Ambienti, scienza e varia umanità
Se fosse vivo, Pasolini compirebbe 90 anni in questo mese. Questo geniale scrittore aveva già compreso i mali dello sviluppo fin dagli anni '70: lo sviluppo ci ha reso "nevrotici idioti", la recessione può ridarci una "sia pur misera umanità"

Pier Paolo Pasolini, forse il più geniale e discusso scrittore italiano del '900, avrebbe compiuto 90 anni proprio in questo mese, se fosse riuscito a vivere "meno pericolosamente" (1). Chissà cosa avrebbe detto del degrado italiano, lui che già ne vedeva i primi sintomi 40 anni fa. Su una cosa siamo abbastanza sicuri, però, che avrebbe tifato decrescita, visto la sua critica radicale di sviluppo, che emerge così nettamente nel testo che riporto qui sotto.
«Il "modello di sviluppo" è quello voluto dalla società capitalistica che sta per giungere alla massima maturità. Proporre altri modelli di sviluppo, significa accettare tale primo modello di sviluppo. Significa voler migliorarlo, modificarlo, correggerlo. No, non bisogna accettare tale "modello di sviluppo". E non basta neanche rifiutare tale "modello di sviluppo". Bisogna rifiutare lo "sviluppo". Questo sviluppo: perché è uno sviluppo capitalista.»
«Esso parte da principi non solo sbagliati, bensì maledetti. Essi presuppongono trionfanti una società migliore e quindi tutta borghese. I comunisti che accettano questo "sviluppo", considerando il fatto che l'industrializzazione totale e la forma di vita che ne consegue, è irreversibile, sarebbero indubbiamente realisti a collaborarvi, se la diagnosi fosse assolutamente giusta e sicura.
E invece non è detto - e ci sono ormai le prove - che tale "sviluppo" debba continuare come è cominciato. C'è anzi la possibilità di una recessione.
Cinque anni di "sviluppo" hanno reso gli italiani un popolo di nevrotici idioti, cinque anni di miseria possono ricondurli alla loro pur misera umanità. E allora - almeno i comunisti - potranno far tesoro dell'esperienza vissuta: e poiché si dovrà ricominciare da capo con uno "sviluppo", questo "sviluppo" dovrà essere totalmente diverso da quello che è stato.»
P.P.Pasolini, Appunti per una poesia in lappone, La nuova gioventù, Torino 1975, p.241
(1) La morte di Pasolini fa parte dei tanti misteri italiani su cui forse non sapremo mai la verità. E' impressionante che a tutt'oggi non ci sia un vero colpevole, il che induce a pensare che il delitto sia stato commissionato molto, molto in alto. Detto altrimenti, io so chi ha ucciso Pasolini, so chi lo voleva morto, ma non ne ho le prove. Pasolini nacque il 5 marzo 1922, per cui ho bucato il suo compleanno di una settimana, ma d'altra parte non mi sembra che ci sia stato troppo clamore su questa ricorrenza...
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Pier Paolo Pasolini avrebbe compiuto oggi 90 anni
In Olanda ci sono questi medici che vanno in giro a somministrare eutanasia. Propongo di estenderlo a chiunque voglia farsi da parte, sinceramente e con coscienza. Guardandoci attorno "è proprio finita": una massa di demenza immorale ed incolta sta ricoprendo tutto e tutti, il cannibalismo sarà la regola tra manco 30 anni. Questo per restare ottimisti.
alle 19:37
Moreno
Secondo me Pasolini con il termine "sviluppo" intendeva "crescita" (non sono sinonimi).
Lo stesso equivoco che c'è con il titolo del libro "I limiti dello sviluppo (dal libro The Limits to Growth[1] traduzione letterale: I limiti alla crescita).