Ghiaccio artico sempre più giovane e sottile

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Il ghiaccio di 4 anni e più rappresentava fino a un quarto della calotta artica: ora è ridotto al 2%. Il ghiaccio di meno di un anno è ora il 75% del totale e molto probabilmente si è raggiunto il punto di non ritorno

Età Ghiaccio artico 2012.jpg Il National Snow and Ice Data Center di Boulder in Colorado monitora in continuazione tutti i ghiacci del pianeta. Le preoccupazioni crescono per il ghiaccio artico, soprattutto perchè continua a perdere spessore.

L’immagine qui sopra (clicca per ingrandire) mostra le differenti età del ghiaccio: il ghiaccio con più di un anno di vita (quindi che ha resistito alla fusione estiva ed è più spesso), si concentra oramai solo intorno al polo e alle coste canadesi e groenlandesi.

Solo 30 anni fa questo ghaccio rappresentava il 40% del ghiaccio primaverile, mentre ora è ridotto al 25%. Il ghiaccio con più di 4 anni, che era un buon quarto del totale, ora è confinato ad un misero 2%.

Se il ghiaccio è più sottile fonde facilmente oppure si frattura per effetto del moto ondoso. Secondo i ricercatori del NSIDC, la calotta artica non si è più ripresa dopo la fusione record del 2007; secondo alcuni ricercatori, l’alterazione è ormai permanente, ovvero si è oltrepassato il punto di non ritorno e la completa fusione estiva dell’artico è ormai questione di qualche decennio, se non meno.

Il disgelo del fondo ghiacciato del mare artico potrebbe inoltre portare al rilascio di bolle di idrati di metano in atmosfera, con ulteriore aumento dell’effetto serra e rischio di Tsunami.

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