Ambienti, scienza e varia umanità
L'auditorium della mia scuola (che viene usato per iniziative della Provincia) presentava oggi una strana animazione: segretarie con cartelline, camerieri, buffet, una vera macchina per caffè espresso, pannelli ecc.
Scopro così che si svolge un "convegno" internazionale con tanto di cabine di traduzione simultanea e poco più di una decina di partecipanti.
Si parlava del progetto Chemlog, riguardante la logistica dei prodotti chimici lungo il corridoio 5.
Qualcuno in Provincia (potete immaginare chi comandi) ha avuto l'alzata di ingegno di proporre Novara come sede di una stazione di lavaggio delle cisterne di prodotti chimici che viaggiano sia su ferrovia sia su strada.
Poichè, secondo una delle tante formulazioni della legge di Murphy, per pulire qualcosa bisogna sporcare qualcos'altro, mi sembra evidente che la Provincia di Novara si candida a diventare il collettore di tutte le schifezze chimiche del sud Europa. Il tutto sborsando oltre due milioni di euro, naturalmente in gran parte pubblici.
Anche se il relatore cianciava di sostenibilità dell'ambiente (l'ambiente è sostenibile, siamo noi a non esserlo!), mi chiedo quali garanzie ci siano per le falde acquifere locali. Chi ci può garantire che le cisterne siano vuote e che oltre ai lavaggi avvengano anche degli sversamenti? Le acque di lavaggio dovrebbero essere "depurate", ma dove verrà stoccato il materiale tossico/contaminato?
Il relatore fanfaroneggiava anche di una linea ferroviaria merci tra Vladivostok e l'Europa concorrenziale rispetto al trasporto navale. Tutti nelle prime annuivano seri. Io invece mi immaginavo già il passaggio di decine e decine di convogli al giorno nell'inverno siberiano, immagine del tutto fantascientifica, visto che difficilmente la crisi energetica ed economica permetterà simili deliri faraonici.
Purtroppo l'era del "rifiuto risorsa" sta trasformandosi in lucrare sui rifiuti (pericolosi)... Invece poteva essere ben altro. Tenete duro, forse ce le farete a respingere l'attacco degli inquinatori.
In ogni caso, lo dico da anni: vivere al di sotto dei 600 m di altitudine in Italia e nel mondo sarà sempre di più un esporsi ad inquinamento di ogni genere ed inondazioni. Andarsene, con calma, è l'unica soluzione civile. Non è la prima volta che si sale ai monti per salvarsi, cambia solo che siamo milioni di più e molti di noi non sanno fare nulla e nemmeno prendere la decisione di voler fare o voler imparare a fare.
alle 13:07
Gerard
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