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TSUNAMI IN GIAPPONE SULLE CENTRALI NUCLEARI: 3 REATTORI COLPITI

Venerdì 11 Marzo 2011, 13:17 in Catastrofi, Nucleare di

Il violentissimo Tsunami che ha colpito il Giappone ha messo in crisi tre centrali nucleari. Una è ferma con guasti al raffreddamento e nocciolo bollente, in un altra c'è stata un incendio e in una terza perdite di liquido di raffreddamento.

Giappone centrali nucleari tsunami.jpg

[Leggi tutte le notizie sul disastro nucleare del Giappone]

Un potentissimo terremoto di magnitudine 8,9 (il massimo mai registrato in questa zona) ha colpito il Giappone.

Si sono registrati decine di morti e sono state colpite almeno tre centrali nucleari:

  • a Fukushima 1 è andato in tilt il sistema di raffreddamento: l'impianto è stato fermato, ma il nocciolo è ancora bollente;
  • in un reattore di Onagawa c'è stato un incendio;
  • in un altro reattore di Onagawa c'è stata una perdite di liquido di raffreddamento.

La mappa qui sopra mostra la distribuzione dei siti nucleari giapponesi: 16 su 18 sono in prossimità della costa, non una grande idea in una zona ad alto rischio sismico...

Impianti eolici e fotovoltaici sarebbero stati danneggiati solo in minima parte e comunque senza rischio di perdite di radiazione o di fusione del nocciolo.

Per quanto possibile seguirò gli avvenimenti in giornata, con aggiornamenti in questo e altri post.

Leggi i problemi del nucleare su Ecoalfabeta.

Vedi il video dello Tsunami.

Leggi anche:

25
25 commenti
25
13 Mar 2011
alle 15:47

Guido

Visto che siamo fuori tema, io credo che il futuro sarà in linea di massima simile al periodo tra le due guerre. Tutti più poveri, quasi tutti a piedi, molti con poco da mangiare.

Non sono contrario al nucleare tout-court, solo non capisco chi si ostina a parlare di quanto sia vantaggioso mentre nel mondo è stato un po' abbandonato da un ventennio. Adesso se ne riparla perchè si stanno esaurendo le altre fonti, staremo a vedere.

Sicuramente chi dice che possiamo fare come adesso con le rinnovabili non mi trova per nietne d'accordo, a meno di non avere un surplus di produzione tale da rendere vantaggioso l'accumulo in batterie o immensi volani o altre cose (idrogeno, compressori, si sta studiando di tutto). Però è altrettanto inaccettabile che vorrebbe risolvere tutto con il nucleare. Non esiste LA soluzione al problema energetico e in futuro qualunque contributo, anche marginale, sarà il ben venuto.

24
13 Mar 2011
alle 11:28

Davide R

Anche se non e' affatto detto che tra 100 anni avremo solo le rinnovabili, perche':

a) il petrolio non serve solo come combustibile, permette di tenere su l'agricoltura intensiva (fertilizzanti, pesticidi, etc.) che altrimenti, purtroppo, produrrebbe molto, molto meno. Potremmo avere (poca) energia ma nulla di cui sfamarci.

b) Ci sono "prospettive" intermedie, per esempio soluzioni tipo questa:

http://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_nucleare_di_Monju

Ammesso di poterne risolvere i problemi...

23
13 Mar 2011
alle 08:52

Davide R

Questo e' un discorso che posso anche condividere (abbiamo decisamente cambiato argomento, pero'). E' ovvio che la "soluzione" sia un mix di tutto quello che si puo'...e' proprio per quello che mi fanno ridere (o piangere) quelli che pensano che il rinnovabile sia una soluzione miracolosa per tutto e che "non abbiamo bisogno del nucleare" (sentita anche questa)...

