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Sprechi alimentari: una risoluzione del parlamento europeo

Lunedì 20 Febbraio 2012, 10:34 in Alimentazione, Buone notizie dal mondo di

Il parlamento europeo ha approvato una risoluzione per combattere gli sprechi alimentari e migliorare l'efficienza della filiera alimentare. E' un ottimo inizio per tornare a comprendere "cosa significa un pezzo di pane". (Pasolini)

Spreco alimentare.jpg

 

Sabato a Bologna è stata presentata la Risoluzione del Parlamento Europeo su Come evitare lo spreco di alimenti: strategie per migliorare l'efficienza della catena alimentare nell'UE, approvata il 19 gennaio scorso. Relatore del testo della Risoluzione è stato l'europarlamentare italiano Salvatore Caronna, che si è ampiamente ispirato al lavoro condotto in questi anni da Last Minute Market contro gli sprechi alimentari.

Si tratta di un'iniziativa di grande importanza, perchè per la prima volta il parlamento dell'Unione affronta lo spreco degli sprechi e riconosce che

«ogni anno in Europa una crescente quantità di cibo sano e commestibile - secondo alcune stime fino al 50% - si perde lungo tutti gli anelli della catena agroalimentare, talora anche fino al consumatore, trasformandosi in rifiuti;»

Si parla anche del grande impatto ambientale che ha la produzione del cibo, e a maggior ragione del suo spreco:

«in base a recenti studi, per produrre un chilogrammo di cibo si immettono nell'aria in media 4,5 kg di CO2; che in Europa circa 89 Mt di cibo sprecato producono 170 Mt di CO2 eq/anno - ripartite tra industria alimentare (59 Mt di CO2 eq/anno), consumo domestico (78 Mt CO2 eq/anno), altro (33 Mt CO2 eq/anno); la produzione del 30% di cibo che poi non viene consumato comporta l'utilizzo del 50% in più di risorse idriche per l'irrigazione e per produrre un kg di carne bovina si utilizzano dalle 5 alle 10 tonnellate di acqua.»

Finalmente l'europarlamento punta il dito contro una delle principali cause dello spreco: la sovraproduzione (punto n.4); ma di questo parlerò in un altro post.

Cosa fare per ridurre ed eliminare lo spreco? Tra le altre cose, a Strasburgo puntano

  • sul recupero del cibo a favore dei più poveri (punto 13 e 22) che nell'Unione sono almeno 79 milioni,
  • sulla modifica dei regolamenti che stabiliscono forma e dimensione di frutti e ortaggi che sono alla base di molti scarti inutili (n.18),
  • sulle vendite scontate dei prodotti in scadenza (n.30);
  • sulla valorizzazione della produzione su piccola/media scala e sulla filiera corta (n.33). Quest'ultimo punto è probabilmente il più importante e ne riparlerò prossimamente.

Ridurre lo spreco è anche un fatto culturale, significa cercare di ricomprendere il valore nutritivo, gustativo, simbolico, conviviale del cibo, che non può essere banalmente ridotto ad una merce qualsiasi, ovvero significa sapere, come dice Pasolini nella bellissima poesia La recessione, "cosa significa un pezzo di pane".

Link utili

Lo spreco di cibo: una storia

Sprechi alimentari: un terzo del cibo finisce direttamente nella spazzatura

Crisi economica e consumi alimentari: evitare gli sprechi

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2 commenti
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21 Feb 2012
alle 23:16

Marco Pagani

Capisco e condivido totalmente la rabbia contro i banchieri e la finanza che governa il mondo, ma qui si sta parlando dello spreco di cibo in tutta Europa e dei modi per ridurlo. Quello che accade in Grecia grida vendetta, ma riguarda la mancanza di democrazia, non la sovraproduzione di cibo.

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21 Feb 2012
alle 17:43

barbara

ah dall'Unione dei Banchieri Europei ? oh sì si stanno prodigando molto contro lo spreco del cibo, ai greci lo hanno già tolto, bimbi che svengono a scuola per denutrizione e abbandono di bambini in aumento.Ora tocca ai portoghesi, spagnoli ed italiani ad essere "virtuosi".

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