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Mangiare meno pesce, non pesce più sostenibile

Venerdì 4 Febbraio 2011, 10:15 in Ecosistemi sotto stress di

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Riporto stralci di un interessante articolo uscito qualche giorno fa sul Guardian, che resta sempre il miglior quotidiano di lingua inglese al mondo per l'attenzione intelligente ai problemi dell'ambiente.

Dobbiamo mangiare meno pesce, non pesce più sostenibile

Incoraggiare semplicemente la gente a mangiare nuove specie, non ridurrà la pressione sugli stock ittici.

[Antefatto: una campagna per la pesca sostenibile afferma che oltre metà del pesce pescato dagli inglesi viene buttato a mare, perchè senza valore commerciale. Si chiede agli inglesi di essere più di bocca buona e di mangiare anche questi pesci, per ridurre lo spreco.]

Incoraggiare i britannici ad essere più avventurosi e provare nuove specie di pesci non diminuirà automaticamente la pressione sugli stock delle specie più a rischio.

Al contrario, potrebbe avere come effetto una crescita della quantità totale di pesce mangiato. Forse sta già succedendo: la scorsa settimana Mark & Spencer e Waitrose hanno riportato un aumento di vendite di pesce del 25% e del 15%.

In Gran Bretagna si consumano 20 kg di pesce all'anno. E' la metà di quanto mangiano gli spagnoli e un terzo del consumo dei portoghesi, ma è sempre molto di più di quanto mangia in media il cittadino del mondo. Nel contesto del declino globale degli stocks e della crescita della domanda globale, aumentare i consumi di pesce nel Regno Unito non risolverà l' overfishing.

Il Regno Unito dipende dal pesce estero per più di cinque mesi all'anno. Questa dipendenza riduce la sicurezza alimentare in paesi che hanno bisogno del pesce più di noi.

Questa tendenza è in crescita; se il Regno Unito dovesse contare solo sulle proprie risorse ittiche, le finirebbe a metà luglio, tre settimane prima dell'anno scorso.

La maggiore causa del deficit di pesce è il sovrasfruttamento di tre quarti degli stock europei che producono molto meno di un tempo. La loro gestione insostenibile è un problema ecologico ed economico.

Portare nuove specie nel menu senza dare la possibilità agli stock di riformarsi porterà il Regno Unito un passo più vicino ad essere un predatore di pesce come la Spagna, il Portogallo o il Giappone, che mangiano di tutto, ma non sono per questo sostenibili.

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2 commenti
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04 Feb 2011
alle 14:32

Marco Pagani

Il pesce e la frutta non possono essere paragonati perchè noi non mangiamo gli alberi, quindi non ci può essere un prelievo insostenible di frutta.

Il punto chiave del discorso del Guardian è che non basta accontentarsi di pesci meno prelibati se non si riduce la pressione sulle specie a rischio.

Insomma, essere di bocca buona è un fatto positivo, ma non basta, quando ci sono intere specie a rischio.

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La catastrofe del merluzzo

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04 Feb 2011
alle 13:50

vac

Non concordo.

Buttiamo molissima merce perché non perfetta.

Chi come me ha provato a raccogliere frutta sa che la metà viene scartata. Non si parla di introdurre nuove specie ma di mangiare anche quella un po' bruttina, ammaccata, graffiata o altro.

Immagino che per il pesce valga lo stesso discorso.

 

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