Ambienti, scienza e varia umanità
Secondo un recente studio epidemiologico, i pesticidi possono aumentare il rischio di sviluppare l'asma, esacerbare asma preesistente e scatenare attacchi asmatici acuti. Perchè dobbiamo sopportare ancora questi veleni?
Per qualche strano effetto della pubblicità occulta, abbiamo ormai fatto l'abitudine all'idea che innumerevoli veleni vengano sparsi sui campi dove si coltiva il nostro cibo. Gli avvelenatori contano sul fatto che le sostanze chimiche vengono disperse e diluite oppure si decompongono prima che i vegetali arrivino a maturazione.
Eppure gli effetti dei pesticidi sulla salute sono ben documentati.
Un recente studio dell'università di Granada ha effettuato una rassegna degli effetti dei pesticidi sull'asma. Le conclusioni son piuttosto nette: l'esposizione a bassi livelli di pesticida «può danneggiare la mucosa bronchiale, rendendo le vie aeree sensibili agli allergeni... i pesticidi possono aumentare il rischio di sviluppare l'asma, esacerbare una precedente ocndizione asmatica, oppure scatenare un attacco asmatico aumentando l'iper risposta bronchiale.»
Il problema riguarda soprattutto gli agricoltori e chi vive nelle zone rurali (che quindi non sono necessariamente meno inquinate delle città); tuttavia molti pesticidi vengono anche usati per i giardini urbani privati e per la cura del verde pubblico, scuole comprese, oltre ai campi sportivi.
I pesticidi sono un residuato bellico (lo sapevate che sono stati i nazisti a sviluppare gli organofosfati come arma chimica?), non danno alcun vantaggio al cittadino, sono inutili (come dimostra l'agricoltura biologica) e servono solo atutelare gli interessi dei grandi gruppi chimici e dei grandi proprietari di monocolture.
Quindi, basta.
Link utili
Meno allergie con i cibi biologici
Non vorrei polemizzare sui termini, ma "inutile" è diverso da "non necessario".
Per scavare una buca sulla spiaggia non è necessaria una pala, bastano le mani. Ma una pala è utile, faccio prima e non mi scheggio le unghie. 20 anni fa pochi avevano internet e telefonino. Non sono necessari, visto che ne abbiamo fatto a meno fino ad allora e che ne fa a meno gran parte dell'umanitá, ma non sono inutili! Lo stesso per la macchina, i pesticidi, le sedie e i parrucchieri. Quasi tutto quello che abbiamo non è necessario, ma la maggior parte è utile, per questo lo abbiamo comprato!
"Inutile= non necessario." Allora il problema è l'italiano!
Io sono assolutamente d'accordo per defosilizzare la nostra economia (compresa l'agricoltura)
Ma non sarà né facile né indolore.
Equivale a costringere gli automobilisti alla bicicletta.... E dirgli che l'auto è inutile!
Questo modo di dipingere di rosa i problemi è falso, e pericoso.
Tanta gente sostiene il proprio stile di vita giustificandosi che tanto in futuro avremo SUV elettrici alimentati con energia da pannelli FV e che la tecnologia (=babbo Natale) risolveranno i nostri problemi.
Noi tecnici sappiamo che ci sono dei limiti, con la droga del petrolio abbiamo temporaneamente superato.
Conosco personalmente agricoltori che producono biologico: lo fanno perché ci credono ma gli costa grossi sacrifici. (+ lavoro e - resa)
Se la Terra fosse un paziente in ospedale sarebbe tutt'altro che fuori pericolo: con i 'segni vitali' che si ritrova, verrebbe anzi indirizzata in terapia intensiva. A mettere in fila tutti i dati piu' preoccupanti sul Pianeta, a partire dall'aumento dei consumi, e' il Worldwatch institute, che nel suo rapporto 'Vital Signs', che anticipa alcuni trend del piu' 'corposo' 'State of The World' in uscita a meta' aprile, sottolinea come a preoccupare sia soprattutto la crescente domanda di carne e petrolio, ormai a livelli record.
