Ambienti, scienza e varia umanità
Questa cicatrice, lunga oltre 400 km, è la deforestazione che segue la strada BR 230 attraverso lo stato di Parà, Brasile. Il fiume sulla sinistra è il Tapajos, affluente del Rio delle Amazzoni.
In questa regione la distruzione della foresta è appena agli inizi, ma una volta costruite le strade, procede assai rapidamente.
Il ritmo di deforestazione negli stati del Mato Grosso e di Parà segue il prezzo della soia; il quale a sua volta segue, tra le altre cose, la domanda di carne nei paesi ricchi e in quelli emergenti come la Cina.
Tutto quanto è interconnesso. Meno carne, meno soia, meno deforestazione. Si potrebbe spiegare anche a un bambino di prima elementare.
meno primati (spece homo sapiens sapiens).
il resto viene da sè.
Non solo sono più recettivi, sono anche più empatici col resto del mondo e delle sue sofferenze. Nel rapporto coi bambini pesa, però, il ruolo dei genitori: non si può parlare di certi argomenti, come l'inevitabile scelta vegetariana se si rispettano gli altri viventi, se non si vuole far implodere il mondo. Si rischia l'ostracismo. In ogni caso, è molto gratificante il rapporto coi bambini, perchè colgono tutte le implicazioni dei problemi che gli vengono posti, senza compromessi e giustificazioni: sono vergini. E le cose imparate dai piccoli, come il rispetto per tutti i viventi, per i "diversi", per la terra sulla quale viviamo, sono acquisite per sempre. E loro sono i cittadini del domani.
Bisognerebbe proprio cominciare a spiegarlo ai bambini piccoli. Io con gli adulti ho perso la speranza. Ti guardano, annuiscono e poi continuano a mangiare nello stesso modo come se niente fosse.
alle 22:28
J.
Sì, ma facendo germogliare pochi chicchi di soia al giorno, a rotazione, hai abbondanti insalate tutti i giorni con gli aminoacidi che il corpo non sintetizza e proteine (vd. anche lenticchie, etc.). Un fili d'olio, un pomodoro (autoprodotti chi può) e via. Alla faccia dell'economia di mercato neolib...