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Il cammino dei lavoratori

Venerdì 21 Gennaio 2011, 13:48 in Buone notizie dal mondo, Manifesto e commenti generali di

Il cammino dei lavoratori.jpg

Novant'anni fa a Livorno Gramsci e Bordiga hanno fondato il Partito Comunista Italiano.

Non da ex iscritto, ma da ex simpatizzante ed ex elettore voglio ricordare questa data proponendovi il quadro di Giuseppe Pelizza da Volpedo Il cammino dei lavoratori, bozzetto preparatorio del ben più celebre Quarto Stato.

Immagino che oggi non saranno in molti a ricordare questo avvenimento...

Eppure a mio parere è opportuno non dimenticarlo, perchè tutte le organizzazioni dei  lavoratori hanno fatto un pezzo importante della storia d'Italia, hanno contribuito a cacciare il fascismo e a scrivere la Costituzione, hanno chiesto e ottenuto condizioni di lavoro più umane e diritti civili e sociali per tutti. (1) Questi stessi diritti sono oggi fortemente minacciati da chi vorrebbe mettere il profitto vano ed esagerato di pochi davanti ai bisogni di molti.

Dovremmo essere orgogliosi di questa storia di conquista dei diritti e non vergognarcene, solo perchè in altri stati del mondo l'esperienza comunista è miseramente fallita.

Forse occorre ripartire proprio dalle lotte operaie e contadine del novecento per capire cosa significhi la parola "diritto", dall'esperienza vissuta di persone come Antonio Gramsci, Giuseppe Di Vittorio ed Enrico Berlinguer.(2) Sono stati grandi italiani (e in un certo senso anche grandi patrioti) che hanno saputo lottare in modo non ideologico per una società più solidale e più giusta.

Per non rimanere solo degli "ex" ricordiamo oggi e proviamo a (ri)metterci in cammino.(3)

(1) Le otto ore di lavoro, le ferie, la malattia e la maternità retribuite, il diritto di voto alle donne, la scuola per tutti, la riforma sanitaria e tutte le altre "conquiste" non le dobbiamo certo alla benevolenza del re, della confindustria o dei governanti, ma solo e soltanto alle lotte dei lavoratori.

(2) Lascio volutamente fuori da questo elenco Palmiro Togliatti che ha invece incarnato (a mio modesto giudizio) un comunismo più gerarchico e ideologico che ha portato a numerosi irrigidimenti, errori e divisioni.

(3) Oggi ahimè assistiamo spesso allo scontro tra chi è rimasto fedele ad una visione ideologica (costi quel che costi) della sinistra e chi per "modernizzarsi" ha invece buttato vià tutto quanto comrpesa un'eredità preziosa di sacrifici e di lotte. Si riuscirà mai a ottenere un rinnovamento che non rinneghi le radici storiche?

12
12 commenti
12
31 Gen 2011
alle 16:31

Marco Pagani

@ FC

Accusare il sindacato e soprattutto i lavoratori di aver contribuito al disastro ambientale è ingeneroso e ingiusto; la responsabilità dell'inquinamento ricade in prima battuta sugli industriali e sui tecnici che hanno proposto proposto processi ad alto impatto ambientale senza preoccuparsi delle conseguenze.

I lavoratori sono stati vittime di questa situazione, vedi Porto Marghera, amianto, Marlane e Taranto.

Vero è che tutti noi, come cittadini e consumatori abbiamo aderito più o meno consapevolmente ad un modello di sviluppo che esternalizzava sull'ambiente i costi regalandoci un benessere a basso costo.

Per decenni non abbiamo capito, ma ora che la cosa si è delineata in modo chiaro non è più possibile tornare indietro e ignorare questo fatto.

Negli ultimi 30 anni il sindacato è "ingrassato" e ha perso di vista le priorità. La "cura dimagrante" che sta arrivando contribuirà a risvegliarlo.

