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Amazzonia: 70% di deforestazione causato dalla carne, è anche colpa nostra

Venerdì 13 Aprile 2012, 14:03 in Impatto ambientale, prodotti e consumi di

Il 18% della foresta amazzonica brasiliana (747000 km²) è stato distrutto negli ultimi 40 anni. Il 70% dell'area è occupata da pascolo per bovini che vengono esportati soprattutto nei paesi ricchi

Importazione carni bovine dal Brasile.jpg

In Brasile tra il 1970 e il 2011 sono scomparsi 747000 km² di foresta amazzonica, pari a oltre il 18%. Il 70% del territorio deforestato è stato occupato da pascoli bovini, moltiplicando per 5 la produzione brasiliana di carne (da 1,8 a 9 milioni di t).

I 3/4 di questa carne vengono consumati localmente dalla quota più ricca della popolazione (1), ma 1/4 viene esportato.

Anche l'Italia fa la sua parte nella deforestazione: come si può vedere nel grafico in alto, tra il 1997 e il 2007, prima della crisi, le importazioni sono passate da 10000 a 50000 tonnellate. Sono poi crollate nel 2008, per assestarsi oggi sulle 20000 t.

Tenendo conto che in Amazzonia ci sono in media 80 capi per km² di pascolo (2) e assumendo una resa di 230 kg per capo (dati FAOSTAT), ogni aumento di importazione di 1000 t equivale al taglio di circa 53 km² di foresta. Prima della crisi, il nostro contributo diretto (3) alla deforestazione era quindi pari a 2700 km² in meno di foresta.

Se gli alberi dell'amazzonia potessero parlare, direbbero probabilmente: meno male che è arrivata la crisi...

(1) Contrariamente a quanto si potrebbe pensare il consumo medio pro capite di carne Bovina in Brazile (FAOSTAT) è elevatissimo, ben 33 kg/anno (in Italia è di 24 kg/anno), consumo in buona parte riservato alle classi più ricche, visto che il 40% più povero della popolazione genera poco più del 20% del reddito e il 20% dei brasiliani vive con meno di 2 $ al giorno

(2) Secondo Greenpeace, tra il 1996 e il 2006 l'area a pascolo è cresciuta di 320 mila km², su cui si sono installati 26 milioni di capi

(3) Esiste anche il notevole contributo indiretto dovuto alla coltivazione di soia, di cui parlerò in un altro post

Link utili

Amazzonia, dopo le foreste ci stiamo giocando i fiumi

Deforestazione in Amazzonia: il 17% è stato distrutto

Il WWF denuncia i costi ambientali delle materie prime

7
7 commenti
7
20 Apr 2012
alle 15:31

Claudio Costa

Come al solito fai calcolini della serva e giungi a conclusioni errate.

L apremessa è che se auemnta la richiesta di cibo auemnta la richiesta di terreni colativi. L adeforestazione ha questo meccanismo ma c'è comunque anche in Africa e Asia perchè conviene economicamente non perchp servono i pascoli ad es in Indonesia tagliano e poi piantano palme da olio in Africa tagliano e poi abbandonano.

Poi se in Italia aumenta l'importazione dal Brasile di carne questo non fa aumentare automaticamente la deforestazione perchè contemporaneamente all'aumento di importazione cala la produzione interna italiana di carne. Come saprai tutta la UE è fortemente sovrappopolata importiamo più del 60% del nostro fabbisogno di pordotti agricoli, quindi pordurre meno carne in Italia significa importare meno mais e meno soia dal Barsile in che equivale ad una minor pressione di deforestazione a causa dell'auemnto di fabbisogno di ciboad es mais e soia globale.

Parti sempre dal presupposto sbagliato che produrre carne sia meno conveniente che produrre vegetali in termini di utilizzo di suolo ma questo è sbagliato perchè nei confronti non is tiene conto dello sfruttamento delle emorni produzioni foraggere Ha contro le bassissime produzioni di legumi o di cereali Ha

6
16 Apr 2012
alle 03:10

Guido

Hai ragione sulla resa, avevo preso una cantonata!. Per la degradazione dei pascoli non saprei. Secondo me (ma è una opinione senza fondamento) dopo il disboscamento gli conviene coltivare soia che è più redditizio. Magari dopo un paio di anni, quando il suolo si è impoverito, impiantano un pascolo. Che non verrá bello rigoglioso come potrebbe...

5
14 Apr 2012
alle 08:49

Marco Pagani

@ vadee

Grazie per la precisazione; in effetti i 6 maggiori importatori europei (Italia, Francia, Germania,UK, Spagna e Olanda) hanno ridotto le importazioni di 132 kt tra il 2007 e il 2008; le esportazioni brasiliane però sono diminuite molto meno, perchè Cina, Iran, Ucraina e Venezuela hanno accresciuto il loro import di oltre 114 kt. (Tra parentesi, il fatto che un prodotto IGP come la bresaola possa essere prodotto con carni estere mostra l'assurdità del mondo delle certificazioni).