Banalmente ma drammaticamente, la gente non ha la minima idea di cosa sia un kWh...purtroppo alcune persone (in malafede?) hanno convinto la casalinga ma anche altri che si puo' mantenere lo stesso identico tenore di vita (energetico) con 2 specchi sul tetto ed una ventola in giardino... :( e' questo che e' criminale, perche' nasconde il problema energetico.

22
12 Mar 2011
alle 23:05

Marco Pagani

Guido mi ha tolto le parole "dai polpastrelli". Dovremmo abbandonare la sindrome del bambino viziato che strilla al vento i suoi capricci e capire che dobbiamo accontentarci di "quello che passa il convento".

Tra 100 anni avremo più o meno solo le rinnovabili; se sapremo usarle bene vivremo comunque un po' meglio dei nostri bisnonni, altrimenti vivremo assai peggio.

21
12 Mar 2011
alle 22:42

Guido

Davide è semplice. Non si può.

Il punto è che in futuro dovrà essere la domanda ad adattarsi all'offerta, perchè l'energia in tutt ele sue forme sarà più scarsa e più cara quindi quando ci sarà tutti a accendere interruttori e quando scarseggerà tutti al buio o quasi. Nucleare, eolico, solare, gas e varie ed eventuali saranno tutti necessari e tutti insufficienti, almeno secondo me.

20
12 Mar 2011
alle 20:12
19
12 Mar 2011
alle 20:11

Davide R

Sono ancora in attesa di capire come si puo' soddisfare un carico di questo tipo:

http://www.terna.it/default.aspx?tabid=1024

esclusivamente con sole e vento.

Convincetemi con i numeri, non con le emozioni, se potete.

18
12 Mar 2011
alle 16:35

Marco Pagani

@ Guido

Sono pienamente d'accordo.

17
12 Mar 2011
alle 16:10

Guido

L'uomo ha sempre mostrato una capacità di lungimiranza piuttosto scarsa. Il che è normale, visto che ci preoccupiamo di quello che c'è adesso e non di quello che ci sarà.

Il Giappone e il mondo si dedicheranno sempre alla fonte energetica più a buon mercato. Allora era il nucleare, domani saranno le pale eoliche, in futuro chissà. Le reti intelligenti verranno quando saranno indispensabili per continuare a fare le lavatrici e aguardare la televisione. E se non verranno pazienza, vorrà dire che torneremo a leggere libri e lavare i panni a mano...

16
12 Mar 2011
alle 16:02

Marco Pagani

Se gli efficientissimi giapponesi invece di baloccarsi con il nucleare si fossero dedicate sul serio alle alternative rinnovabili già dagli anni '70, le smart grids sarebbero già una realtà. Se siamo andati sulla Luna, possiamo certo gestire al meglio la potenza in rete.

15
12 Mar 2011
alle 15:24

Davide R

Dottor Pagani,

ora la discussione si sposta sulle smart grid? Va bene, ben vengano studi e investimenti in questo ambito. Ma e' un'altro discorso.

Nel post originale si faceva intendere chiaramente che "se al posto delle centrali nucleari ci fossero state centrali eoliche e fotovoltaiche..." facendo intendere che sia possibile avere i 50 GW nucleari giapponesi da fonti alternative con la stessa affidabilita'. Se non e' disinformazione questa... :(

14
12 Mar 2011
alle 15:14

Marco Pagani

@ Davide R

«il sistema elettrico ha bisogno di fonti convenzionali e di fonti rinnovabili, nelle dovute proporzioni, le prime per il carico di base (in maggior parte) e le seconde per il resto»

Forse nelle facolta di ingegneria questa affermazione (che riflette semplicemente la contingenza storica in cui si sono sviluppate le reti in base alla disponibilità di energia) viene considerata alla stessa stregua dei principi del termodinamica.

Tra cento anni gli ingegneri dovranno fare praticamente senza "convenzionali" (tra l'altro mica tanto convenzionali visto che le usiamo solo da 250 anni su 10000 anni di storia) e quindi dovranno arrangiarsi. Meglio quindi che inizino a pensare adesso a come rendere più intelligente la rete con una generazione variabile...