 

11
31 Gen 2011
alle 00:46

FC

Caro Pagani,

i peggiori disastri ambientali sono stati causati dai lavoratori che hanno difeso il posto di lavoro sopra ad ogni costo. Il sindacato ha condiviso ed è stato partecipe del disastro ambientale dei principali siti industriali italiani, pubblici e privati. Da "politici" con la p minuscola, i sindacati sono stati capaci di sfuggire alle loro responsabilità: le colpe sono sempre state riservate al "padrone", quando il "padrone" era lo Stato... le colpe sono diventate di nessuno. Quanti sindacalisti sono stati condannati per almeno un reato ambientale? Non si dica che il disastro dell'industria di Stato italiana è dipeso dai vertici aziendali, certo politicamente corrotti, ma certamente anche più estranei dalle modalità operative (spregiudicate) operate nelle aziende sotto la supervisione del sindacato... oppure il sindacato ignorava? Oppure il sindacato si è occupato solo di organizzare il reddito garantito dopo 35 anni di lavoro? A parte gli slogan, solo marginalmente (e tardivamente) il sindacato si è occupato della sicurezza dei lavoratori, certamente per decenni ha ignorato i danni ambientali causati de tante aziende in cui operavano, che poi abbiamo scoperto aver devastato vasti territori del nostro paese.

Le aziende di Stato improduttive, "regalate" dai politici ai (veramente) poveri capitalisti italiani, hanno consentito di spolpare le casse pubbliche del nostro paese, proprio con il consenso dei sindacati: tanto paga sempre "pantalone"... infatti oggi pagano i giovani!

Come è possibile che il nostro paese non sia già crollato come un qualunque corrotto Stato africano: nelle file dei politici di destra e di sinistra abbiamo i peggiori esemplari d'Europa, il sindacato è connivente con i partiti, anzi i sindacalisti proseguono la loro carriera proprio nei partiti di destra e sinistra, nelle istituzioni, nelle aziende di Stato, nelle aziende Municipalizzate. L'amministratore delegato di Trenitalia non è un ex-sindacalista del maggior sindacato italiano? (solo per citarne uno) I lavoratori più sindacalizzati non sono i più imboscati? Oltre al primato dell'evasione fiscale, nel nostro paese dominano livelli di assenteismo ed improduttività da terzo mondo: la maggiore azienda italiana (la Pubblica Amministrazione) ha già battuto tutti i primati, ed è noto che con una certa disinvoltura i lavoratori pubblici e privati si appropriano di beni/cose nei loro posti di lavoro, al sud come al nord.

Non so se siamo riusciti a battere il primato di qualche paese africano: pensi alla vendita di Wind, che l'Enel (azienda ancora in parte del Ministero del Tesoro) ha eseguito in Lussemburgo ed Olanda (?) per non pagare tasse in Italia: i sindacati di Enel sono scesi in piazza per denunciare l'evasione/elusione fiscale? Forse è convenuto restare zitti? Evadere il fisco non equivale a rubare? Restare in silenzio dinanzi ad un furto non equivale ad esserne complici? 

Lei certamente conoscerà casi che indignano maggiormente di quelli che seguono: uno dei custodi di Pompei condannato per aver violentato una turista che non è stato possibile licenziare, gli oltre 3.000 impiegati della nettezza urbana di Napoli che semplicemente non lavorano da anni, gli ospedali/corsi di laurea con più impiegati/professori/dipendenti rispetto al numero dei degenti/studenti, oppure i dipendenti di una raffineria che avevano costruito un tubo fino al muro di confine per vendere benzina (sorpresi sul fatto, sono anche riusciti a vincere la causa, difesi dai legali del sindacato e grazie al magistrato di turno).

Proprio il maggior sindacato italiano da lei richiamato, sempre più spesso difende i peggiori: come i dipendenti che rubano sul posto di lavoro e gli imboscati. Il consenso del sindacato è però anche raccolto tra i lavoratori per bene, infatti molti di essi ritengono erroneamente, che se i sindacalisti riescono con successo a difendere gli "indifendibili", i lavoratori per bene saranno ancor meglio difendibili-tutelati. Il più delle volte gli "indifendibili" riescono a "ricattare" i datori di lavoro e gli altri lavoratori, qualche volta riescono a farsi cacciare dalle aziende private con ricche buone uscite... nelle aziende pubbliche invece rimangono a non-lavorare e boicottare gli altri lavoratori.

Dimenticando per sintesi altre ingiustizie operate dal "Quarto Stato", anche in accordo con gli altri "Stati", le chiedo come può il nostro paese, ridotto in condizioni così disastrate, "restare in piedi"?

Io credo che la resistenza del nostro paese risieda nella ostinata perseveranza di cittadini volontari ed onesti che, nonostante tutto, lavorano e pagano anche per gli altri: quanti sono? 1 su 100?, 1 su 1.000? 1 su 10.000? o meno?

Pertanto caro Pagani, mi scusi ma non condivido affatto la sua ode al sindacato e alla "classe" dei lavoratori che hanno fatto la storia di Italia, poichè almeno negli ultimi 30 anni hanno anche contribuito al raggiungimento dei quasi 2.000 miliardi di euro di debito pubblico, al sistematico interesse per passare con la controparte e agli evidenti interessi personali della maggior parte dei suoi rappresentanti.

