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Monti e la bufala del PIL a + 10%: o pazzi, o economisti...

Sabato 21 Gennaio 2012, 12:47 in Manifesto e commenti generali, Sviluppo "insostenibile" di

Monti "crede" (nel senso della fede) che le liberalizzazioni porteranno ricchezza e un PIL al +10% nel giro di qualche anno. Idea doppiamente folle: per il picco del petrolio e per la mancanza di una cultura della ricerca e dell'innovazione.

homeless with newspaper economic.gif Come un oracolo, Mario Monti ha parlato in TV. Ha detto che, grazie alle liberalizzazioni, il PIL potrà crescere anche del 10%. La sua fede liberista non è scalfita minimamente, nè dal picco del petrolio, nè dall'enorme gap scientifico e tecnologico che il bel paese ha accumulato nell'arco di cinquant'anni. Ma d'altra parte, come diceva il buon vecchio Kenneth Boulding già nel lontano '66, «Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all'infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista

Qualche dato relativo alla crescita media del PIL italiano ($ costanti 2000) ci può fare riflettere (fonte Earthtrends e World Bank):

  • anni '60  + 5,7%
  • anni '70  + 3,7%
  • anni '80  + 2,5%
  • anni '90  + 1,6%
  • anni '00  + 0,1%

Come vedete, l'aumento del costo dell'energia e i limiti fisici del pianeta si fanno sentire in modo implacabile sull'economia antropica. Negli ultimi dieci anni il PIL è aumentato del 2,5%. Parlare di 10% equivale più o meno a dire che l'Italia andrà sulla Luna...

Le nostre velleità di superpotenza tecnologica sono finite già agli anni '60 con la fine più o meno drammatica e misteriosa di Olivetti (informatica), Mattei ( petrolio) e Ippolito (nucleare). Da allora, siamo sempre stati a rimorchio e non sarà certo la rimozione di qualche lacciuolo burocratico che farà spuntare come funghi gli Hewlett e i Packard, i Jobs, i Brin e Page. Occorrono anni di investimento nella scuola, nell'università e nella ricerca scientifica, che invece nell'ultimo quindicennio sono stati sistematicamente demoliti dalla stupidità, dall'integralismo e dall'avidità.

A mio modestissimo parere l'unico «"sviluppo"» possibile (si badi bene che prendo la parola con le molle e la virgoletto doppiamente) consiste inprimo luogo nel

  1. promuovere al massimo le fonti energetiche rinnovabili, in cui l'Italia sta raggiungendo un ottimo primato;
  2. portare il riciclo dei materiali post consumo (quelli che una cultura arretrata ancora chiama rifiuti) all' 80% in tutta Italia;
  3. promuovere l'agricoltura e la gastronomia di qualità (in questo nessuno è migliore di noi)
  4. difendere il territorio e il paesaggio per promuovere un turismo sostenibile e di qualità
  5. investire molto in ricerca (ma i risultati si vedranno tra 10 anni)

Mi sa che il buon Monti dovrà leggere un bel po' di libri prima di rientrare a tutti gli effetti sul nostro pianeta...

Link utili:

Decreto liberalizzazioni, Monti:il PIL può aumentare del 10%

John Tackara consiglia 10 letture ecologiste al teocrate Mario Monti

Crescita: 10 letture consigliate per Mario Monti

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21 Gen 2012
alle 15:38

francesco ganz

Concordo in toto, e ciò significa che la spesa pubblica deve esser dirottata dai servizi alla persona agli investimenti in sostenibilità, se vogliamo avere una spesa pubblica fra 10-15 anni....

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