"L'aumento dei consumi di risorse è sotto gli occhi di tutti - spiega il presidente di Worldwatch, Robert Engelman - ma questo trend non può durare ancora per molto".
http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/natura/2012/03/27/visualizza_new.html_157766715.html
Marco,
Quanto petrolio 'assorbe' oggi l'agricoltura a livello mondiale: fertilizzanti + pesticidi + carburanti?
@ Guido
«Poche persone sono disposte a pagare di più per quello che mangiano.» Questo è il problema. Si spendono soldi per cazzabubbole di ogni genere e poi si fa economia sul bene più importante il cibo, che non si indossa e non arreda, ma diventa parte di noi.
I prodotti biologici sono gli unici a non avere soffertto dalla crisi, proprio perchè acquistati da cittadini consapevoli che non seguono le mode. I pesticidi, come dice giustamente Simone, sono insostenibili, in quanto di origine petrolchimica, e in più c'è un'evidenza crescente del loro norme danno alla salute.
Inutile= non necessario. Gran parte dell'umanità ne fa a meno e ne possiamo fare a meno anche noi.
C'è poi la questione della terra. Con i consumi e le rese attuali, in Italia non c'è abbastanza terra "buona" per cui importiamo cibo dall'estero. La Terra italiana attuale (quindi non ulteriormente cementificata), potrebbe bastare riducendo i consumi di prodotti animali e soprattutto riducendo lo spreco.
David: speriamo non mi scopra la prof di italiano!
Sono d'accordo che quando non saranno più utili sará tardi. Anche per questo il futuro bio non sará roseo.
Guido: "Il futuro sará bio, ma non sará una buona notizia!" non sarà una buona notizia ma è LA notizia, così come lo è il fatto che sarebbe meglio scrivere in italiano, ad esempio "tu stesso" anziché "te stesso".
"solo quando i prezzi dei derivati del petrolio supereranno i vantaggi economici del loro utilizzo": a quel punto sarà evidentemente troppo tardi.
L'ultima cosa sull'importanza o meno delle rese.
Te stesso fai notare che la terra in Italia non basterebbe per sfamarci. Nemmeno con una dieta povera di carne. Figuriamoci se rinunciamo pure al 30% di resa in più che ci fornisce la chimica! Il futuro sará bio, ma non sará una buona notizia! :)
Marco non facciamo confusione tra necessario e utile. Tu dici che sono inutili, e non è vero, infatti vengono usati. Sul fatto che non siano indispensabili posso essere d'accordo, ma a che prezzo? Una delle basi della nostra societá é l'abbondanza di cibo a basso costo. Non avendo il problema di mangiare possiamo dedicarci ad altre cose più "futili". Sono d'accordo che nel futuro l'agricoltura virerá giocoforza verso metodi più biologici, ma solo quando i prezzi dei derivati del petrolio supereranno i vantaggi economici del loro utilizzo. A quel punto potremo dire sono inutili. E quanto al prezzo "accettabile" dei prodotti biologici, è una tua idea. Il fatto che siano un prodotto di nicchia (anche se in crescita) confuta quello che dici. Poche persone sono disposte a pagare di più per quello che mangiano.
Ad ogni modo, Guido, maur... l'agricoltura fossile è insostenibile; quindi mettetevi il cuore in pace.
@ Guido
Il fatto che persone acculturate ritengono i pesticidi necessari dimostra quanto è profonda la colonizzazione dell'immaginario, ahimè. Bisogna farne di strada per arrivare a capire cos'è la sostenibilità e quali sono le cose di cui possiamo trnaquilliamente fare a meno.
Le aziende petrolchimiche hanno trovato un ottimo mercato nel campo dei pesticidi. Dove l'agricoltura industriale ha ucciso la biodiversità e imposto la monocoltura, i parassiti e le infezioni si diffondono assai più rapidamente, ecco quindi inventata l'arma chimica, la soluzione finale. Da millenni l'uomo ha convissuto con le specie infestanti. La lotta biologica (vedi il mio vecchio post sui meleti) è stata usata per secoli e viene usata oggi in AB per controllare il proliferare delle altre specie, senza necessariamente sterminarle.