Osservando quello che subiscono i precari oggi sulla propria pelle, ritengo il suo articolo fuori luogo, storicamente se non errato, superato, e certamente demagogico: gli ideali di eguaglianza e giustizia sono stati traditi in primo luogo proprio dagli iscritti al sindacato e dalla quasi totalità dei suoi dirigenti.

La nostra storia, con torti e ragioni, è frammentata in più parti, e distribuita in ciascuna delle aree politiche oggi espresse, e nessuno dovrebbe avere l'arroganza (snob?) di sentirsi superiore.

Secondo me il nostro paese non ha bisogno di eroi di sinistra, ne eroi di destra, non servono vecchie e nuove ideologie e l'immancabile opportunismo: oggi disponiamo di più strumenti di informazione (attraverso la rete) e mi auguro che ciascuno di noi, nell'ambito delle sue attività, sia modestamente orgoglioso di infoltire le fila delle persone oneste e competenti, senza la necessità di vecchi e nuovi slogan.

Cordialmente.

FC

10
24 Gen 2011
alle 09:57

Marco

Rigirare e rigirare la frittata nel tentativo di riportarla alla giusta cottura, dopo che s'è bruciata, è vana e imbecille ostinazione.

Meglio procurarsi altre uova e ricominciare da capo, evitando di distrarsi dai fornelli.La colpa non è della frittata, ma del cuoco, semmai.

Il comunismo ha sostanzialmente fallito perchè le passioni umane portano facilmente al delirio, se non sono ammaestrate.E poi, la parola stessa "comunismo" contiene la radice "com" dal latino "cum" da cui derivano comune, comunità, comunione, comunella, comunicazione , combutta, eccetera eccetera .

Detto questo, allora l'aria stessa è comunista perchè viene respirata in comune non solo da noi umani ma da miriadi di viventi di specie diversissime.

Il DNA è comunista  anzi biocomunista, l'acqua pure, ma forse è un pò cattolica a causa della sua presenza universale.

E che dire della radiazione solare? potrebbe essere socialista a a causa non propria, ma delle nubi che la smistano in modo imprevedibile.

E la rotazione terrestre?

Democristiana sicuramente, elargisce notti e giorni con salomonica equità.

Sarei tentato di proseguire nella mia esegesi cosmo-politica, ma appunto non vorrei farmi trascinare dalla passione.

Marco Sclarandis.

 

 

9
23 Gen 2011
alle 22:28

giap

senza volere, temo abbia detto una grande verità: 'funziona solo dove non uccide la democrazia'; peccato che esempi simili si contino sulle dita di una mano di un monco: o ci risiamo con il Glorioso Chapas e la Mitica Cuba? (ah, no, dimenticavo, manco cuba fa piu' testo, da quando han censurato Moore). La cosa che piu' fa male, per chi crede ancora che si possa ragionare, è vedere tanta pervicacia nell'errore... altro che dogmatismo! Mi domando: ma se non si riesce ad essere obiettivi sul passato, che è lì, lampante, evidente, come si può congetturare sul futuro? Si badi bene che io NON DICO AFFATTO che il futuro migliore non sia comunista, non lo so quale sara' il migliore sistema in un mondo con poche risorse. Ma almeno sul passato, nel vecchio mondo dell'opulenza (per pochi), è lampante che il comunismo ha fallito, in ogni applicazione; e la sconfitta è tanto più cocente e senza appello proprio per la supposta 'superiorità', morale, intellettuale, etica che si è sempre sbandierato.

8
23 Gen 2011
alle 22:26

antonio 66

caro marco ti potrei raccontare decine di episodi in cui dietro il sindacato non c'erano LAVORATORI ma mascalzoni,è difficile forse farmi capire io sono per i diritti di TUTTI gli operai ti sei mai rivolto ad un sindacato? io si e fino a pochi mesi fa ero anche isctritto e quellla tessera lo strappata davanti al rappresentante sindacale purtroppo credo ancora che chiunque di noi a ha dei diritti ma anche doveri verso tutti e non solo diritti ciao marco

 

 

7
23 Gen 2011
alle 19:42

Marco Pagani

@ Thundermaker

lavoratori azionisti = cooperativa; qualche volta ha funzionato. Se tutti i prezzi fossero trasparenti, le persone con un minimo di coscienza comprerebbero solo prodotti in cui non c'è sfruttamento del lavoro.

