Ambienti, scienza e varia umanità
Il peak oil (picco del petrolio) non è solo un'ipotesi, ma una precisa realtà fisica, legata al progressivo esaurimento delle risorse. Finito il petrolio "facile", si deve passare a quello "difficile", che non può essere estratto con lo stesso ritmo.
Il peak oil è una realtà. E sta avvenendo adesso.
Il grafico qui sopra mostra ad esempio i dati storici di quattro importanti produttori (fonte BP), responsabili del 10% della produzione mondiale, non proprio noccioline. Tutti e quattro hanno già oltrepassato il picco, l'Indonesia nel '91, il regno Unito e la Norvegia nel '99, il Messico nel 2004.
Il loro picco cumulativo è occorso nel 2000, quando producevano 531 milioni di t. Oggi, solo 10 anni dopo, ne producono 338 milioni, ben il 36% in meno.
Dopo il 2000 le riserve di questi paesi non si sono esaurite, ma è finito petrolio "facile"; quando si passa a quello "difficile", non è possibile estrarlo con lo stesso ritmo, per cui la produzione annua cala.
E' un fatto piuttosto inquietante, che dovrebbe condurci tutti a pensare come vivere dopo il petrolio, cosa che non facciamo mai abbastanza; anzi, qualcuno è convinto che il nostro stile di vita occidentale andrà avanti per sempre.
Sarà un brutto risveglio...
Non si insiste mai abbastanza su questo punto, visto che ogni tanto compaiono in rete strane teorie complottiste o negazioniste a proposito del picco del petrolio.
L'idiozia non ha mai limite, purtroppo.
Mi è capitato di leggere che il picco sarebbe un'invenzione delle multinazionali, che lesinano il petrolio per i loro interessi (?), mentre potremmo nuotare nell'abbondanza. Chi scrive così forse non ha ben capito come funziona l'economia di mercato. Perchè le compagnie petrolifere non dovrebbero venderlo, soprattutto se il prezzo è alto?
Qualcun altro continua a tirare in ballo il petrolio abiotico, adducendo come prova che si trova del metano anche sui pianeti esterni in cui non c'è vita (!). A questo arrivano le finezze del ragionamento!
Qualcuno dice che i russi hanno dimostrato che il petrolio è rinnovabile; chissà perchè allora hanno lasciato passare il picco del 1987 senza fare nulla, lasciando che l'URSS se ne andasse in pezzi.
Ma come si sa, quando si tratta di teorie del complotto, meglio non fare troppe domande, perchè c'è chi trova sempre risposte ad hoc.
Accidenti, noi italiani siamo un crocevia di importazioni dalle più problematiche contrade del mondo. Pessima scelta.
E che dire degli inglesi, divenuti importatori netti già nel 2006 - 2007. Hanno dovuto abbandonare una parte della spocchia con cui ci deliziavano; in questi giorni hanno pure attivato una linea rossa col Cremlino. Gli ex padroni che vanno a raccomandarsi presso gli ex poveretti. Che triste gioco.
Finiremo ad accoltellarci per un pezzo di pane.
credo che possiamo fare non molto, le decisioni importanti dovrebbero essere prese a livello politico, gli investimenti sulle rinnovabili per esempio e un piano di trasporto pubblico degno
alle 00:10
Giovanni Orru'
Impressionante. Il Messico, nei dieci anni dopo il picco ha perso la produzione che aveva preso nei quasi venti anni prima del picco. Interessante poi che i tre piu' grossi produttori abbiano un plateau di circa un lustro ( andando a stima su un grafico )