13
12 Mar 2011
alle 15:04

Milena

Purtroppo gli incidenti nucleari sono molti ma la gente è sempre poco informata:

http://scrivionline.blogspot.com/2011/02/energia-nucleare-i-rischi-e-la-scarsa.html

12
12 Mar 2011
alle 09:26

Davide R

Guido, e' argomento del post eccome. E' stato l'esimio Pagani ad insinuare la fantasia che nucleare e rinnovabili sino beni succedanei. E non e' corretto che si continui a scrivere tali fesserie, si corre il rischio che la gente legga e ci creda davvero.

Sono fantasie, il sistema elettrico ha bisogno di fonti convenzionali e di fonti rinnovabili, nelle dovute proporzioni, le prime per il carico di base (in maggior parte) e le seconde per il resto. Chiunque pensi il contrario non sa di cosa sta parlando.

Io sono un (modesto) ingegnere elettrico ma si tratta di concetti abbastanza banali per chi ha voglia di ragionare. E non si tratta di essere pro o contro il nucleare, solo di avere un pizzico di buonsenso.

11
12 Mar 2011
alle 02:56

inscape

@ Marco Pagani

Non è una questione tecnica complessa. E' ovvio che un impianto nn può funzionare ininterottamente per sempre, la centrale prevede il fermo impianto per le operazione di refueling e per le operazione di manutenzione, che può essere straordinario o di routine.

Quindi quello che va considerato è il load factor, che nei reattori più vecchiotti è piu lungo ma in quelli nuovi come EPR e AP 1000 arriva oltre il 90 %.

La questione è sempre la solita, solo gli ignorantoni paragonano energia erogata da rinnovabile con l'energia di tipo convenzionale, ed il motivo è semplice, le rinnovabili hanno un load factor basso ok ma la produzione è scostante, ovvero non sei in grado di dire quando e quanta energia sei in grado di produrre con tale sistema... Gli impianti centralizzati tranne che per la manutenzione straordinaria hanno un protocollo da seguire per il fermo impianto ma la cosa è programmata, quindi si ha la consapevolezza di come produrre e quando produrre...

Finche alle rinnovabili non viene applicato un sistema di accumulo, il paragone tra le due tecnologie è una idiozia colossale, pane per politici e chiaccheroni...

10
11 Mar 2011
alle 22:50

Guido

Scusa Davide R, tu hai scritto:

"Un megawatt, per esempio, eolico, non produce gli stessi megawattora su un arco di tempo, per esempio un anno, di una centrale termoelettrica o nucleare di pari potenza."

Confrontanto i watt istallati con i watt prodotti. Non intendevo dire che fosse un errore confrontare le due cose, solo che non è argomento del post. I pannelli a terra e le torri eoliche non crollano per un terremoto, perchè non sono strutture rigide, sono in acciaio. Non serve scomodare il kevlar. Lo tsunami invece se le porterebbe via, probabilmente, anche se non se sono sicuro.

9
11 Mar 2011
alle 22:46

Marco Pagani

@ Davide R

Il fatto che le centrali nucleari lavorino 24h al giorno per 365 giorni l'anno è una delle tante leggende spacciate dai nuclearisti di professione. Basta andare sul database dei reattori dell'IAEA per vedere che i reattori si prendono pause abbastanza lunghe e la produzione oscilla assai da un anno all'altro.

Parlando del paese principe del nucleare, cioè la Francia, facendo un po' di conti si vede che tutti i reattori hanno lavorato in media 9 mesi all'anno e che la deviazione standard intorno a tale valore è stata pari al 23%.

Dovrei scriverci un post, ma non mi ci sono mai deciso, visto che si tratta di un argomento un po' troppo tecnico.

