Ambienti, scienza e varia umanità
Il volume del ghiaccio artico è dimezzato in 30 anni passando da 18000 a 9000 km³
Tra luglio e agosto l'estensione della calotta artica è stata comparabile a quella del 2007, anno di minimo storico.
Più importante dell'area è tuttavia il volume (1), che misura la quantità totale di ghiaccio presente. Come si vede dal grafico in alto (fonte NSIDC), negli anni il ghiaccio è via via diventato più sottile, al punto che il 2011 potrebbe rappresentare l'anno nero per il volume della calotta.
Come si vede dal grafico qui sopra, nel trentennio 1979-2010 a luglio il volume medio è stato pari a 18500±6500 km³ (6500 è 2 volte la deviazione standard, che compremde il 95% delle misure). Nel 2007 si era scesi a 12000 km³, mentre ora il volume è crollato a poco meno di 9000 km³.
Abbiamo dimezzato il ghiaccio artico in meno di trent'anni.
Come ho già scritto, benvenuti nell'antropocene inferiore.
(1) Il volume del ghiaccio non può essere naturalmente misurato direttamente, ma viene misurato indirettamente attraverso il programma PIOMAS dell'università di Washington
pss.. andrea: e se le previsioni sbagliano, basta correggere un po' i dati... (pero' non dirlo in giro, perchè lo abbiamo saputo grazie a un volgarissimo furto, e per di piu' nemmeno perpetrato da Wikileaks)
Credo che il mio commento sia stato frainteso.
Non ho scritto che ci sarebbe da disutere sui dati ma sul fatto che sia stato l'uomo ad aver causato il cambiamento!
Mah, resto dell'idea, del tutto personale, che le previsioni a lungo termine siano mooolto discutibili.
Senza offesa agli esperti che ci provano! Grazie agli errori si cresce!
Discutere? Le osservazioni satellitari risalgono solo al 1979, ma abbiamo secoli di osservazioni marittime di viaggi polari e di ricerca dei passaggi a nord ovest e nord est che ci dicono che l'artico non è mai stato così sgombro dai ghiacci in estate. In ogni caso 30 anni sono un battito di ciglia nella scala dei tempi planetaria, per cui un cambiamento così rapido non è certamente naturale.
Previsioni? Non confondiamo la variabilità locale delle previsioni meteorologiche con i grandi trend climatici, per cui è possbili fare proiezioni su un arco temporale di vari lustri
Bene, ma sul fatto che la causa siamo noi ci sarebbe da discutere... e anche sul cosa questo comporterà... visto che siamo a malapena capaci di fare le previsioni a 48 ore...
Alegar
alle 21:20
medo
Il destino della Terra, per chi conosce un attimo il Sistema Solare ed ha una infarinatura di astrofisica, è di arrivare ad un effetto serra senza ritorno. CON o SENZA presenza ed azione dell'uomo, delle piante, degli oceani, etc etc. Anche su Venere ci furono ghiacci e ci fu acqua. Ma il Sole va verso la "cottura" anche della Terra. Ora il pianeta Venere ha una temperatura media di 464°C. Noi siamo ancora attorno ai 15°C e già con una media attorno ai 20°C potrebbero sparire il 90% degli umani, poichè ad esempio i cereali diventerebbero impossibili da coltivare in nuove aree... Per dirne una.
Di questo passo, è attorno al 2150 che di umani ne esisteranno non oltre 100 milioni sul Pianeta. Poi, accanirsi su questioni di principio e soluzioni, ora, può ritardare la tragedia di qualche anno, magari restituire qualche sorriso in più. Ma l'esperienza umana sulla Terra "è finita da quando è iniziata", per elaborare un noto motto di Socrate sul morire vivendo.