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Il teorema di Geppetto

Venerdì 28 Gennaio 2011, 09:53 in Ecoquote di

[Chiamo teorema di Geppetto la frase in grassetto in questo frizzante dialogo tra Geppetto e Pinocchio. La civiltà industriale ci ha abituati a chiamare "bucce e torsoli" un sacco di cose utili. Forse, come Pinocchio, ci dovremo ravvedere]

Geppetto Pinocchio.jpg Geppetto, che di tutto quel discorso arruffato aveva capito una sola cosa, cioè che il burattino sentiva morirsi dalla gran fame, tirò fuori di tasca tre pere, e porgendogliele, disse:

«Queste tre pere erano la mia colazione: ma io te le do volentieri. Mangiale, e buon pro ti faccia.»

«Se volete che le mangi, fatemi il piacere di sbucciarle.»

«Sbucciarle?» replicò Geppetto meravigliato. «Non avrei mai creduto, ragazzo mio, che tu fossi cosí boccuccia e cosí schizzinoso di palato. Male! In questo mondo, fin da bambini, bisogna avvezzarsi abboccati e a saper mangiar di tutto, perché non si sa mai quel che ci può capitare. I casi son tanti!...»

«Voi direte bene» soggiunse Pinocchio «ma io non mangerò mai una frutta, che non sia sbucciata. Le bucce non le posso soffrire.»

E quel buon uomo di Geppetto, cavato fuori un coltellino, e armatosi di santa pazienza, sbucciò le tre pere, e pose tutte le bucce sopra un angolo della tavola.

Pere.jpg Quando Pinocchio in due bocconi ebbe mangiata la prima pera, fece l'atto di buttar via il torsolo: ma Geppetto gli trattenne il braccio, dicendogli:

«Non lo buttar via: tutto in questo mondo può far comodo.»

«Ma io il torsolo non lo mangio davvero!...» gridò il burattino, rivoltandosi come una vipera.

«Chi lo sa! I casi son tanti!...» ripeté Geppetto, senza riscaldarsi.

Fatto sta che i tre torsoli, invece di esser gettati fuori dalla finestra, vennero posati sull'angolo della tavola in compagnia delle bucce.

Mangiate o, per dir meglio, divorate le tre pere, Pinocchio fece un lunghissimo sbadiglio e disse piagnucolando:

«Ho dell'altra fame!»

«Ma io, ragazzo mio, non ho piú nulla da darti.»

«Proprio nulla, nulla?»

«Ci avrei soltanto queste bucce e questi torsoli di pera.»

«Pazienza! -- disse Pinocchio, «se non c'è altro, mangerò una buccia. »

Bucce torsoli.jpg E cominciò a masticare. Da principio storse un po' la bocca: ma poi una dietro l'altra, spolverò in un soffio tutte le bucce: e dopo le bucce anche i torsoli, e quand'ebbe finito di mangiare ogni cosa, si batté tutto contento le mani sul corpo, e disse gongolando:

«Ora sí che sto bene!»

«Vedi dunque -- osservò Geppetto «che avevo ragione io quando ti dicevo che non bisogna avvezzarsi né troppo sofistici né troppo delicati di palato. Caro mio, non si sa mai quel che ci può capitare in questo mondo. I casi son tanti!!...»

Carlo Collodi, Pinocchio, 1883, capitolo VII

 

Chi non ha mai letto Pinocchio, non sa che cosa si è perso. Pinocchio non è quello di Walt Disney e nemmeno quello di Benigni. L'unico vero Pinocchio è il romanzo di Carlo Lorenzini, in arte Collodi. La morale contadina del libro, che forse sembrava vecchia e superata fino a qualche anno fa, torna oltremodo attualissima.

Le immagini sono tratte dalla splendida edizione illustrata della Fabbri Editore (splendida almeno per chi da bambino aspettava con trepidazione il giovedì per avere la nuova dispensa del libro...), che per fortuna è ancora possibile acquistare in rete (vedi questo esempio, finchè non scade l'inserzione).

6
6 commenti
6
31 Gen 2011
alle 11:53

Mimmo

Io non ho letto il libro, ma ricordo perfettamente la scena del geppetto magistralmente interpretato da Nino Manfredi, cui, alla fine, non resta che leccarsi le dita.

 

5
28 Gen 2011
alle 21:21

antonio 66

er mi pinocchio se magnerebbe solo pere biologiche

4
28 Gen 2011
alle 18:52

Noel

Bel post Marco, bravo  :-)

3
28 Gen 2011
alle 17:33

francesco

io spezzerei una lancia per il Pinocchio

televisivo di Comencini

(e le musiche di Carpi)

 

2
28 Gen 2011
alle 11:34

Marco

Eh, caro simo, con un cinismo come il tuo non si mangiano nè pere, nè buccie  nè torsoli.

E' per un ottuso e sterile cinismo che i "verdi" nostrani sono morti tra le fila di rimbambiti consumatori pseudointelligenti.

Proverbio cinese:

Meglio accendere una candela che imprecare contro l'oscurità.

Marco Sclarandis.

 

1
28 Gen 2011
alle 10:33

simo

chissà se Geppetto nel 2011 consiglierebbe a Pinocchio di fare prima un test per diossine.

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