Sperimentazione animale: sofferenze sempre più inutili

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La sperimentazione clinica sugli animali, risulta sempre meno utile. Il 92% dei farmaci innocui sugli animali poi non lo sono per l'uomo. I topi, usati nell'80% dei test, sono sedentari e sovrappeso e falsano tutti i risultati

Topo da sperimentazione in laboratorio.jpg

L’associazione Equivita critica da tempo l’utilità della sperimentazione animale nella ricerca biomedica, che coinvolge ogni anno in Europa circa  12 milioni di animali, per l’80% topi e ratti. Il comunicato Equivita cita alcuni dati piuttosto inquietanti:

  • il 92% dei farmaci studiati, risultati innocui sugli animali, vengono scartati nelle prove cliniche su umani
  • la coincidenza tra le reazioni degli animali e dell’uomo si situa tra il 5% e il 25%
  • le risposte degli stessi test di laboratorio su topi e ratti differiscono per il 60%
  • le malattie iatrogene (cioè indotte dai farmaci) sono al 4° posto tra le cause di morte in Europa… i farmaci non sono poi così sicuri.

Proprio questa settimana, Internazionale solleva sulla sperimentazione animale dubbi ancora più inquietanti.

Secondo Mark Mattson, direttore del National Insitute of Aging, USA, è falsato l’intero paradigma di ricerca sui topi, in quanto questi animali, tenuti nei laboratori in gabbie sovraffollate sono sedentari e sovrappeso (hanno cibo a volontà, perchè così costa meno accudirli), quindi danno risposte false ai test farmaceutici. Ci sono a questo proposito due esempi molto significativi.

Il primo riguarda la sperimentazione di un farmaco per limitare i danni dell’ictus, che dopo costosi esperimenti mostrò successo su topi e ratti, ma nessun beneficio per l’uomo. Quando Mattson “mise a dieta” i topi prima di somministrare il farmaco, vide che era inefficace anche sui topi!

L’altro esempio è retrospettivo e riguarda la pirazinamide, uno dei più importanti farmaci usati per la cura della TBC, in uso da circa 40 anni. Se forsse stato scoperto nel 2011 non sarebbe mai arrivato negli ospedali, perchè non in vitro non fa nulla e ha effetti debolissimi sui topi.

Le sofferenze animali, giustificate in nome del “progresso scientifico”, sono quindi sempre meno giustificabili. E’ ora di avviare un paradigma sperimentale diverso,  abbandonando le vecchie credenze tolemaiche e aristoteliche.

Link utili

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