@ antonio 66

il sindacato ha commesso molti errori e a volte si è accontentato di piccoli privilegi, ma rappresenta pur sempre la parte migliore, quella che non evade le tasse, non fa abusivismi e non devasta l'ambiente. La FIOM sembra l'unica rimasta con i piedi per terra a difendere i diritti.

@ giap

La tua è una affermazione dogmatica senza alcun aggancio con la storia. Il comunismo ha fallito dove si è sostituito alla democrazia; dove ha convissuto con essa ha portato i frutti (di cui anche noi godiamo) soprattutto in Europa e in America Latina.

6
23 Gen 2011
alle 18:59

giap

'... in altri stati del mondo' è un bell'eufemismo, ammettiamolo; proviamo, per onesta' intellettuale a dire 'IN OGNI STATO, IN OGNI CASO E IN OGNI EPOCA'?

finchè continuerete (si, mi chiamo fuori) a leggere la storia come preferite, la stessa vi darà torto

5
22 Gen 2011
alle 10:33

Marco

C'è una frase evangelica insuperabile nella sua concisione ed efficacia.
"Ama il prossimo tuo come te stesso"

Applicata al mondo del lavoro, basterebbe a fare da argine alle insane passioni di dominio che tutti noi, ricchi e poveri, belli e brutti, stupidi e intelligenti alberghiamo nell'animo.

Non c'è bisogno di sorbirsi la lettura di tomi di centinaia di pagine di sociologia del lavoro, storia del capitalismo, socio-psicoeconomia postindustriale e altri interessanti lavori per gli addetti ai lavori.

E, la frase nella sua cristallina concisione, non ha niente di mistico o soprannaturale e tantomeno confessionale.La possiamo tradurre in qualuque lingua, senza temere che venga fraintesa.

Purtroppo, amare, nel senso lato, gli altri, è un'arte difficile e faticosa mentre servirsene, è più semplice anche se non sempre possibile.

Marco Sclarandis.

 

 

4
22 Gen 2011
alle 09:23

antonio 66

caro marco io quel cammino sono 30 anni che lo faccio e  a 45 anni ti devo dire che tantissimi di noi uomini e donne di quei diritti che tu ai elencato se ne sono approfittati e il sindacato che sarebbe dovuto essere il nostro maestro,ricordandoci SEMPRE che i diritti sono di tutti i lavoratori e non solo di una parte,fuori da certe fabbriche non esistono piu regole perche il sindacato è diventato la mano del padrone la fiom fa tutto questo casino solo perche  alla fine perdera il suo potere strafregandosene come a sempre fatto dei lavoratori i diritti sono di tutti o di nessuno la sinistra non si puo ricordare dei lavoratori solo quando ci sono le elezioni e dopo leccare i piedi a i padroni .

3
22 Gen 2011
alle 01:46

Thundermaker

La vedo dura finchè ci sono popoli, come i cinesi, "innamorati" del lavoro, 12 ore al giorno, disposti a lavorare per uno stipendio molto più basso degli italiani...e sono 1 miliardo, e quando si muovono lo fanno tutti insieme...hanno fiducia nel loro governo, hanno voglia di imparare...d'altronde ormai la Cina è la fabbrica del Mondo (non a caso) e finchè varrà l'equazione 30k € Italia - 3k Cina, c'è veramente poco da fare...al limite i lavoratori dovrebbero diventare azionisti dell'impresa.

2
21 Gen 2011
alle 22:48

Marco Pagani

Be', seguendo il feeling del link che hai postato non è che si vada molto lontano.

Non serve molto continuare a discutere all'infinito su colpe e responsabilitò; serve invece salvare ciò che di buono ha fatto la sinistra nel novecento (un breve elenco incompleto è nella nota (1)), esserne orgogliosi e chiedersi cosa avrebbero fatto oggi Di Vittorio o Berlinguer.

1
21 Gen 2011
alle 20:54

Barbara

Salve Marco,

proprio ieri mi è capitato un articolo di Lattanzio che ha "ricostruito" la sua esperienza, solo per fornire un altra "testimonianza" , ecco il link

http://sitoaurora.xoom.it/wordpress/?p=1073


Io che all'epoca non c'ero proprio non saprei farmi un'idea, mi "disturba" che a così poca distanza di tempo dagli accadimenti commentati, si possano avere percezioni tanto diverse.

Immagino su ciò che è meno recente...

Saluti

Barbara

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