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Naufragio Costa Concordia: siamo alla fine di un'era?

Venerdì 27 Gennaio 2012, 10:07 in Petrolio&Fossili, Sviluppo "insostenibile", Trasporti di

La marcia del progresso nella costruzione delle navi da crociera sembra inarrestabile. Eppure, anche il varo delle nuove navi segue la legge di Hubbert, visto che il picco è avvenuto nel 2004. I dati 2011 confermano la tendenza al declino.

Picco navi crociera.jpg

Il naufragio della Costa Concordia potrebbe diventare emblematico della fine di un'era (come lo fu quello del Titanic per la belle époque); un po' più di un anno fa ho scritto il post Il picco delle navi da crociera, ipotizzando che contrariamente alle apparenze di grandeur, l'era delle grandi navi da crociera stava volgendo al termine.

Il grafico qui sopra (aggiornato con i dati del 2011, fonte Wikipedia), conferma che il picco delle navi è avvenuto nel 2004 e che la tendenza al declino attualmente non si è invertita: lo scorso anno sono state varate solo 6 navi rispetto alle 23 del 2004, con una stazza complessiva di mezzo milione di tonnellate (rispetto al milione virgola quattro del picco).

Negli utlimi 20 anni, le navi da crociera hanno in media quadruplicato la loro stazza (da 20 a 80 mila t),  diventando sempre più grandi, lussuose ed energivore. Questo è il risultato della "corsa agli armamenti" tra le varie compagnie navali.

Purtroppo si tratta di una corsa verso l'insostenibilità, perchè con i costi crescenti dell'energia la strategia igliore sarebbe di avere navi più piccole e più risparmiose. Invece il dinosauro del mare Oasis of the Seas, 225000 tonnellate, consuma 27 000 litri di gasolio all'ora, cioè 750 000 barili all'anno (con una velcoità di crociera di 42 km/h e 12 ore di navigazione).

Prima o poi, il prezzo del gasolio, renderà inabbordabile il costo di una crociera su una nave così vorace, per cui le navi più grandi saranno anche le prime ad estinguersi.

Link utili

Il picco delle navi da crociera

Naufragio Costa Concordia: stranieri, e al nero, sulle navi da crociera?

L'addio ai mari delle politiche ambientali italiane

9
9 commenti
9
30 Gen 2012
alle 17:28

gu

p.s. il fatto del calo della costruzione di navi da crociera non indica il declino del settore delle crocere con le grandi navi, semplicemente indica che l'offerta attuale è in grado di coprire la domanda.

8
30 Gen 2012
alle 17:25

gu

il fatto di farle più grandi è legato ovviamente al fatto di avere più persone su cui spargere il costo del viaggio e anche a un discorso di stabilità: più una nave è massiccia meno risente delle condizioni del mare (entro ovvi limiti) e quindi da maggiore comfort di viaggio assicurando alla compagnia di avere una nave che accontenterà i turisti anche in caso di mare mosso

7
28 Gen 2012
alle 15:47

Marco Pagani

@ fausto

E' vero, ma le velocità sono funzionali al fatto di raggiungere un certo numero di porti da cui si possano fare un certo numero di escursioni. Andando più lentamente le destinazioni sarebbero di meno e meno interessanti. E' pur sempre un "mordi e fuggi".

Concordo con i limiti di velocità, anche se è un'idea non facile da far digerire ad una civiltà che ha fatto della velocità la sua metafora.

6
28 Gen 2012
alle 12:57

fausto

Io non capisco i 42 km/h di velocità di crociera: ma se ci vai per rilassarti mi spieghi a cosa ti serve percorrere 1000 km al giorno? Se ne fai 500 non ti diverti?!?! Ma allora perché non 2000 km a giornata con un missile al posto dell'elica???

Mi sono abituato a ragionare sull'importanza di imporre limiti velocità ai camionisti per ridurre la loro dipendenza dal gasolio (sostituito dal lavoro extra degli autisti); ma evidentemente qualche limite di velocità lo dovremmo imporre anche ad altri mezzi ben più grossi....

5
27 Gen 2012
alle 19:13

francesco ganz

IL post mi sembra ineccepibile; purtroppo anche il nostro modello di pesca non è sostenibile tale e quale, e ben venga il caro carburanti se risparmierà qualche specie ittica dall'estinzione; il pesce è buono e fà bene ma non può e non deve essere un alimento base della dieta di 2-3 miliardi di persone, eccezion fatta forse per gli allevamenti intensivi. ( I cinesi ,con tecniche verticali pare raggiungono un tasso di conversione mangime vegetale carne di 2 a 1 ). Ricordo che l'anno scorso in adriatico c'è stato un calo del pescato da esaurimento delle risorse ittiche del 40 %. Vorrà dire che nei prossimi lustri pescheremo nel mar mediterraneo con piccolissime barche monoequipaggio da 2 a 4 volte meno i livelli di pochi anni fà...Speriamo almeno questo modello su piccola scala sia sostenibile.

4
27 Gen 2012
alle 13:45

Marco Pagani

@ David,

errore corretto, grazie (è che penso sempre in grande...)

@ gigi

è possibile, ma verificare che il consumo/passeggero sia minore nella grande nave (non è detto però, perchè aumento le cazzabubbole energivore), ma in ogi caso il problema è il consumo totale. Navi sempre più grandi costerann sempre di più dal punto di vista energetico. Se il prezzo della crociera sale, è più difficile rimepire la nave, mentre navi più piccole potrebbero rivolgersi ancora per vari decenni alla parte più ricca della popolazione.

3
27 Gen 2012
alle 13:42

iome

@Gigi

In linea di principio + grande => + efficiente

In pratica è + ifficile da manovrare (le navi da crociera fanno molti scali) e per avere efficenza occorre riempirla di passeggei (sempre + difficile in tempi di crisi)

 

2
27 Gen 2012
alle 12:48

Gigi

Ma non è che il consumo/passeggero risulta migliore nelle navi + grandi?

1
27 Gen 2012
alle 10:46

David Addison

Ciao Marco,

c'è un errore nella stazza della zozzeria Oasis of the Seas, che è di 225 mila tonnellate.

Maurizio

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