Ambienti, scienza e varia umanità

«Dunque un eco-mondo esiste, prende corpo, si diffonde, anche se non è ancora pienamente rilevato dalle statistiche... è un mondo capace di prendere un termine negativo, lo spreco, caratteristica allarmante della nostra società anoressico-bulimica e al tempo stesso un fallimento del mercato e il suo valore aggiunto, scomporlo nei segni : -spr + eco e uguagliarlo a un principio intuitivo, la sufficienza: - spreco + ecologia = sufficienza.
Dar vita cioè a una società dove abbastanza non è mai troppo, dove più non è sempre uguale a meglio, dove si può fare dipiù con meno e, se necessario, anche meno con meno.
E' un mondo capace di sostituire, quando serve, il denaro (mercato) con l'atto del donare ...: il dono porta alla relazione e alla reciprocità.
Dobbiamo sprecare di meno, ma anche consumare e crescere di meno, sicuramente in modo diverso, ma soprattutto meglio, promuovendo un nuovo equilibrio tra quantità e qualità. [...]
Abbandonare gli imperativi dell'abbondanza e dell'efficienza per raggiungere invece la sufficienza, un principio razionale dal punto di vista personale, comunitario, organizzativo. E, dati i limiti ecologici globali, pure sostenibile e , se applicato ovunque, anche equo, solidale ed etico.»
Andrea Segrè, Lezioni di ecostile, Milano 2010, pp 3-4
[Il titolo di questo post si riferisce all'iscrizione scolpita presso il tempio di Apollo a Delfi, che Segrè reinterpreta come un motto per la sostenibilità.]