Ambienti, scienza e varia umanità
Le vendite di auto in Italia sono in declino da qualche anno e risentono del picco del petrolio. Marchionne fa la voce grossa perchè conta meno di prima.
Prendo a prestito il titolo di questo post dal cupo romanzo di Arthur Koestler. E' un titolo che rende bene l'idea.
Non si tratta solo di un novembre rosso, come titola Repubblica. La crisi è assai più strutturale di quanto gli esperti del settore vogliano ammettere.
Come si vede dal grafico in alto, aggiornamento di un post di due anni e mezzo fa, dopo un decennio di stagnazione, in cui il mercato è stato tenuto in vita dall'artificio delle rottamazioni, è iniziato il declino, che non è difficile immaginare irreversibile.
Le immatricolazioni di quest'anno dovrebbero arrestarsi a quota due milioni, senza nemmeno raggiungere il livello del 1988, quando peraltro la benzina costava circa meno della metà di quello che costa ora, per cui c'erano ampi margini di crescita.
Il declino è evidente anche dando un'occhiata ai tassi decennali di crescita del mercato auto nel grafico qui sotto: si è passati dal 50-60% degli anni gloriosi al miserrimo 12% dell'ultima decade.
"Niente, non ne vuole sapere di ripartire il mercato dell'auto" scrivono, fingendosi stupiti, i giornalisti di Repubblica. Ma dove vivono, su Plutone?
Cassintegrazione, precariato, licenziamento, prezzi delle auto e dei combustibili in crescita, prospettive incerte a tutto campo: a chi viene voglia di cambiare auto?
Il vero problema è che la FIAT, chiave di volta del sistema industriale italiano, sta sentendo inesorabilmente gli effetti del picco del petrolio.
Sarà per questo che Marchionne abbaia e fa la voce grossa con la FIOM, non perchè è più forte, ma perchè sa di essere debole. Sarà per questo che abbandona la Confindustria; non potendo più dettare legge come prima, cerca un modo per andarsene con stile.
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@Marco
spingere la Fiat a produrre pannelli FV? allora non conosci la Fiat e chi la gestisce. Come l'amministratore delegato attuale, che essendo laureato in economia e filosofia non sa niente di scienza e tecnologie. Infatti non è capace di competere coi costruttori concorrenti e l'unica cosa che sa fare è cercare di ridurre i lavoratori sempre più schiavi.
Credo che non ci arriverà mai...neanche con l'aiuto del post picco
@ Figaro
Il costo del petrolio non si vede solo al livello del distributore, ma anche della produzione dell'auto e più in generale del costo della vita. Il suo ulteriore aumento dovrebbe farsi sentire prima di quanto di solito si immagina.
@ steu
Un ulteriore bel crollo del mercato dell'auto potrebbe dare un forte segnale a quelli che ancora non si sono resi conto che l'era dell'energia facile è finita. Potrebbe anche essere l'unico modo per spingere la FIAT a produrre pannelli FV, turbine eoliche e bibiclette, visto che finora da sola non ci è arrivata.
Sinceramente godo a sentire queste notizie. Non mi dispiace nemmeno per gli operai che alla fine sono pure loro dei drogati di questo sistema.
Sarebbe auspicabile che le migliori intelligenze in Italia, ovvero gli studenti che stanno manifestando in questi giorni, affrontassero e discutessero questo aspetto del picco e si facessero paladini della decrescita. A quell'età per fortuna non hanno ancora la coda di interessi che i vecchiazzi della politica e dell'industria si portano dietro.
E' più probabile che oggi il picco dell'auto sia vicino perchè il mercato è saturo e non si riescono più a trovare nuovi spazi per vendere (se non con incentivi), ci sono più auto che persona in Italia. Il problema del costo della benzina è relativo e si farà sentire andando avanti con gli anni.
ciao Marco, ti segnalo l'articolo che ho pubblicato con Peace Brigades sugli effetti delle miniere di oro e argento in Guatemala, con un occhio agli effetti sugli introiti dello stato, le tecniche utilizzate, la salute degli abitanti, l'esposizione ai metalli pesanti, e il particolare caso della mina di San Marcos.
Inglese:
Spagnolo:
alle 16:38
simo
ciao Marco volevo segnalarti una buona notizia, ENEL sta investendo nella mobilità elettrica per i veicoli commerciali: http://www.alke.it/veicoli-elettrici-per-centrali-enel.html ciao!