Ambienti, scienza e varia umanità
Le torri eoliche contribuiscono in minima parte alle morti degli uccelli che sono uccisi da ben altri nemici: edifici,finestre, gatti, elettrodotti, veicoli e pesticidi
Ogni tanto sedicenti ambientalisti si lamentano del fatto che le turbine eolcihe uccidono gli uccelli.
Ma in che mondo vivono costoro? Non sanno che le torri e le pale eoliche sono l'ultimo dei problemi per gli uccelli che devono guardarsi da nemici assai più temibili?
Come si vede dal grafico in alto (1) ne uccidono più edifici, finestre, gatti, elettrodotti, veicoli e pesticidi. Solo tre morti di uccello su centomila sono da imputare alle pale eoliche.
Inoltre, il carbone (usato per produrre energia elettrica) è un killer assai più spietato di volatili: 5,19 morti ogni GWh di energia prodotta. Al confronto le torri eoliche colpiscono 0,23 uccelli per ogni GWh. (2)
Gli studi precedenti hanno naturalmente omesso di parlare del killer numero uno di uccelli su questo pianeta: homo sapiens che se ne mangia ogni anno la bellezza di 55 miliardi di unità.
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Ho scritto questo post in seguito alla lettura del sopracitato post di Bardi; ringrazio Maria, che in un commento al post ha citato l'articolo di Sovacool.
(1) La fonte è uno studio di Erickson et al del 2005.
(2) I dati provengono da uno studio di Sovacool del 2009. Willis ha contestato alcune delle metodologie usate da Sovacool che tendono a sottostimare le morti (molti uccelli morti non vengono ritrovati perchè divorati da altri animali). Rifacendo i conti con le correzioni proposte con i dati di Barclay, si trova una mortalità di 1 per GWh, quindi sempre molto più bassa di quella dovuta al carbone.
Penso dovresti tenere conto anche di altri studi, soprattutto spagnoli, che mettono in correlazione la varianza del numero di impatti con la collocazione geografica delle pale in particolari siti. Mi dispiace ma non li ho sottomano al momento, nel caso contattami. Fatto stà che a seconda del luogo, gli impatti per palaper anno possono aumentare anche di 20 volte, comunque causa trascurabile rispetto ad altre fonti, ma non così tanto da evitare di considerare il problema quando si tratta di definire il "sito" specifico. Talvolta basta spostare le pale appena di qualche decina di metri rispetto ad alcuni crinali critici in rotte migratorie per ridurre largamente i rischi. La sostanza è che è un problema reale, ma facilmente gestibile,non certo una sciagura incommensurabile come alcuni ambientalisti amano rimarcare.
alle 15:01
mxyloreda
Non è una questione di quanti uccelli vengono uccisi ma di quali uccelli vengono uccisi... Purtroppo, le pale eoliche che si muovono a grandissima velocità (altro che mulini a vento!) uccidono proprio i rapaci in via di estinzione come l'aquila reale e poi, oltre al danno la beffa: non risolvono il problema dell' energia in Italia! A differenza di altri paesi come la Germania, in Italia c'è poco vento per cui sarebbe stato meglio puntare sul sole come fonte di energia rinnovabile. L' eolico in Italia produce infatti pochissima energia: dallo 0.1 allo 0.6 per cento e ogni torre costa circa mezzo miliardo-dove sta il risparmio? La gestione delle pale eoliche è diventato da noi un business in mano a degli uomini d' affari senza scrupoli che le possono posizionare ovunque (anche nei luoghi più belli dell' Italia e anche dove non c'è vento a sufficienza! Non esistono delle leggi adeguati a tal proposito) in modo da potere usufruire dei finanziamenti e degli incentivi a fondo perduto europei. Io, tempo fa, ero a favore dell' eolico ma ora come ora, direi certamente non in Italia! Sembra comunque, che anche in Germania cominciano ad avere dei dubbi:
.La Germania ha in funzione 18.000 MW nucleari e 24.000 MW eolici: i primi producono il 26% dell’energia elettrica tedesca, i secondi solo il 7%. Le sovvenzioni agli impianti eolici sono costate 2,2 miliardi di euro nel solo 2009. Il settimanale Der Spiegel ha definito l’eolico “la forma più sovvenzionata di distruzione dell’ambiente”.