Prezzo del gasolio: perchè è così caro

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Il prezzo del gasolio da autotrazione dagli 0,5 €/l del 1990 ai quasi 2 €/l di oggi. In questi 20 anni il peso percentuale delle tasse non è aumentato, ma diminuito dal 66% al 52%. Ogni variazione del greggio quindi pesa di più sul prezzo finale

Gasolio prezzo industriale e alla pompa.jpg Il grafico qui sopra mostra l’andamento del prezzo del gasolio, più che triplicato negli ultimi vent’anni (dati UPI).

L’area in grigio è il cosiddetto prezzo industriale, che comprende il costo di estrazione, trasporto, raffinazione e gestione. L ‘area in arancione è la componente fiscale (accisa  + IVA al 21%).

Si sente spesso ripetere che in Italia i carburanti sono cari per colpa delle tasse. Questo è vero solo in parte.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, negli ultimi vent’anni, il peso percentuale delle tasse non è infatti aumentato, ma è diminuito in modo piuttosto significativo, passando dal 66% del 1990 al 50% del 2011.

In altri termini, il prezzo alla pompa oggi subisce di più le variazioni del prezzo del greggio. Se nel 1990 un aumento del prezzo del petrolio del 10% pesava solo per un 3,3% sul prezzo finale, oggi pesa per il 5%.

Il peso delle tasse italiane non è poi il più alto d’Europa. Il primato spetta al Regno Unito con il 57% del prezzo finale, seguito dalla Svezia al 53%. L’Italia è al terzo posto con il 52%.

Sarebbe inoltre intreressante capire quali inefficienze fanno sì che il prezzo industriale italiano (0,8 €/l) sia significativamente più alto che in Francia e UK (0,73 €/l) e in Germania (0,74 €/l).

In ogni caso, se il vostro lavoro comprende in modo più o meno pesante il consumo di gasolio, dovreste seriamente iniziare a pensare a riorientare la vostra vita in modo fare meno km nel vostro futuro.

Link utili

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