Ambienti, scienza e varia umanità
[Testo dell'intervento che vorrei pronunciare nel consiglio comunale di questa sera. Il protocollo non dovrebbe prevedere interventi liberi dei consiglieri, per cui resta un intervento virtuale. Ma non è escluso che prima o poi diventi reale.]
Care cittadine e cittadini,
la straordinaria vittoria del centrosinistra in queste elezioni comunali non è stato un caso fortuito della storia, ma si inserisce in un movimento ben più vasto che sta rinnovando e ridisegnando l'Italia. Il grandissimo successo dei referendum del 12 e 13 giugno ci mostra infatti un' Italia migliore che vuole mettere la sostenibilità e il bene comune al di sopra degli interessi oligarchici di persone e gruppi che vogliono solo perpetuare il proprio potere.
All'inizio non abbiamo capito che cos'era questa strana gioia che ci scaldava e ci illuminava, che ci portava ad uscire di casa per affollare le piazze della città, poi poco per volta abbiamo imparato a riconoscerla e a darle un nome. Si chiama partecipazione.
Tanti anni fa una persona di cui ho dimenticato il nome (1) sosteneva l'idea assolutamente folle che non esiste la società, ma solo gli individui. Dopo trent'anni di televisione, pubblicità, sovraconsumo e individualismo, questa idea strampalata stava diventando pericolosamente realtà. Per fortuna che (anche a Novara) ci sono state persone che non si sono arrese mai e per questo hanno ridato vita al nostro comune senso di appartenenza alla collettività.
Questa vittoria è un punto di inizio perché ci attendono sfide non facili. Per capirle leggerò alcuni passi della "lettera al Sindaco" che Luca Mercalli ha messo all'inizio del suo ultimo libro, Prepariamoci. La sfida è complessa e multiforme, ma il centrosinistra in grado di affrontarla e di rendere questa città più sostenibile e più solidale.
«Caro Sindaco,
oggi abbiamo una Terra con sette miliardi di individui, dilaniati da disparità intollerabili, che con ogni loro bisogno e ogni scelta di consumo incidono sul clima, sull'acqua, sulla salute, sulla produzione di scorie e rifiuti, sulla disponibilità di cibo e materie prime, per se stessi e per tutte le generazioni future.
Abbiamo una tecnologia che non è mai stata così potente, ma è un'arma a doppio taglio. Abbiamo un mondo estremamente complesso, ma pure fragile. Abbiamo un'economia basata su un'impossibile crescita infinita, alla quale però obbediamo stoltamente come a una religione.
Caro Sindaco, amministrare oggi è una responsabilità enorme, e sulle tue spalle grava non solo il giudizio dei tuoi elettori, non sempre informati, non sempre onesti, che vogliono solo risposte concrete per oggi, ma pure quello delle generazioni più giovani e di quelle ancora a venire, che ti condanneranno senza pietà o ti ringrazieranno per l'eternità, perché dalle tue scelte dipenderà il loro benessere.
Come per un grave malanno, c'è un tempo nel quale la prevenzione ha ancora un senso prima che i sintomi divengano incurabili. Sei proprio tu, e solo tu quello che può ancora fare qualcosa. Adesso. Dopo sarà troppo tardi.
Prova a pensare a un progetto che parta dalle esigenze dei cittadini di oggi e di domani, coinvolga i centri di ricerca per trovare le soluzioni più razionali. Prova a immaginare città con aria più pulita, con più verde, con mezzi pubblici più efficienti, con più spazio per i piedi e le biciclette, con più risparmio energetico, con meno rifiuti, con meno automobili, con meno consumi superflui, ispirandoti a modelli virtuosi che stanno nascendo proprio nella nostra Europa e nella nostra Italia.
Prova a ricreare i legami fisici e sociali tra città, territorio extraurbano e piccoli centri, fermando la cementificazione, promuovendo la diffusione equilibrata delle energie rinnovabili, i circuiti di produzione di cibo locale, la salvaguardia del paesaggio, la consapevolezza dei limiti.
Raccogli la sfida ecologica globale come punto di partenza per pensare il futuro con un progetto coraggioso che metta la ricchezza sociale prima della ricchezza economica, che pure potrà rigenerarsi con nuove produzioni ecocompatibili.
Pensa al carattere di irreversibilità delle tue azioni: ogni grammo di CO2 in più nell'atmosfera, ogni metro quadrato di cemento in più e di suolo in meno, ogni capriccio al posto di una reale necessità avranno conseguenze anche gravi nel tempo e nello spazio.
Per favore, fai tanta manutenzione e poche inaugurazioni. Metti davanti a tutto la cura dei beni comuni, l'ambiente, la sanità, l'istruzione e la preparazione dei cittadini ad affrontare nuove scarsità: è l'unico modo per proteggere la società civile dalla trappola della barbarie, che sempre emerge quando la torta diventa più piccola.