Il mito della resa in agricoltura fa il pari con il mito della crescita in economia. Visto che sprechiamo dal 30% al 50% del cibo, è meglio migliorarne la qualità piuttosto che la quantità.
@ maur
[Ho depurato il post dei termini offensivi] Quando parlo di pesticidi (o OGM o altro) io cito sempre fatti. Quali fatti puoi portare per dimostrare l'utilità dei pesticidi? Le rese dell'agricoltura biologica sono intorno al 75% dell'agricoltura chimica ai pesticidi, ma forniscono cibo vero. Il costo del cibo biologico non è esagerato (almeno, quello che acquisto io attraverso i GAS). Al contrario, se il cibo costa troppo poco, è prodotto con scarsissima attenzione alla qualità e/o "a prezzo di sangue" (cioè sfruttando i lavoratori.
Cosa significa poi che "non è affidabile"? Ho scritto prima che dobbiamo liberarci dal feticcio della resa, visto che il problema dell'agricoltura (almeno nei paesi occidentali) è la sovraproduzione! Non stiamo èarlando di agricoltura medioevale, ma di un'agricoltra sostenibiile che unisca i saperi tradizionali dei contadini alle conoscenza scientifiche del 21° secolo.
Non danno alcun vantaggio al cittadino sono inutili =
(come dimostra l'agricoltura biologica) = Che produce meno costa di più ed è poco affidabile.
Quindi, basta.
--- I pesticidi migliorano la resa e riducono il rischio carestie. I pesticidi non sono tutti uguali. L'agricoltura medioevale poteva sfamare circa il 10% della popolazione attuale. Poi possiamo valutare serenamente i pro i contro e i (tanti) abusi.
Marco, non esageriamo. Inutili non direi, sennò perchè mai gli agricoltori spenderebbero fior di euri per usarli, sono stupidi? I pesticidi eliminano pericolosi concorrenti per il "nostro" cibo, quindi migliorano la resa. I vantaggi sono una produzione maggiore e più stabile. Sono così utili che alcuni sono ammessi anche nella agricoltura biologica! Sicuramente non fanno bene alla salute e vanno usati con tutte le precauzioni del caso, di solito ben riportate in etichetta...
alle 20:16
Simone Martini
Si mantiene la meccanizzazione; se possibile si aumenta la sicurezza nell'approvigionamento dell'acqua con la realizzazione di bacini per la raccolta delle acque piovane; si sostituiscono, gradualmente, i fertilizzanti chimici, i diserbanti e i fitofarmaci con il sovescio, la rotazione delle colture, gli antiparassitari che vengono utilizzati nella produzione del biologico, la biodiversità; si aumenta la produzione vendendo e trasformando anche quei prodotti che oggi vengono lasciati marcire sui campi, che vengono scartati perché non a misura, o perché si ritiene che siano scaduti quando ancora potrebbero essere consumati; si favorisce la filiera corta, la vendita delle eccedenze attraverso mercati non in economia di scala; si riduce il consumo di carne... si adottano politiche, diciamo protezionistiche, che permettano agli agricoltori di vivere del loro lavoro, e non li costringano a chiudere perchè non possiedono decine se non centinaia di Ha di terreno agricolo; si aumenta il riciclo della carta, liberando terreni che altrimenti sarebbero sfruttari a selvicoltura; si contrasta la speculazione fondiaria, gli affitti troppo alti e a breve scadenza per cui può capitare che i terreni restino incolti... magari la nazionalizzazione di una piccola frazione della sup. produttiva... No, io non credo che fertilizzanti chimici, pesticidi e diserbanti dannosi per la salute siano utili, quando il calo delle rese dovuto al non impiego di questi prodotti potrebbero essere compensate da politiche e tecniche di sfruttamento del suolo più intelligenti...