Ambienti, scienza e varia umanità
Il presidente Scalfaro, scomparso ieri,ricordava l'importanza dell'art. 9 della Costituzione che tutela il nostro paesaggio naturale. E' nostro dovere non forzare la natura perchè "Dio perdona sempre, l'Uomo qualche volta, la Natura mai."
Oscar Luigi Scalfaro, uno dei non molti novaresi insieme a Guido Cantelli a trovare un posto nella storia d'Italia, viene giustamente ricordato da tutti per la sua difesa della Costituzione. Oggi vorrei ricordarlo anche per la sua attenzione ai problemi dell'ambiente: «Forzare la natura è un fatto assolutamente di danno all'uomo che vive nella natura e vive per il motivo che prende forza e salute dalla natura. I nostri avi, di casi come questo, dicevano: è l'uomo che taglia il ramo su cui è seduto.»
In un intervista del 2008, Scalfaro ricordava il coraggio avuto dai costituenti nell' inserire nell' articolo 9 della Costituzione la tutela del paesaggio. In questo modo il paesaggio naturale e il patrimonio storico sono diventati elementi costitutivi dell'identità italiana, tutelati dalla Repubblica. Aggiungeva poi:
«Solo dopo, ci si rese conto di cosa voleva dire. Dell'importanza di questo principio. In quel principio c'è qualcosa che va oltre la devoluzione della grandissima foresta amazzonica, rispetto alla quale, giustamente, ci chiediamo quali danni si determinano... Quando vediamo la demolizione di strutture di sette-otto-dieci-quindici piani, costruite, senza regole, vicino al mare, togliendo respiro all'uomo, allora comprendiamo la lungimiranza di quell'articolo. Dobbiamo riflettere: quante volte diciamo che il buco nell'ozono o altre gravi ferite inferte alla Terra, sono determinate dall'abuso dell'Uomo?
Ogni qual volta l'uomo calpesta in qualche modo la Natura, la Natura ferita risponde. Non posso dimenticare una frase che mi colpì da giovane e che ho sempre portato con me "Dio perdona sempre, l'Uomo qualche volta, la Natura mai". Anche per uno come me, analfabeta in queste materie, non è difficile pensare che l'armonia della natura non è solo ciò che vediamo. È l'intero Creato di cui conosciamo tanto, ma pur sempre solo una parte. Ecco allora che non dobbiamo meravigliarci di certe reazioni, come gli spostamenti completi di clima.»
Sono parole interessanti da parte di un uomo che si dichiarava analfabeta in queste materie. Spero che tanti altri analfabeti possano condividere la stessa sensibilità.
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A prescindere dall'ovvio e umano cordoglio, mi sembri un po' troppo indulgente, se posso.
Non ti stai dimenticando un passato fascista, una trattaiva poco chiara sul 41bis, una serie di scandalini scandaletti scandaloni?
Cio' detto, pace all'anima sua; la pietà cristiana e il cordoglio devono sempre superare colpe, peccati e divisioni. Cordoglio per la persona pero'... non riabilitazione del politico.
alle 19:09
Marco Pagani
Dal punto di vista della storia d'Italia, i contributi importanti di Scalfaro sono stati, a mio parere, l'aver reso possibile il maxi processo di Falcone (negli anni '80 era ministro dell'Interno, con Martinazzoli alla giustizia) e aver fatto rispettare la Costituzione da Presidente nei difficili anni di tangentopoli e del primo governo Berlu e da ex Presidente con la sua costante testimonianza che ha portato alla vittora del referendum del 2006.
Per il resto, non sono convinto di quanto scrivi. Scalfaro non è mai stato fascista, se non per il giuramento di prassi del '43, quando entrò in magistratura. Scalfaro non era al governo ai tempi della trattiva di Conso sul 41 bis. Per il resto, credo che sia stato il democristiano meno implicato in scandali nella poco esemplare storia della DC. Non ho mai votato per lui quand'era candidato alla Camera anche se era nel mio collegio elettorale, ma questo non toglie nulla alle cose positive che ha fatto.
Avrebbe potuto terminare la sua carriera politica come uno dei tanti notabili che ci sono stati in questo paese, ma la sua fedeltà alla Costituzione e la sua estraneità alla corruzione gli hanno permesso di recitare ben altro ruolo.