Ambienti, scienza e varia umanità
Le energie rinnovabili possono abbondantemente soddisfare i consumi dell'umanità e per questo occorre investire su di esse, senza sprecare risorse per grattare il fondo del barile delle ecchie energie esauribili, fossili e nucleare.
E' finalmente on line il nuovo rapporto IPCC sulle energie rinnovabili e i cambiamenti climatici.
Il rapporto, curato da una quarantina di scienziati da tutto il mondo (detto per inciso, tra questi non c'è neanche unitaliano) è piuttosto ottimista.
Come è possibile vedere dal grafico in alto ognuna delle diverse fonti rinnovabili potrebbe, da sola, soddisfare gli attuali consumi dell'umanità, sia elettrici che termici.
(1) A sinistra sono riportate le fonti utilizzabili per l'energia elettrica: geotermica, idroelettrica, mareale/ondosa, eolica: l'altezza della barra blu rappresenta l'incertezza sulla stima della potenzialità, mentre la linea rossa indica la domanda globale del 2008 (più o meno uguale a quella di oggi, a causa della crisi del 2009).
Sommando le potenzialità minime di queste quattro fonti, si ottiene un valore pari a 4,2 volte la domanda elettrica attuale (pari a 61 EJ, exajoule).
(2) Al centro il confronto è tra domanda termica e geotermico (altra tecnologia rispetto a quella di prima). La potenzialità potrebbe soddisfare da un minimo del 6% a un massimo del doppio della domanda.
(3) A destra infinie la domanda globale di energia (somma di elettrica, termica, trasporti ecc) di 492 EJ è confrontata con la potenzialità dell'energia solare diretta che potrebbe soddisfare da 3 a 100 volte i nostri consumi. L'IPCC ha messo nel grafico anche le biomasse, per le quali secondo me occorre molta prudenza, perchè, a causa delle storture di un mercato globalizzato e dominato dalla finanza, rappresentano una seria minaccia per l'agricoltura.
Allora cosa aspettiamo? Tutti gli investimenti dovrebbero essere in queste fonti, perchè il resto è roba del passato: basta trivellazioni nell'artico e nei mari, basta nuovo carbone, basta uranio.
Investendo massicciamente nel rinnovabile si possono ottenere migliori risultati che grattando il fondo del barile delle vecchie fonti esauribili. Ma vallo a spiegare a chi ha solo una trivella in mano e conosce solo il verbo trivellare...
#4
Con le leggi, coi controllori, con i "vicini" che si hanno in Italia, dubito che mai possa essere autorizzato un reinserimento delle nostre deiezioni nel ciclo della vita. Fatto che sarebbe indispensabile, anche in vista del collasso del nostro modello di vita odierno, che se ogni anno non svuoti la parte solida delle vasche Imhoff, semplicemente ogni abitato interessato diventa IMPOSSIBILE. Inoltre tutta questa materia organica basterebbe a renderci indipendenti ad esempio dalle importazioni di fosfati fossili, ad esempio dal Marocco.
Ma guarda la trafila di autorizzazioni e vessazioni che deve subire oggi chi voglia costruirsi la propria casa in maniera intelligente... Insomma: o hai 500 000 € in contanti per fare una casa veramente per il futuro, altrimenti sei fregato.
L'unica speranza italica è una sana anarchia locale ed un nuovo comunitarismo, fondato non su ideologie ma sulle cose da fare per essere autonomi il più possibile...
Ieri sono stata un incontro in Fiera a Milano dove si parlava ancora del futuro del fotovoltaico dopo il Quarto Conto Energia. Devio dire che è stato inteerssante eprchè ha analizzato l'argomento a 360 gradi, evidenziando luci ed ombre. Qui ho trovato un video che ne parlava: http://www.youimpresa.it/video/camera-news/splende-il-sole
Marco, hai letto del nuovo Rapporto UNEP?
http://www.unep.org/resourcepanel/Publications/Decoupling/tabid/56048/Default.aspx
Medo, bastarebbe reintrodurre nel ciclo le deiezioni umane per conservare la fertilità dei suoli. E le si potrebbero sterilizzare (ammeso che sia necessario, e non basti compostarle) sfruttando l'energia del sole. A monte poi bisognerebbe evitare di inquinare questi fertilizzanti con prodotti chimici che non siano biodegradabili. Certo, avrebbe un costo, ma non la vedo una cosa impossibile.
