Ambienti, scienza e varia umanità
Negli anni di Lula la deforestazione in Amazzonia è molto rallentata, senza però fermarsi. Abbiamo già perso il 18% di foresta, un'enorme area di 750 mila km²
Non diciamo per favore che i politici sono tutti uguali: durante gli otto anni della presidenza di Cardoso la deforestazione dell'Amazzonia aveva superato i 25000 km² all'anno (1), facendo sparire il 3,6% di foresta.
Durante la presidenza del buon Lula è scesa a poco più di 5000 km²/anno, con una perdita della foresta di meno della metà.
Speriamo che Dilma Roussef riesca a mantenere la rotta. Ci penserà Marina Da Silva, forte del suo 20% di voti.
Dal 1970 ad oggi sono stati tagliati almeno 740000 km² di foresta, un'area quasi pari a quella di Francia e Gran Bretagna messe insieme, circa il 18% del totale originario.
Non si può andare oltre,perchè siamo già oltre. La foresta va mantenuta, perchè è forse l'entità più bella del pianeta, rifugio di milioni di specie viventi (tra cui numerose popolazioni umane indigene), perchè assorbe la CO2 e ci fa respirare, perchè la sua evapotraspirazione permette di mantenere il clima umido.
La sua distruzione sarebbe l'evento più grave nella storia della biosfera.
(1) E' come se sparisse un intero Piemonte ogni anno!