Ambienti, scienza e varia umanità
Qualche giorno fa ho fatto il mio primo intervento al Consiglio Comunale di Novara, in occasione della discussione degli indirizzi di governo 2011-2016.
Così mi sono tolto la soddisfazione (chissà, forse tra i primi in Italia) di parlare in aula del peak oil; il contesto era quello giusto dal momento che si parlava di piani strategici ed uno dei punti forza della nostra amministrazione è proprio il programma di sostenibilità ambientale. (1)
Qui potete leggere il testo del mio breve intervento. Ci sono tutte le premesse per poter tradurre nei prossimi mesi alcune di queste idee in realtà. Speriamo di fare in tempo...
Leggi anche Care cittadini e cari cittadini.
(1) Questo è il link ai nuovi indirizzi di governo del Comune di Novara. La parte relativa alla sostenibilità ambientale è stata scritta dall'assessore all'ambiente Giulio Rigotti, con cui il sottoscritto ha una perfetta identità di vedute.
Ho letto l'intervento. Ultimamente mi sto interessando di filiera corta in campo tessile. Mi sono resa conto che tutto ciò che indossiamo viene da molto lontano, anche quando vogliamo essere consumatori eco consapevoli o autoprodurre i nostri abiti (abilità difficilmente acquisibile da tutti). Il cotone non è coltivabile in Italia, la lana italiana non ha mercato ed è considerata rifiuto speciale, quella proveniente dall'estero è prodotta con grandi sofferenze per gli animali. La canapa (fibra pregiatissima non solo per l'industria tessile, ma anche materia prima per produrre energia pulita, medicinali, plastica, ecc.) non è più coltivata in Italia, nonostante in nostro Paese ne sia stato uno dei maggiori produttori mondiali in passato (pianura padana e casertano). Consiglio una visita al sito di assocanapa. Potrebbe essere una buona idea per un'amministrazione illuminata rilanciare e sostenere la coltivazione della canapa tessile. Oltretutto in Piemonte sopravvive l'unico stabilimento (Linificio e canapificio Nazionale di Carmagnola) capace di filare la fibra di canapa, che però attualmente importa dalla Cina.
Resta poi sempre il problema della discontinuità! Le rinnovabili per ora le abbiamo utilizzate per ridurre la spesa in combustibile associata alle centrali termiche tradizionali; il caso tedesco è esemplare, con l'eolico che finisce semplicemente con l'allungare la vita delle riserve di carbone...
Temo (o spero) che alla fine tocchi ad ogni singola persona l'impresa di far funzionare la propria vita con qualcosa di diverso dai fossili.
due persone che seguo con interesse sono Roberto Saija e Gaetano Buglisi, entrambi si occupano di energie rinnovabili, sostenendo giustamente l'idea che bisognerebbe favorire la produzione di energia dove avviene il consumo, razionalizzare la rete e quindi risparmiare tantissima energia che si “perde” durante la trasmissione. non male, se in tanti la pensassero così, molte cose prenderebbero forma + facilmente!
C'era una bellissima cosa sul "consenso", trovata su theoildrum.com l'altro giorno. Si è dimostrato che la massa critica per l'adozione massiva di una nuova idea è semplicemente del 10% di tutti i coinvolti. Quindi: la dittatura della minoranza potrebbe essere un asso nella manica dei coscienti del peak oil, peak energy insomma del peak everything.
Minority Rules: Scientists Discover Tipping Point for the Spread of Ideas
Rensselaer Polytechnic Institute
http://news.rpi.edu/update.do?artcenterkey=2902&setappvar=page(1)
“As agents of change start to convince more and more people, the situation begins to change,” ... “People begin to question their own views at first and then completely adopt the new view to spread it even further. If the true believers just influenced their neighbors, that wouldn’t change anything within the larger system, as we saw with percentages less than 10%.”
Beh, se hai parlato di queste cose in Consiglio e non ti hanno crocifisso di fianco alla macchinetta del caffè allora è già un risultato. Al mio paese stanno ancora a protestare per avere altre strade e caselli autostradali. Devo ammettere che un po vi invidio.
Grazie per i commenti; ho fatto l'upload del file perchè tutti lo possano leggere e utilizzare in copyleft come al solito.
Reazioni? ufficiali nessuna; quelli dell'opposizione erano troppo occupati a fare polemica sul nulla per ascoltare e tantomeno per capire.
Per fortuna l'assessore all'urbanistica (oltre a quello all'ambiente) ha apprezzato la parte relativa alla difesa del suolo dalla cementificazione, per cui sperialmo bene.
Concordo con Medo e mi complimento anch'io; sto pensando di scaricare il tuo intervento e di inviarlo all'amministrazione comunale della cittadina dove vivo (Giaveno, Torino), se me ne dai il permesso. Una domanda: quali sono state le reazioni in Consiglio ?
alle 08:21
Elvira Di Donato
Sempre a proposito di filiera corta, ci siamo accorti che la maggior parte dei cesti e dei cestini venduti in Italia provengono dalla Cina o, al massimo dalla Polonia. Il materiale più usato per produrre cesti è il salice da vimini, tipico dei nostri boschi di pianura, ma ormai scomparso dalle nostre zone. Abbiamo pertanto invitato l'artigiano e ricercatore rurale Francesco D'Ingiullo a tenere un corso di cesteria a Novara sabato 1 e domenica 2 ottobre. I partecipanti produrranno durante il corso almeno un cesto da portare a casa. Per info e costi scrivere o telefonare a Elvira 340 40 07 015 elviradidonato@libero.it