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Mathis Wackernagel /2 ... ma manca la terapia!

Mercoledì 1 Dicembre 2010, 14:13 in Decrescita sostenibile, Economia e ambiente, Impatto ambientale, prodotti e consumi di

Wackernagel non si espone su cosa fare per ridurre l'impronta ecologica

Impronta - Sviluppo.jpg

Mathis Wachernagel ha descritto bene i rischi che corre l'umanità vivendo al di sopra dei suoi mezzi, ma ha dato ben poche indicazioni riguardo alla terapia.

Ha detto che ogni stato e comunità locale deve pensare al suo interesse; l' interesse a lungo termine è ridurre la propria impronta ecologica, cercando di mantenere il più possibile la qualità della vita.

Già, ma lui non l'ha detto. Si vede che non gli garba troppo dare cattive notizie e preferisce che i suoi ascoltatori ci arrivino da soli. Ridurre l'impronta non è per niente ovvio, soprattutto per chi vive in un mondo fatto di petrolio, asfalto e TV.

Forse un uomo nella sua posizione dovrebbe prendersi qualche responsabilità in più e raccontare un po' di più cosa dovremmo fare.

Wackernagel ci ha spiegato cosa significa sviluppo sostenibile per un paese africano (quello nel cerchietto verde, dovrebbe essere il Kenya): seguire la linea rosache aumenta l'indice di sviluppo umano senza aumentare l'impronta. Cercare a tutti i costi di perseguire la linea azzurra (business as usual) potrebbe portare al collasso sociale ed economico (linea arancione).

Mathis dice giustamente: i paesi più poveri hanno diritto allo sviluppo, ma non hanno diritto al collasso.

Noi però non viviamo in Kenya, ma in Italia. Qui sotto vi mostro la slide che Mathis non ha mostrato, ovvero quali sono i possibili scenari per l'Italia:

  1. decrescita sostenibile (freccia rosa), magari con un lieve aumento dell'indice di sviluppo umano (l'Italia con 0,85 è solo al 23° posto)
  2. collasso, con diminuzione dell'impronta, ma anche della qualità della vita.

Non è corretto non parlare della necessità di decrescere in modo da riavvicinare l'imrponta alla nostra striminzita bio capacità. Poichè lui non l'ha detto, tocca a me farlo.

Impronta - Sviluppo - Italia.jpg

Ringrazio ancora Roberto Brambilla per avermi fornito i grafici originali.

2
2 commenti
2
01 Dic 2010
alle 20:59

fabio1979

Veramente un bell'articolo

non c'è da aggiungere niente

Fabio

1
01 Dic 2010
alle 16:38

medo

...L'alto sviluppo umano, per gli italioti dell'ultimo decennio, rappresentava un posto da account manager alla Disney Italia o fare il passa-carte presso Eni e Finmeccanica. Nel migliore dei casi, se eri considerata una gnocca dal basso popolo trovavi una disfunzione erettile di qualche ricco dalla quale spremere soldi e carriera istituzionale, certo a prezzo del tuo corpo e, per chi ci crede ancora, della tua anima.

Se questa era la minestra, tanto varrà il collasso di un bel salto dalla finestra.

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