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La recessione ci deve fare cercare più giustizia,ma anche più sostenibilità:nei consumi,negli stili di vita,nell'impiego del tempo e nelle attività lavorative.E' un non facile percorso di decrescita dalle merci alla vita,dall'avere all'essere

L'Italia è in recessione, ormai nessuno lo nega: le previsioni del 2012 danno un -1,8% per il PIL (1) e un -8% per l'occupazione (2). Di fronte a questi dati tristi è forte l'esigenza di giustizia: paghi chi è privilegiato e non ha mai pagato! (E forse si inizia finalmente a fare qualcosa). Se fare giustizia è sacrosanto, è ugualmente importante capire che la crisi non è solo colpa dei "cattivi di Wall Street".
La migliore giustizia sociale auspicabile e immaginabile (anche se al momento lontanissima dall'agenda della politica) non potrà fare tornare il petrolio a 10 $ al barile, perchè il peak oil è una realtà che non dipende dalla redistribuzione della ricchezza.
Se, come è giusto, redistribuissimo la ricchezza, non cambieremmo di una virgola la nostra dipendenza dall'estero per l'energia e il cibo.
E allora la via d'uscita è abbastanza semplice: torniamo a produrre (e risparmiare) energia e cibo, qui, in Italia, localmente, dove viviamo. Investiamo (anche in termini lavorativi (3)) nell'agricoltura non industriale, nelle energie rinnovabili e nel risparmio energetico: si tratta di attività abbastanza al riparo della crisi, proprio perchè orientate verso la sostenibilità.
Torniamo a consumare (e a sprecare) meno energia elettrica, riscaldamento, cibo, tempo (vedi lavorare meno, vivere di più).
Diamo più importanza alle persone e alle esperienze che alle cose, o come diceva ai bei tempi Erich Fromm, passiamo dalla modalità dell'avere a quella dell'essere.
E' una strada di decrescita: non è un generico appello all'ascetismo, ma l'invito a far tornare le nostre vite obese al loro peso forma. Non dico che sarà facile, felice o indolore, ma non c'è altra via.
(1) Il sole-24 ore
(2) Previsioni Manpower (grafico a p.14)
(3) C'è chi ipotizza (pag 10) che nel 2020 ci saranno in Italia da 200 a 250 mila occupati nel settore delle energie rinnovabili)
Link utili
Acrescita e sinonimo di decrescita e decrescita non significa rinunciare e andare al medioevo!!!
http://energiaemotori.wordpress.com/2012/02/23/pensieri-sulla-decrescita/
Ciao
Sono contrario a chiamare le cose con un termine diverso da quello che suggerisce la realtà. Il nostro livello di consumo delle risorse è INSOSTENIBILE, quindi una a-crescita non sarà mai sufficiente, poichè già ora la domanda è più alta dell'offerta, e in una situazione post-picco resta solo una via... DECRESCERE.
Ora, ci sono molti modi per farlo, una caduta rovinosa, un collasso, oppure una transizione il più possibile morbida verso qualcosa che si avvicini alla sostenibilità per le generazioni future. Io mi auspico questa ultima ipotesi.
Anche i romani, attorno al 500dc, forse si auspicavano una "decrescita controllata", ma haimè per loro non è stato così, cerchiamo di non fare la stessa fine.
Giusto quello che scrive Marco Pagani! ma anche ant48!
Io da tempo uso la parola acrescita che è più giusta!!!
Però anche lo Stato dovrebbe fare la sua parte! E' finito il tempo delle vacche grasse che potevano ingrassare gli evasori fiscali e malandrini vari e "imprenditori" che campavano su aiuti di Stato.
Ciao
Pienamente d'accordo con quanto afferma Marco Pagani. Se mai mi verrebbe da obiettare su "è una strada di decrescita": a me sembra l'opposto, di crescita si tratta, e grande, se uno riesce ad attuare anche solo parte dei suggerimenti. Ma forse poi si farebbe confusione usando la stessa parola per due concetti opposti. Meglio parlare di decrescita e mostrare che è un fatto positivo, niente a che fare con la "recessione"
alle 04:34
giovanni jalla
La decrescita mi sembra fondamentale per una qualsiasi ipotesi di futuro.
Mi sembra però che vada integrata con una teoria critica sul perché la nostra specie sia giunta a tanto disequilibrio.