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Secondo il nuovo rapporto FAI/WWF, il consumo di suolo fertile in Italia è proceduto al ritmo di 75 ettari al giorno negli ultimi 60 anni. E' una valutazione ottimistica. E' ora di dire basta! La terra agricola va protetta e perennizzata.
Il FAI e il WWF hanno finalmente preso sul serio il problema del consumo di suolo, pubblicando un rapporto piuttosto esaustivo che ha trovato anche una certo eco nei media. Con la collaborazione di varie università hanno stimato per l'Italia una superficie urbanizzata di 17700 km², con un consumo medio di suolo di 75 ettari al giorno negli ultimi 60 anni. Peccato che a mio parere si tratti di una stima ottimistica.
Lo studio ha infatti preso in considerazione 11 regioni italiane in cui il consumo di suolo è passato da 1800 km² a 7800 km² con un incremento di 6000 km², pari a circa 116 km²/anno, ovvero 32 ha/giorno. La cifra di 75 ha /giorno è stata ottenuta facendo la proporzione rispetto alla superficie dell'Italia e delle 11 regioni (moltiplicatore 2,26=301340/132950).
Se si fa la proporzione considerando la popolazione (ipotesi più sensata), si ottengono invece 85 ha/giorno (moltiplicatore 2,68=56978000/21264000).
Ma anche questa è una sottostima, visto che l'analisi non ha preso in considerazione Lombardia, Veneto e Piemonte, che contribuiscono al PIL italiano (quindi anche alla cementificazione) per il 34%.
In ogni caso il rapporto è estremamente completo e interessante e dà il giusto spazio al problema della devastazione del suolo agricolo, non solo per cementificazione, ma anche per perdita di sostanza organica, erosione, salinizzazione, contaminazione e desertificazione
E inoltre assolutamente condivisibile la conclusione del rapporto:
«Data la lentezza, se non l'inerzia, con cui si sta procedendo alla pianificazione a larga scala e considerato che i Piani Regolatori Generali (PRG) costituiscono oggi strumenti facilmente eludibili, WWF e FAI ritengono sia necessario, mediante una norma nazionale concertata con le Regioni, avviare una moratoria rispetto al nuovo edificato in attesa della redazione degli strumenti di riferimento e in particolare della pianificazione paesistica ai sensi del nuovo Codice.»
Link utili
Domenico Finiguerra personaggio ambiente 2011: era ora!
alle 11:38
stefano
dalle mie parti (Firenze) chi ha costruito negli ultimi anni non ha venduto o ha realizzato a prezzi inferiori..d'altronde non esiste più un vero e proprio mercato immobiliare ma esiste solo un surrogato con qualche blanda transazione sporadica.
La gente non può permettersi di acquistare bilocali di periferia in classe 'G' a 5000 euro al metro quadrato e contemporaneamente gli affitti hanno avuto un bell'incremento (dovuto anche all'aumento della tassazione sulla seconda casa), tant'è vero che la situazione nella mia città è sostanzialmente drammatica con (se ho letto bene il dato) 80 sfratti medi al giorno..cioè ipotetiche 25000 famiglie all'anno!
quindi, da un lato non si vende (ma si tenta comunque di costruire), dall'altro non si affitta più con facilità e chi è in affitto trova sempre più difficoltà nei pagamenti mensili (grazie anche ad affitti ultra-pompati rispetto al valore reale dell'immobile..)..la soluzione credo sia solo una..il collasso di quel settore..
grazie per il post (alcuni link erano a me sconosciuti)