Ambienti, scienza e varia umanità
Per fortuna, ogni tanto c'è qualche buona notizia. Una di queste è lo stop definitivo all'ecomostro IKEA sui terreni agricoli nella cintura torinese.
La provincia di Torino, che già aveva adottato una politica di stop al consumo di territorio, ha detto NO alla distruzione di 16 ettari di suolo agricolo per fare posto al cemento e all'asfalto del supermercato. Se IKEA vuole, può costruire nelle aree industriali dismesse.
In 15 anni sono stati consumati 7500 ettari di terreno agricolo nella provincia di Torino, un'area pari a quella dell'intero comune subalpino!
Questa è la dimostrazione che le istituzioni, se sono oneste e se lo vogliono, possono dire NO anche ad una grande multinazionale, salvaguardando non solo il capitale naturale, ma anche i posti di lavoro nell'economia locale. Tutti infatti raccontano che IKEA avrebbe creato 250 posti di lavoro, mentre nessuno ci dice quanti posti avrebbe distrutto nell'artigianato piemontese o nella piccola distribuzione.
La deindustrializzazione sta infatti lasciando intere zone fantasma alle porte delle grandi città, perché non sfruttarle ma continuare a costruire le future zone fantasma? Forse con piccoli incentivi pubblici sarà per tutti conveniente abbattere e ricostruire i vecchi capannoni industriali, dove d'altronde già arrivano le forniture idriche ed energetiche, le fogne, la rete stradale. Con un altro piccolo incentivo si potrebbero anche convincere i costruttori a riciclare i materiali di risulta delle demolizioni. Non vedo nulla di più sostenibile di questo...
@steu
non capisco se il ringraziamento è ironico o cosa......
sono d'accordo con te che un opera come quella sia devastante (non conosco il problema, non sono della zona...) resta il fatto che un nome geografico deve essere usato in modo corretto.
saluti
@giovanni filippi
grazie della tua lezioncina di geografia, che non cambia la sostanza. Io intendo i rilievi che vanno da moncalieri a casale m., che vengono tagliati in due da quest'opera devastante. Guardati una mappa per capire.
Ho bisogno di inviare una mail personale al titolare di questo blog
come faccio?
la mia mail personale la conosce
grazie
giovanni filippi
Monferrato torinese ?????????
il territorio monferrino è sito interamente nelle 2 provincie di Asti ed Alessandria, nonvedo proprio come si possa parlare di monferrato torinese.
saluti a tutti
giovanni f.
Però intanto si parla sempre della costruzione della maledetta tangenziale est, devastante per l'agricoltura del Monferrato torinese.
Buona la notizia del "salvataggio" di una parte del territorio (sempre che nel frattempo non ci facciano un quartiere di villette a schiera).
Non sono invece d'accordo con l'osservazione sui posti di lavoro creati e distrutti. Ikea vende mobili (e un sacco di altre cose) a un prezzo competitivo e i soldi eventualmente risparmiati sulla mabilia dai sui clienti, andranno in altre attivitá. Si può quindi dire che oltre ai 250 posti di lavoro diretti mancati, ci saranno anche altri indiretti che non verranno in altri settori, ristorazione, tempo libero, magari cultura o cinema eccetera. E ugualmente si potrebbe dire che gli artigiani salvati dalla mancata costruzione potranno continuare a lavorare e quindi avere reddito e spendere, e quindi altri ai posti di lavoro degli atrigiani si sono salvati altrettanti posti come sopra eccetera. Insomma la vicenda mi sembra piuttosto più complicata di: oltre al territorio abbiamo salvato gli artigiani!
alle 12:31
Berto
Anche secondo me il commento più rilevante è quello relativo alle aree dismesse. Del resto, non è lo stesso principio per il quale invece di costruire la TAV si dovrebbe prima potenziare la linea ferroviaria esistente? Ma si sa, questo non genera sufficienti profitti (per quelli che vogliono approfittarsene, non certo per la comunità).