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Sciopero autotrasportatori: l'insostenibile filiera lunga

Lunedì 23 Gennaio 2012, 16:46 in Sviluppo "insostenibile", Trasporti di

I TIR scioperano per i costi del gasolio e delle autostrade.In realtà protestano contro l'insostenibilità di un modello di trasporto ipertrofico ed energivoro.Il picco del petrolio renderà sempre più onerosa la filiera lunga.Pensiamoci per tempo

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Gli autotrasportatori stanno bloccando l'Italia; protestano contro il caro-gasolio e il caro-autostrada. E' come se protestassero contro la nebbia, il freddo, il caldo o le zanzare, cioè  protestano contro leggi di natura o contro l'insostenibilità della loro attività.

La filiera lunga del trasporto è evidentemente insostenibile.

Infatti dipende pesantemente dai combustibili fossili per il gasolio, gli pneumatici, la plastica, la costruzione e la manutenzione delle strade ecc.L'ho spiegato in questo post di oltre 4 anni fa (Lo sciopero dei TIR. I camionisti vogliono la luna) che però mantiene tutta la sua attualità

Se sale il prezzo del petrolio, trasportare costa sempre di più ed è sempre meno conveniente. Ergo il trasporto su lunga distanza diventa un attività "bocciata" dal mercato. Perchè dovremmo tenerla in vita artificialmente con sussidi della collettività? Non dimentichiamo che l'aumento di lunga tendenza del prezzo del greggio non è legato a congiunture, speculatori o complotti, ma all'inesorabile avanzata del picco del petrolio.

Sia chiaro, non sto facendo un post contro i camionisti, ma contro un meccanismo di sviluppo sempre più inutile, insensato ed energivoro. I camionisti stanno già usufruendo di un' ottima rete di strade, costruite a spese della collettività, per cui pagano assai meno di quanto "rompono", in termini di usura dell'asfalto, inquinamento e incidenti. In realtà quindi i pedaggi autostradali per i TIR costrano ancora troppo poco!

Poichè hanno un forte potere contrattuale, i camionisti,a differenza di altre categorie più deboli, verranno ascoltati, ma sarà sempre più difficile fare fronte alle loro richieste.

Un consiglio agli autotrasportatori: iniziate a b, riducendo il raggio dei vostri trasporti, in modo da consumare meno e non usare autostrade. Non ci si riesce in un giorno, ma nel giro di qualche anno non è impossibile.

Link utili

Lo sciopero dei TIR. i camionisti volgiono la luna

Sciopero dei TIR? Pasate alla filiera corta!

Sciopero TIR, traffico impazzito in tutta Italia

Blocco TIR, è caos sulle strade di tutta Italia

7
7 commenti
7
24 Gen 2012
alle 19:18

Marco Pagani

Grazie Terenzio del commento.

Naturalmente in questo blog non ho mai usato la parola autarchia, visto che richiama tristi memorie ed è assolutamente senza senso. La filiera corta non è solo una uqestione di km, ma anche di rapporto diretto tra produttori e consumatori.

Nemmeno io so quanto sia praticabile nell'immediato la filiera corta, ciò che posso dire è che occorre iniziare a sperimentarla e inventarla ovunque possibile, poi emergeranno soluzioni che oggi non ci immaginiamo.

E' il mercato che genera lo spostamento delle merci su lunga distanza perchè le disomogenità nel mercato del lavoro permettono di delocalizzare le imprese. Se si inizia a ragionare in termini di prezzo trasparente (perchè questo prodotto costa così poco?), forse molti cittadini inizieranno a scegliere prodotti locali.

