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Mettete dei fiori nei vostri motori? Se questi sono i Nobel...

Lunedì 24 Ottobre 2011, 10:16 in Impatto ambientale, Tecnologia e ambiente, Trasporti, grandi progetti di

flowers engine.jpg Metteremo dei fiori nei nostri serbatoi, titola poeticamente Repubblica per commentare il saggio scritto dal fisico Robert Laughlin (premio Nobel 1998 per l' effetto Hall quantistico frazionario) che preconizza un futuro a base di motori a combustione interna e biofuel.

La biomassa per il serbatoio non dovrebbe essere coltivata sui terreni agricoli (bontà sua), ma nei deserti (con che acqua?) o negli oceani (rubando le alghe alla catena alimentare dei pesci).

Il Wall Street Journal ci dice qualcosa in più della striminzita intervista di Repubblica, facendoci sapere che per il Nostro, "le attuali osservazioni meteorologiche mostrano pochi segni del Global warming" e che "la fine della combustione del carbonio è lontana nel futuro, circa dieci generazioni, per cui è irrilevante per i problemi energetici di oggi". La versione inglese di Wikipedia ci riporta un'altra perla: inutile agitarsi perché è impossibile cambiare il futuro.

Sono letteralmente esterrefatto che un fisico premio Nobel faccia affermazioni con questa leggerezza: se è uno scienziato, dovrebbe sapere benissimo che la concentrazione di CO2 in atmosfera raggiunge oggi livelli mai visti negli ultimi 800 mila anni e che il picco del petrolio non riguarda il suo esaurimento, ma la sua progressiva minore disponibilità, per cui, visto che stiamo navigando dalle aprti del picco, è un problema del prossimo decennio e non del prossimo secolo.

Laughlin ci parla dei prossimi due secoli e continua a pensare alla combustione interna? Filiere lunghissime dalle ipotetiche coltivazioni oceaniche e desertiche fino ai nostri serbatoi, per buttare via i 2/3 dell'energia sotto forma di calore? Perchè non si parla di auto elettriche e pensiline fotovoltaiche sotto casa?


 

Vi regalo l'ultima perla, sempre dall'intervista di Repubblica.

«Sul nostro pianeta le piante hanno sequestrato CO2 dall'aria per milioni di anni. In quest'attività loro sono professionisti, noi siamo dilettanti. Perciò non ho dubbi: la risposta sarà l'agricoltura. Quando sarà finito l'ultimo giacimento di energia fossile, la nuova fonte sarà l'agricoltura, non qualche tecnologia da inventare.»

Qui leggo due assurdità:

  • la prima è che noi, con i pannelli fotovoltaici, abbiamo fatto meglio della natura con rendimenti che oggi possono arrivare al 30-40% rispetto a pochi punti percentuali della fotosintesi;
  • la seconda è che non possiamo aspettare l'esaurimento die giacimenti fossili per inventarci qualcosa.

Se questi sono i Nobel...

Qui un interessante critica alle assurdità climatiche di Laughlin.


8
8 commenti
8
05 Nov 2011
alle 15:38

Piero

A dire il vero il premio Nobel per l'economia nel 2008, Paul Krugman, aveva messo in guardia contro il surriscaldamento del mercato e il potenziale devastante di un eventuale crollo... Poi non tutti i Nobel per l'economia studiano la macroeconomia e il mercato, ma si possono anche occupare di microeconomia, gestione d'impresa, politiche statali e così via.

Lasciatemi dire una cosa: quello dei pannelli fotovoltaici è fumo negli occhi, il solare aiuta a far fronte a certi picchi di richiesta, ma nessuno si chiede da dove la prendiamo l'energia d'inverno, con giornate di 8 ore e con il cielo coperto per 1 giorno ogni 2.

7
01 Nov 2011
alle 18:59

genovesi nicola

SE a obama che tira le bombe gli hanno dato il nobel della pace, giudicate voi sui nobel.

6
27 Ott 2011
alle 08:39

Davide

Forse punta semplicemente a vincere il prossimo IgNobel ...

5
26 Ott 2011
alle 10:00

medo

#3
Caro Mimmo, sono tanti coloro che l'avevano prevista con competenza e quasi con tempismo, anche insospettabili studentelli. Ad esempio io stesso modestamente nel 2001 lasciai l'università per darmi al lavoro (di ripristino "reti sociali" all'interno delle città), mi accorsi che il mondo stava andando verso il Nulla proprio studiando gli swaps ed in particolare i Credit Default Swap... Mi rifiutai di continuare gli studi di economia e finanza perchè prevedevo che il debito dei paesi sviluppati, raggiunti i limiti dello sviluppo, si sarebbe portato via tutto il settore in cui avrei dovuto lavorare, il mio posto di lavoro, etc. E mi diedi alla ri-costruzione di cio' che la finanziarizzazione del mondo ha, più o meno inconsciamente, distrutto: il legame sociale, il buono del vivere in comunità interconnesse, in città, in campagna, sulla Luna...

4
26 Ott 2011
alle 05:36

Marco Pagani

@Mimmo

A questo proposito, ti segnalo l'interessante intervento di Francesco Sylos Labini su Il fatto.

3
25 Ott 2011
alle 23:11

Mimmo

A proposito di Nobel, mi chiedo se ce ne sia stato qualcuno per l'economia , che abbia previsto l'attuale crisi, non dico con 40 anni di aticipo, ma almeno con 4 anni. A me sembra che, a sentir parlare certi professoroni, non si faccia altro che sentir parlare di sviluppo, rilanci, crescite, pil e altre stupidaggini basate sulla crescita infinita. Mia nonna, nel suo dialetto diceva 'studiano e studiano ma non capiscono mai niente'.

 

2
25 Ott 2011
alle 15:17

medo

Chiaramente uno deve essere pagato per sostenere quanto sostenuto dal signor Laughlin. Gli andrebbero ritirati i titoli accademici innanzi all'evidenza di cotanta ignoranza.

1
25 Ott 2011
alle 09:26

giochi divertenti

Essi vivono in un sogno! Il petrolio è già un problema e sempre lo sarà. Io non so come un fisico può dire qualcosa del genere...

Alex

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