Ambienti, scienza e varia umanità
Ecoalfabeta appare sulla rivista "La nuova ecologia" tra i nove blog ambientali segnalati
Ecoalfabeta ha fatto la sua comparsa su La nuova Ecologia, la rivista mensile di Legambiente; me lo ha fatto notare oggi un'amica.
Il numero di Gennaio 2011 ha un servizio speciale di Sergio Ferraris sui blog ambientali ed Ecoalfabeta è tra i nove segnalati.
Naturalmente è in buona compagnia, perchè tra gli altri ci sono anche Petrolio, Effetto Cassandra, Ecoblog, Blogeko e Jacopo Fo.
L'occhiello dedicato a questo blog recita (vedi oltre per l'originale): «Blog creato da Marco Pagani, fisico e docente di Matematica e Fisica, con l'intento, come dice il nome, di alfabetizzare circa l'ecologia. Non si pensi però che alfabetizzazione significhi banalizzazione. Tutt'altro. Ecoalfabeta è diviso in cinque sezioni per facilitare la gestione dei contenuti e spesso i post affrontano argomenti poco "battuti" in Italia.»
Grazie a La Nuova Ecologia per la segnalazione e grazie a Sergio Ferraris, in particolare per l'osservazione sul fatto che alfabettizzare non significa banalizzare.
L'amarezza che si legge nei vostri scritti stringe il cuore, si avverte la pesante sensazione che la classe operaia è abbandonata a se stessa, senza una linea guida. i grandi scioperi degli anni 50 60 70 con relative conquiste sociali sono un lontano ricordo. chi li ha vissuti, puo testimoniare che davano un senso di forza, potenza e sicurezza di non essere soli. Il comunismo puo aver fallito. In russia punto di riferimento d'obbligo per il tempo, non si e concretizzato quanto la rivoluzione di ottobre aveva promesso, ma ha rappresentato indubbiamente un baluardo contro l'espansionismo del cancro capitalista. Ora che non c'e piu contrapposizione di equilibrio, tale mancanza ha un peso enorme, rapidamente ed inesorabilmente tutte le conquiste strappate con la lotta e spesso con il sangue, vengono riassorbite . amare e una parola che rappresenta il piu alto valore umano. puoi amare tua moglie, voler bene a tuo figlio, ma è molto difficile voler bene al padrone, si proprio quella parola "padrone" che oggi timidamente e rispettosamente si sente chiamare "datore di lavoro". ma se in noi non c'e piu la convinzione che tutta la baracca si regge sul lavoro degli operai e che tutto il resto o almeno parte del resto non serve che a mantenere dei parassiti, sara il lamento del cigno. il programma che messeri capitalisti hanno steso a livello planetario portera questo paese a condizioni di poverta e fame impensate alle generazioni piu giovani. state pur certi che che la fame da una parte (popolo) e l'abbondanza dall'altra (borghesi) creano un ottimo collante per chi a lavorato "la rabbia", che chiama protesta di piazza, alla quale segue la repressione violenta, che forma l'odio e quindi l'istinto della sopravvivenza inesorabilmente porta all'unita ed alla riorganizzazione popolare. i nuovo capi verranno partoriti da inevitabili nuove condizioni di scontro sociale. Sara l'ennesimo scontro fra classi sociali da sempre non compatibili tra loro. se non ne nascera una società trasformata volta ad un nuovo modo di vivere ecosostenibile (senza padroni) non ci vuole molta fantasia per capire che non c'e futuro per nessuno. Credere e volere.
Un incoraggiamento a proseguire il tuo ottimo lavoro!
Un saluto, Marco Sclarandis.
Ottimo risultato, meritatissimo
alle 12:45
Marco Pagani
@ unno
Questo commento forse si riferisce al post "Il cammino dei lavoratori" ed è finito qui per sbasglio. Potresti per favore copiarlo al suo posto giusto, visto che si tratta di una testimonianza interessante?