8
11 Mar 2011
alle 21:55

Davide R

Ma certo, si sono spaccate le strade, c'e' stato uno tsunami con onde da 10 metri ma i pannelli e le pale sarebbero rimaste li'. Ovvio. Sono in adamantio al kevlar, come tutti sanno.

Nessuno confronta MW con MWh, rileggi meglio. Se non ti e' chiaro, basta chiedere o consultare un libro di elettrotecnica.

7
11 Mar 2011
alle 21:04

Guido

@Davide

???

Il terremoto giapponese è stato 7000 volte più forte. Averbbe distrutto i pannelli sui tetti (perchè crollati i teti), ma non quelli a terra. Quanto alle pale eoliche, per crollare devono essere state progettate male le fondamenta per cadere, ma la torre, visto che è di acciaio, non crolla mica se uno la scuote un po'!

E nessuno mi pare che confronti i watt con i wattora, tranne te!

6
11 Mar 2011
alle 20:03

Davide R

Le centrali sono lungo la costa perche' serve acqua per lo scambio termico, intelligentone.

Inoltre questa e' proprio una perla:

"Impianti eolici e fotovoltaici sarebbero stati danneggiati solo in minima parte e comunque senza rischio di perdite di radiazione o di fusione del nocciolo."

Un terremoto 2000 volte piu' potente di quello in Abruzzo avrebbe distrutto le pale eoliche e i pannelli, eccome...

Come se poi nucleare e rinnovabili fossero in competizione...

Non si possono confrontare i megawatt delle centrali a gas (o nucleari) che funzionano 24 ore al giorno per 365 giorni l'anno a piena potenza con i megawatt delle "centrali" fotovoltaiche/eoliche che funzionano solo in particolari ore del giorno (non prevedibili). Un megawatt, per esempio, eolico, non produce gli stessi megawattora su un arco di tempo, per esempio un anno, di una centrale termoelettrica o nucleare di pari potenza. Il megawatt eolico fornisce tutta la potenza solo quando il vento che tira e' il vento di progetto, cosa che nell' insieme si verifica dal 10% al 30% del tempo. Per farla breve 1 MW eolico (o solare, che ha problemi analoghi) produce quanto 0,1 - 0,3 (se va bene) MW termoelettrici (o nucleari). Inoltre non sono produttivi con continuita' affidabile, percio' una base energetica di almeno il 70% diversa dalla rinnovabile e' comunque indispensabile. L'energia elettrica non si puo' accumulare e dunque per ogni MW installato con rinnovabile ne serve uno convenzionale che dev'essere disponibile nel momento in cui c'e' consumo di energia. E le centrali convenzionali non si possono accendere o spegnere a comando come fossero lampadine...

5
11 Mar 2011
alle 18:36

Marco Pagani

@ 4

E' uno dei tanti feed che riprende le notizie di Ecoalfabeta

4
11 Mar 2011
alle 18:24

Il mio nome

Grazie per questo articolo, ma attenzione che lo trovi anche qui: http://www.impattoglobale.com/2011/03/11/tsunami-in-giappone-sulle-centrali-nucleari-3-reattori-colpiti/

3
11 Mar 2011
alle 16:31

Marco Pagani

@ Paolo

Il sistema nucleare non è affatto resiliente: con 11 centrali ferme (chissà per quanto) i giapponesi resteranno al buio.

2
11 Mar 2011
alle 15:12

Paolo Marani

gli impianti nucleari necessitano di quantità imponenti di acqua, naturale che siano dislocati sulle coste, soprattutto in un isola.

E' la dimostrazione che abbiamo bisogno di sistemi RESILIENTI che possano resistere a calamità improvvise. I giapponesi sono ben attrezzati in questo, speriamo ci siano poche vittime. Se un sisma del genere avesse colpito l'italia non sarebbero rimasti in piedi neppure i parcheggi...

 

1
11 Mar 2011
alle 14:07

francesco

come fanno ad esserci perdite nel circuito di raffreddamento...il sistema dovrebbe essere in depressione.

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