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Gli inceneritori di rifiuti emettono diossina. E' un fatto abbastanza noto. Meno noto è il fatto che i livelli di diossina potrebbero superare quelli di rischio sanitario, anche quando sono inferiori ai limiti di legge.
Prendiamo il caso degli inceneritori dell'Emilia Romagna. La diossina non è tra le variabili monitorate in continuo, però viene rilevata di tanto in tanto.
La concentrazione di diossina in emissione dal modernissimo impianto di Granarolo (il fiore all'occhiello della famiglia) è pari a 0,3 ± 0,03 pg I-TEQ/m³ (picogrammi di tossicità equivalente internazionale).
Serve poco gongolare perchè questo valore è più basso del limite di legge di 100 pg I-TEQ/m³. Il confronto va fatto con i livelli di rischio per la salute.
Un recente studio francese ha determinato significativi livelli di rischio per malformazioni prenatali (1) per concentrazioni di diossina (nel territorio) pari a 0,0015 pg I-TEQ/m³.
Serve poco misurare la diossina nei pressi delle ciminiere. Occorre misurare (o se non è possibile almeno modellizzare) la concentrazione nei pressi delle zone abitate. Occorre soprattutto misurare quanta diossina si deposita o si accumula sulle superfici o sulle foglie degli alberi e della verdura. Questo serve, e non il confronto con un astratto limite di legge.
Servono anche misurazioni più frequenti, in diverse condizioni atmosferiche ecc.
Il rischio diossina è inaccettabile se è evitabile, come giustamente dice Paul Connett.
Quando la diossina si deposita sui campi circostanti inquinando i prodotti agricoli, la filiera corta ahimè non è possibile.
(1) S. Cordier et al., Occup. Environ. Med., 67, 493, (2010). I ricercatori hanno trovato un'associazione tra difetti alla nascita del tratto urinario e prossimità con gli inceneritori in Francia. Le madri esposte alla diossina hanno un rischio triplo di partorire neonati con le malformazioni.
Usualmente, tendiamo far alzare le temperature di combustione negli inceneritori per far fronte al problema; i composti organici clorurati si degradano al caldo....
La legge chiedeva (se ben ricordo) una permanenza a 1600 °C per tot minuti. Risolto il problema diossine e pcb, ecco un problema sostitutivo: le altissime temperature favoriscono la produzione di polveri sottili e la dispersione di robe come mercurio ed arsenico (un problema noto anche in campo ceramico). Evaporano, accidenti a loro.
Comunque sul Televideo Rai stasera segnalano una prima manifestazione a Napoli a sostegno della raccolta differenziata. Pare che qualcuno si renda finalmente conto.
@ Guido
Ci stavo pensando già da ieri, ma ci sono settimane in cui non si riesce a fare proprio niente... è stata una fortuna che sono riuscito a dare ora una risistemata al post.
A mia parziale giustificazione vale l'ambiguità dell' articolo francese in cui non era ben specificato dove veniva misurata la diossina. Sarebbe bastato pubblicare una mappa modellizzata della concentrazione attorno all'inceneritore per chiarire la cosa. In realtà, l'inceneritore di Besançon è un vero e proprio mostro rispetto a quello di Bologna.
Marco, insisto, il titolo di questo post è sbagliato, il livello di rischio riportato dallo studio e`per l'esposizione non per i fumi!
Mi pare un tito allarmistico infondato, potresti editarlo?
Il problema dei limiti di legge è proprio questo... viene espresso in picogrammi PER METROCUBO !!!!! (cioè espresso come concentrazione nei fumi prodotti)
Quanti ne ha emessi in un anno ?
Dipende da quanti fumi ho prodotto!
Se venisse MISURATA AL SUOLO, per questioni di bioaccumulo nel tempo, nessun sito potrebbe mai alla lunga rimanere entro qualsiasi limite di legge, anche piccolo.
Occorre misurare queti inquinanti DIVERSAMENTE, anzi, occorrerebbe non produrli proprio, così da non doverci nemmeno prendere la briga di misurarli.
Non discuto la correttezza dello studio, ma il fatto che tu dica che le emissioni abbiano concentrazioni superiori al limite di rischio citato dall'articolo. E' confrontare mele e pere.
Per il fatto di effettuare misure più accurate sono d'accordo. In teoria la concentrazione limite per le emissioni dovrebbe essere (dovrebbe) quella che comporti un inquinamento "accettabile" dei dintorni.
@ Guido
Questo è un'estratto dell'articolo (citato in (1):
«For dioxins only, the predicted additional level above which effects were observed was in the range of 0,0015 pg I-TEQ/m³ for atmospheric concentrations... In our study, no MSWI [Municipal Solid Waste Incinerator] complying with the regulatory limit of 0,1 ng TEQ/m³ [uguale al limite italiano] for dioxin emissions reached this level... but [was] almost equal to the highest concerntration predicted around another French MSWI, that in BEsancon (0,00016 I-TEQ/m³) where an excess risk of non Hodgkin's lymphoma was observed.»
Il testo sembra riferirsi al valore misurato presso l'inceneritore. Purtroppo l'articolo non presenta mappe con la dispersione delle diossine sul territorio circostante.
Il problema che pomi è perfettamente vero, ma vorrei rigirare la questione in un altro modo. Il punto non è se la concentrazione nei fumi è o meno superiore a 100 pg/m³, ma se la concentrazione nei pressi delle zone abitate è o meno superiore o inferiore alla soglia di rischio di 0,0015 pg/m³.
Perchè non vengono fatte misure in prossimità delle case? Perchè non esiste alcuna mappa delle concentrazioni intorno all'impianto di Bologna?
Mi pare ci sia un errore di fondo.
Non è che uno si va a respirare direttamente il fumo dal camino.
Per confrontarlo con il livello di rischio non va bene il dato della concentrazione nei fumi, andrebbe misurata la diossina direttamente nei prodotti agricoli o nell'aria.
Non si dovrebbero valutare nemmeno i danni dovuti alle emissioni diffuse di diossine e pcb. Le plastiche clorurate sono una minaccia se bruciate in giardino!
Credo che sarebbe il caso di disncentivare la produzione dei materili più problematici; e magari fare riciclaggio, aiuta sempre.....
alle 20:19
Marco Pagani
In questo inceneritore c'è stato un incidente mortale sul lavoro. Sembra che le norme di sicurezza lasciassero un po' a desiderare.
Se tutelano così i propri lavoratori, mi immagino di quanto si occupino della salute della popolazione...