@ guido

Sì, come ho notato nel post, i brasiliani sono più insostenibili degli italiani per il consumo di carne bovina. Questo di solito non si dice, forse perchè non è politically correct :-). 33 kg pro capite sono veramente tanti e sicuramente i poveri brasiliani ne mangiano molta di più dei poveri indiani, anche se dubito che ciò riguardi quel 21% della società brasiliana che vive con meno di 2 $ al giorno.

80 capi/km² è una macro-stima ottenuta dai dati di greenpeace, e andrebbe "confortata" da micro-dati agronomici. E' vero che in Amazzonia piove più che in Argentina, ma bisogna tenere conto anche della degradazione dei pascoli: il suolo tropicale, normalmente protetto dalla foresta, è più soggetto a erosione di quello temperato, per cui è possibile che un singolo pascolo nutra solo poche generazioni di bovini.

Per la stima della resa degli animali sono stato ottimista, perchè i 300 kg considerati riguardano i vitelloni allevati intensivamente in Italia che hanno una massa di circa 600 kg, con una resa complessiva (macellazione + spolpo) che non arriva al 50%. In Brasile, con gli allevamenti intensivi gli animali ingrassano meno e infatti la resa er animale (dati FAOSTAT che ieri non avevo considerato) danno una resa intorno ai 220-230 kg per animale, il che vuol dire aumentare le stime sul consumo di foresta almeno del 30%. Ho già modificato il valore all'interno del post

 

 

 

4
13 Apr 2012
alle 18:54

ziomaul

Hanno ragione, per me, Vadee e Guido, aggiungo che la diforestazione è continuata malgrado che i consumi siano (lo vedi da te sul tuo grafico) enormemente dimuinuiti.

La ragione è la maggior ubanizzazione che comprende anche strade, autostrade e ferrovie e il maggior tenore di vita. Ma anche il commercio (spesso illegale) di legname/carta!!! Va aggiunto il consumo per l''agricoltura che essendo ex-bosco viene utilizzata solo per pochi anni e poi bisogna distruggere (bruciando) altro bosco per avere nuova terra fertile.

Infatti la quantità di pascolo rispetto la carne e quindi degli animali è enormemente sproporzionata!!! Come dire che gli immensi pascoli USA siano imputabili al pascolo.

Ciao

3
13 Apr 2012
alle 16:02

Guido

Ah, dimenticavo. Da quello che ho capito la carne da allevamento "al pascolo" non rispetta tutti i crismi sanitari europei e quindi, praticamente, la carne che importiamo dall'argentina (anche dal brasile?) viene da allevamenti intensivi tipo quelli nostrani.

2
13 Apr 2012
alle 15:58

Guido

Marco, devo farti un appunto. In Argentina (e sono sicuro anche in brasile) la carne è la BASE dell'alimentazione. Anche delle classi povere. Frutta e verdura sono più care che in Italia, l'insalata sfiora i 3 euro al kg, le mele stanno sui 2. La carne invece è molto più economica, con il filetto che non arriva a 10 euro al kg e tagli più economici a prezzi irrisori. Non la mangiano solo i ricchi, la mangiano tutti. Mi sembrano anche molto pochi 80 capi per km2. Sempre in Argentina, in zona semiarida, serve circa un ettaro di pascolo per mucca, quindi un 100 capi per km2. Ma qui piove poco e la vegetazione non cresce, possibile che in brasile non possano fare di meglio? Mi sembra anche un po' bassa la resa. Non conosco le razze allevate in brasile, ma 300 kg è poco, a meno che non consideri solo i tagli più pregiati (e allora è troppo!).

Ciò non toglie niente al succo del discorso comunque, in brasile (come altrove) si disbosca per far mangiare anche gli eurpei...

1
13 Apr 2012
alle 15:33

vadee

il calo delle importazioni non è dovuto (totalmente) alla crisi, ma ad un direttiva UE che obbligava gli stabilimenti extraUE a dotarsi delle norme sanitarie europee. Ne risultò che oltre l'80% degli esportatori brasiliani fosse incapace di esportare in Europa, dall'oggi al domani. Rimanendo pochi fornitori, il prezzo al dettaglio in Italia è schizzato alle stelle. Dalle mie parti ad esempio prima del 2008 la Bresaola costava al dettaglio 20 €/kg, dopo solo un anno era al'incirca a 33 €/kg. La Bresaola della Valtellina è prodotta con carni sudamericane, anche di zebù.

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