Tanti auguri, siamo tutti con te, perché il sindaco amministra con i cittadini. Insieme ce la faremo.»
(1) In realtà non ho dimenticato il nome, ma essendo meritevole di oblio, non lo pronuncerò certo in un'occasione come questa...
1 - "Un’Italia migliore può nascere solo nel rispetto delle opinioni di tutti e nel diritto di tutti di esprimerle": questo si potrebbe ottenere con una buona legge sul conflitto di interessi che eviti la concentrazione dle potere dell'informaizone in poche mani.
Obiettivamente, Bisignani (per citare quello che appare oggi nelle prime pagine) è un "italiano peggiore", anche se (forse) avrà qualche merito. Saviano è un "italiano migliore", ma anche lui ha commesso o suoi errori (vedi i giudizi imprudenti su Israele). Io però non ho parlato di italiani, ma di "Italia migliore". L' Italia migliore, è quella umile che lavora, si dispera e si innamora, che fa fatica, che crede nella scuola, nella cultura, nella ricerca scientifica, nelle risorse del territorio ecc. L'italia peggiore è quella arrogante, ignorante, chepensa che saltare la fila sia una cosa positiva, che ci siano solo i soldi nella vita, che gli altri non ci interessano.
Cosa c'entra la libertà? Qui si sta parlando di società e individui. La società non si è atomizzata per la burocrazia, ma per il consumo di massa e la globalizzazione che distrugge ovunque può ogni forma di rete locale.
3 – L’unico economista? Quella della crescita infinita è l'ossessione di tutti gli eocnomisti. Non posso qui fare una ricerca al volo, ma rimando alle gustose assurdità scritte da due economisti.
Il consumo ha senso se è sostenibile dall'ecosistema.
Gli Stati non devono indebitarsi in modo netto in termini di risorse, prodotti alimentari ecc
Le questioni monetarie sono sovrastrutturali e non spostano di una virgola le questioni ecologiche. Avere 10 miliardi o 20 miliardi di foglietti di carta con sopra stampato George Washington non cambia le riserve di petrolio, la produzione agricola o il livello di CO2 nell'atmosfera.
Dobbiamo tornare ad un'economia delle cose, dell'energia e dei processi e mettere in secondo piano il denaro, che deve riprendere la sua umila funzione di valore portatile di scambio.
1 - Un’Italia migliore può nascere solo nel rispetto delle opinioni di tutti e nel diritto di tutti di esprimerle. Ritenere che vi siano Italiani peggiori o inferiori moralmente, culturalmente e storicamente (come ha detto un magistrato!) a causa delle loro idee è un presupposto pericoloso in un Paese dove la violenza in politica ha fatto tanti danni dal fascismo in su.
2 – Citare una frase decontestualizzata per criticarla non aiuta a capire: tutti i regimi totalitari del XX secolo hanno fatto appello alle esigenze collettive della nazione o di classe per schiacciare le libertà individuali. La società esiste ed è ricca solo dove le libertà individuali sono garantite: l’evidenza empirica mostra che le persone liberamente e spontaneamente danno vita ad aggregazioni sociali, associazioni, gruppi, comunità. Dove un potere centrale organizza burocraticamente e coercitivamente ogni aspetto della vita, la società si atomizza.
3 – L’unico economista che ha teorizzato la crescita infinita e la necessità di stimolarla continuamente è Keynes e purtroppo il suo modello è quello seguito praticamente da tutti i Governi e le banche centrali del mondo. Secondo lei per crescere (o decrescere) è meglio consumare o risparmiare? Gli Stati devono indebitarsi o no? Stampare moneta fa crescere o decrescere?
@ bipop
NOn, non si tratta di un autore (almeno!), ma di una che sviluppava gelati industriali e poi purtroppo si è data alla politica.
La "gente" è fatta di individui soli, ciascuno rinchiuso nel suo mondo di consumo (abiti alla moda, occhiali da sole, cuffie nelle orecchie, occhi e dita sul telefonino). "Individuo" non significa "persona", con la sua storia, cultura, gusti, sogni per il futuro, ecc. L'individuo si crede re come consumatore è invece è schiavo di tutte le pubblicità, la grande distribuzione e i monopoli radicali.
Consiglio anche la lettura del post dal titolo provocatorio Non esistono gli individui, esiste la società in cui svelo anche il nome che qui ho dimenticato
"Tanti anni fa una persona di cui ho dimenticato il nome (1) sosteneva l'idea assolutamente folle che non esiste la società, ma solo gli individui. Dopo trent'anni di televisione, pubblicità, sovraconsumo e individualismo, questa idea strampalata stava diventando pericolosamente realtà."
