi
  • 2% caratteristiche tipiche della fattoria, come siepi, fossi, laghetti o boschi
3
3 commenti
3
01 Dic 2010
alle 15:49

Maurizio

Se vuoi firmare contro gli OGM vai al progetto eMPOWER della Commissione Europea!

 

http://www.ep-empower.eu/epetitions/it/OGM/cntrlid/view/petitionID/45.aspx

2
19 Ott 2010
alle 18:26

Davide

Dimostrazione che si può pensare ad un mondo migliore!

1
19 Ott 2010
alle 13:46

Noel

Sarebbe utile far esportare questo marchio anche in Italia

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