6
24 Gen 2012
alle 19:06

Terenzio Longobardi

Come ho scritto qualche tempo fa sul blog di aspoitalia, l'autotrasporto privato delle merci in Italia sopravvive solo grazie alle sovvenzioni pubbliche costituite da sconti sulle accise, sull'Irpef e sulla totale detrazione dell'IVA. Si può quindi dire che il settore è parzialmente statalizzato. Ma nemmeno questo basta se il costo dei carburanti continua ad aumentare a causa della dinamica dei prezzi petroliferi e della crisi dei debiti sovrani. La dimensione delle aziende di autotrasporto in Italia è troppo piccola e i costi del carburante incidono pesantemente sui bilanci. E' una caratteristica italiana quella del nanismo aziendale, non solo nell'autotrasporto, e solo aggregazioni societarie consentiranno di raggiungere economie di scala indispensabili per affrontare la crisi. Diversamente assisteremo a una continua falcidie e a rischi seri per la fornitura delle merci nel nostro paese. E poi bisogna decidersi finalmente a recuperare i ritardi accumulati nel trasporto ferroviario (che ha consumi energetici specifici pari a circa un terzo della gomma). Questo però richiede tempo e investimenti. Non capisco però come sia praticabile nell'immediato la proposta di Pagani della filiera corta. Se essa consiste nella richiesta ai camionisti di "ridurre il raggio dei vostri trasporti, in modo da consumare meno e non usare autostrade", mi pare un pò velleitario perchè è il mercato che genera la domanda di spostamento delle merci e non viceversa. Poi bisognerebbe chiarire cosa si intende per filiera lunga e corta. Io sono d'accordo a favorire i mercati e le economie locali, ma ritengo che ipotesi totalmente autarchiche siano scarsamente praticabili e comunque sarà necessario mantenere degli scambi nazionali ed internazionali a livello di Stati limitrofi.  

5
23 Gen 2012
alle 22:04

Mimmo

Il guaio è che qualcuno dovrebbe dirglielo, come stanno le cose.

Se continuano a negarti l'evidenza, a millantare improbabili crescite e a raccontare altre favole, è chiaro che continueranno a pretendere la loro fetta di BAU. 

4
23 Gen 2012
alle 20:17

Paolo Marani

Il picco del petrolio, non è un problema di "prezzo", ma un problema di accessibilità della risorsa. Negarlo sul principio che il prezzo alla pompa è in larga parte composto da accise è tanto stolto come negare che una torta faccia ingrassare perchè in gran parte composta da panna. Le accise non sono eliminabili, perchè sono un introito al quale lo stato non può rinunciare, e di pari passo con l'aumento del costo industriale aumenteranno le accise di conseguenza, anche a percentuale costante. Forse qualcosa si può limare, tipo non pagare l'iva sulle accise 8che sono anch'esse una tassa). Il vero problema però è che i prezzi dei carburanti NON CALERANNO MAI, poichè chi li produce aumenterà il consumo interno a discapito delle esportazioni, e noi praticamente non ne produciamo. C'è poco da fare, il trasporto su gomma ha gli anni contati. 

3
23 Gen 2012
alle 17:48

francesco ganz

...Purtroppo il trasporto su gomma non è sostenibile, è ormai acclarato ; recentemente su ASPO Italia si poneva la necessità di investire sulle strade ferrate compresi i nuovi tram urbani ( nelle città medio grandi)....Però c'è un però : le accise sui carburanti vanno tutte al mantenimento delle reti stradali ?..Ho dei dubbi..E poi perchè sovvenzionare ancora gli autobus, se sono parimenti insostenibili ?...Insomma i camionisti hanno sicuramente torto nel lungo termine, ma nel breve, snellendo la macchina statale, si può accompaganre una graduale riduzione del settore...( E diciamo anche chiaramente che il trasporto pubblico su gomma non è sostenibile, il che equivale a dire che una buona metà dell'italia, quella fatta dei paesini e paesotti arroccati sulle colline, non è più sovvenzionabile ancora da Pantalone : insomma , accompagnare la dismissione del trasporto merci su gomma mi sembra più meritorio ed equo che tenere in piedi i vari autobus e scuolabus, i cui autisti a mio avviso, lavorano sicuramente meno e svolgono un servizio meno essenziale )

2
23 Gen 2012
alle 17:47

Mirko

Non credo sia corretto parlare di picco del petrolio quando su 1.74 di gasolio quando circa 1 euro sono tasse!!!!

1
23 Gen 2012
alle 17:40

ziomaul

Perchè non avendo una rete ferroviaria e di navigazione che potrebbe sostituirla questa è diventata insostituibile!!! Pensate che se si sviluppasse queste reti alternative ci sarebbe un nuovo posto di lavoro per i camionisti.

Ma vogliamo fare un danno agli Agnelli???

Invece chiudiamo gli occhi e andiamo verso il collasso!!! Poi dicono che il berlusconiano Monti è un tecnico!!! No è solo un banchiere e quindi se ne frega.

Ciao

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