Questo mi stride. La mia impressione e' che la gente sia costituita da sempre meno individui e sempre piu gente per l'appunto.
Non so a chi ti riferissi come autore (max stirner forse?), ma la sua frase cosi come mi suona sarebbe un'auspicio ^_^
Marco, mi permetto di consigliarti un altro libro fondamentale da mettere in quel cestino:
Un mondo sbagliato (di Jim Mason)
Sono convinto che l'apprezzeresti
Certo, io parlo della sinistra italiana che spesso è stata peggio della destra (che detesto, sia chiaro)
@ Noel
In tutta la storia la destra ha sempre rappresentato le oligarchie dominanti e la sinistra i gruppi non (o meno) privilegiati. Spesso la sinistra si è trasformata a sua volta in oligarchia, ma questo non è un fatto automatico.
@ david
Le azioni che concretizzano i principi sono una miriade di micro o mini interventi quotidiani che non è sempre facile raccontare, ma di cui proverò a dare conto.
Mi piacciono molti i discorsi di principio, ma mi piacciono di piu' le azioni che concretizzano i principi.I primi sono abbastanza facili da fare, i secondi un po' meno, anche perchè si toccano inevitabilmente gli interessi di qualcuno.
@ simo
Le elezioni si vincono o si perdono, non credo esistano altri verbi che possano descrivere il risultato. E' lo stile di governo che deve differenziarsi dal tifo sportivo.
@ Noel
Naturalmente è "La convivialità" di Ivan Illich, una dei libri fondamentali scritti nel '900
Marco, oltre ai nuovi limiti dello sviluppo, qual è l'atro libro che si vede nella foto?
condivido il ragionamento anche se il centrosinistra fa parte dell'oligarchia che ci governa, è per questo che per me non esistono più.
Spero che tu possa trovare qualche affinità con il consigliere del MoVimento 5 stelle che penso potrà sostenere le battaglie ambientali che porterai avanti
mi sembra un bellissimo discorso... se posso permettermi comunque eviterei di parlare ancora e per l'ennesima volta di vittorie e di sconfitte... come se i partiti fossero sempre squadre di calcio.
esistono cose che vogliono tutti, l'ambiente e l'aria pulita e il mare pieno di pesci... son cose che non hanno vittoria o sconfitta, sono cose che vanno portate a termine, e noi siamo solo strumenti, nelle mani della volontà del popolo, non siamo ne vincitori ne sconfitti.
ciao e che le buone idee siano sempre con te :)
alle 18:31
Silvio
1- Concordo sulla descrizione di Italia migliore, il problema è etichettare le persone in base a come votano, io mi sono astenuto ma non per questo aspiro a creare l’Italia peggiore! Credo che questo voto referendario (e purtroppo quasi tutti i voti che mettiamo sulle schede elettorali) sia ininfluente rispetto all’obiettivo di un’Italia migliore, ma molti hanno legittimamente valutato diversamente da me. Io parlavo per me, non rappresento nessuno, non sono iscritto a nessun partito, trovo sbagliato giudicare le persone sulla base delle opinioni politiche; eppure accade di venire accumunato ad ogni sorta di cricca, loggia, cupola ecc. oppure nel migliore dei casi vengo messo tra gli onesti ma utili idioti teleplagiati (beh perlomeno questa seconda ipotesi a rigor di logica non posso scartarla a priori J )
2- Circa l’atomizzazione faccio l’esempio di una “rete locale” per chiarire cosa intendevo: un po’ di persone si mettono insieme e decidono di autoprodursi l’energia elettrica (ma può valere per iniziative culturali, sportive, spirituali, hobbistiche ecc), se con un decreto lo Stato dice che la produzione viene nazionalizzata e centralizzata questo non è più possibile. Il rapporto orizzontale tra persone diventa un rapporto tra persona ed ente sovraordinato.
3- Sugli economisti allora se ne trovano di migliori nel libro: “Maledetti economisti. Le idiozie di una scienza inesistente”. Di quelli che citi tu, Solow è keynesiano, Simon non lo conosco ma può darsi che facesse riferimento al fatto che l’economia (intesa come produzione di beni e servizi) può crescere anche a parità di risorse fisiche impiegate.
Comunque al di là di questo, il paradigma adottato oggi è quello keynesiano: per crescere bisogna stimolare i consumi, fare debiti, stampare soldi. Io credo invece che sia necessario incoraggiare il risparmio, evitare i debiti e non stampare soldi. Vedo quindi che c’è una certa sintonia con il tuo intervento, anche se sicuramente abbiamo opinioni diverse sugli effetti che avrebbe una tale politica, ma qui torniamo al punto di partenza, opinioni diverse.