Rapporto IPCC: energie rinnovabili non potranno mai soddisfare la domanda energetica Se la maggior parte di persone muoiono o rimangono miseramente poveri
Lei che conosce bene l'inglese...
IPCC report: Renewables can never meet energy demand - Unless most people die or remain miserably poor
http://www.theregister.co.uk/2011/05/10/ipcc_srren_pre_release/
Sempre cordialmente.
Piero Iannelli
...Il mondo se lo merita? La fertilità dei suoli per 7 miliardi di persone davvero potrà durare ancora anche a patto di produrre la stessa energia primaria?
A parità di energia disponibile pare che gli umani continuino a moltiplicarsi, ma la quantità di lavoro trasformabile in cibo in una condizione tale stagna o diminuisce... Quindi siamo comunque messi malissimo. E sono messi malissimo soprattutto quei paesi abituati alle carestie come India e Cina dove si coltiva da sempre ogni metro possibile e comunque non è mai bastato e non basterà mai.
Per ora si sono trovate diverse alternative per produrre energia elettrica ma una reale alternativa al petrolio per i trasporti non è ancora stata trovata. Secondo me (che sono un pessimista e catastrofista nato) finiremo con une bella guerra mondiale per le risorse e arrivederci a tutti in paradiso (chi se lo merita).
alle 01:38
Simone Martini
@ Medo
Cito Lopo.it:
Dissi: “Posso citarti qualcosa che è bene, a prescindere dalle storie che raccontiamo a noi stessi.” “E sarebbe…” Alzai il mio bicchiere. “Quantità di acqua pulita sufficienti per essere bevute.” “Non capisco.” “Una quantità di acqua pulita sufficiente per essere bevuta è incondizionatamente una cosa buona, a prescindere dalle storie che raccontiamo a noi stessi.” Aveva capito. Sorrise prima di dire: “E aria pulita e respirabile.” Entrambi annuimmo. Continuò, “Senza di esse uno muore.” “Esattamente,” dissi. “Senza di esse, tutti muoiono.” Adesso era euforica. “Ecco il punto fermo,” disse. “Possiamo costruire un’intera moralità a partire da lì.”
Una società i cui princincipi fondamentali siano ispirati dalle reali necessità: aria, acqua, terra e biodiversità. Una qualsiasi forma di autonomia non può prescindere da questo.
Cmq vedo che sei un'ottimista :-).
Non credo che di una casa che costa 500'000 euro si possa dire che è costruita in modo intelligente. Anzi, una casa che guardi al futuro non deve essere troppo grande, ne avere chi sà quale impianti, ma dev'essere ben coibentata, semplice. Se consideri oltre le spese di investimento, anche quelle di gestione... bè ti accorgi che una casa in classe a, alla fine dei conti, ti costa come una casa in classe f, se non meno. Se poi andiamo sull'ecologia spinta... allora i costi potrebbero abbassarsi ulteriormente. Se uno avesse abbastanza terra a disposizione, qualche albero da tagliare, le sementi giuste, uno potrebbe addirittura sostituire l'intero capitale con il lavoro. Una casa in terra battuta e sterco, legno, paglia, canna palustre e canapa, per intenderci. Certo le leggi questo non lo permettono. Resta l'abusivismo.
Insomma, non è tanto il fatto che la sostenibilità ambientale costi di più... è proprio il costo della vita che è quasi insostenibile. Causa... la speculzione edilizia e fondiaria, e poi anche la legislazione, certo non aiuta.
Sulle deiezioni... probabilmente quando non se ne potrà più fare a meno, allora le cose cambieranno.